Articoli con tag Alemanno

Uno scherzo di cattivo gusto spero

Alemanno vuole intitolare una strada a Bettino Craxi.

Spero sia una cavolata, perché se intitoliamo una strada a chi si è beccato due condanne per corruzione e finanziamento illecito, allora bisogna intitolare una strada a Provenzano e Totò Riina.

Craxi, e devo capire perché, è trattato con i guanti, lui non è un delinquente, ma un “personaggio controverso”. Lui non è l’uomo che ha generato in Italia il debito pubblico, lui è un politico che ha “parlato di temi attuali”!

Il solo termine con cui descriverlo è uno solo: CRIMINALE!

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Alemanno rimembri ancora…

Roma è gemellata con Parigi da più di 50 anni, e tra le due più famose città del Vecchio Continente è stato, da sempre, un gemellaggio molto esclusivo. Fino ad oggi.

I giovani del Pd hanno da tempo una “carovana” che si sposta in tour per tutta la penisola, ogni tanto però fanno tappa anche al di fuori delle mura domestiche recandosi in altre roccaforti europee. Un treno per l’Europa, questo è il nome del tour, qualche giorno fa ha fatto tappa a Parigi, ma stavolta, oltre ai gggiovani, si è presentato anche il segretario del Partito Democratico Franceschini. Franceschini ha avuto il piacere di incontrare al teatro dell’Odèon il sindaco parigino Bertrand Delanoë che, parlando dei rapporti privilegiati tra Roma e Parigi, ha detto una cosa che inevitabilmente muterà questi rapporti: “Difficilmente riuscirò ad avere buoni rapporti anche con Gianni Alemanno che è stato accolto al Campidoglio con i saluti fascisti“.

Immediatamente la notizia ha fatto il giro dei giornali, Repubblica titolava “Delanoe attacca Alemanno. Scontro tra Roma e Parigi“, il Corriere “Accuse ad Alemanno, Delanoë è un caso“, La Stampa “Sul saluto fascista crisi Parigi-Roma” e L’Unità “Roma-Parigi, scontro diplomatico“.

Anche la reazione di Alemanno è stata tempestiva: “Quello che ha detto il sindaco di Parigi su di me è falso, offensivo e intollerabile. Non si può, per dare soddisfazione ad una propaganda di parte, inventare fatti che non esistono né tanto meno interrompere le relazioni istituzionali tra la città di Roma e la città di Parigi che sono sancite da un antico gemellaggio.

Forse sarebbe il caso che il sindaco Alemanno si rinfreschi la memoria

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Roma riparte

Alemanno può esserne fiero: Roma riparte

[Via Gilioli]


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Esemplare per che cosa

A forza «di cinese di merda», «negra» o, in caso fossero almeno due, «sporchi negri!», a Roma si saranno abituati che lo straniero va cacciato e sbeffeggiato “et semper”. A volte saranno minorenni – i giovani di oggi si sa, sono più svegli di noi – a volte saranno gli aeroportuali – gli oggetti illegali si nascondono nei posti più impensabili -, l’importante che ognuno faccia bene il proprio lavoro: il sindaco Alemanno ha preteso un’«assoluta necessità di pene severe nei confronti dei responsabili».

Vediamo se è il caso di «pretendere» pene severe ogni volta un cinese – o un «negro» o uno zingaro… – venga pestato, e invece ogni volta che un delinquente “delinque” la punizione resta “normale” senza nessuna pretesa. Caro Sindaco, la punizione resta “punizione” per tutti: non esiste la pena esemplare di comodo, ma solo la certezza della pena per i delinquenti. Tutti, di qualsiasi colore abbiano la pelle.

Continuando a parlare di sindaci: vedetevi questo bellissimo video di un sindaco dello stesso schieramento che capeggia il governo italiano (lo so che non è il sindaco, fa lo stesso fidatevi :? )

Immagine anteprima YouTube


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Capita anche nelle migliori famiglie

Sarà un caso, ma non è che Alemanno ha sbagliato manifestazione?


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Mali assoluti

Alemanno ieri diceva che “il fascismo non fu il male assoluto”: chiaramente lui non si è contato.
Una chicca: il centrodestra si schiera con Alemanno, a partire dal vicesindaco Mauro Cutrufo che accusa la sinistra di essere ferma a “settanta anni fa”. Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto va oltre e sposa la tesi di Alemanno: “Ha detto cose non destituite di fondamento”.

Ma abbiamo davvero eletto questa gente?

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Nulla è mai per caso

Piccolo passo indietro: hanno fatto bene a stare dove volevano, oppure hanno fatto male a sostare in periferia con tutto ciò che ne ha comportato?

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Il paese di Paperino

In Italia stanno bene tutti, dall’immigrato clandestino all’imprenditore in odore di santità, dal mafioso nei vari cda al mafioso nei vari governi. “L’America” è in l’Italia, altro che a ovest di Paperino! «Ladro in fuga uccide ventenne», «Clandestino in fuga uccide ragazzo» titoli di due giornali di fronte opposta e di cognizioni completamente diverse. Il primo viene da Repubblica e il secondo dal Giornale: il primo di una sinistra che non esiste, il secondo di una destra, e di un governo, che punta alla chiusura delle frontiere. Scusate la franchezza ma è così.

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Stonewall

I 316 articoli finora pubblicati in questo blog (ore 19.35 del 9 maggio) sono stati letti da 18.550 visitatori unici. Vi abbiamo fatto capire che per noi la libertà è fondamentale per il buon vivere tra persone civili. Non abbiamo mai scritto nulla che possa essere catalogato come anti-democratico …e continueremo a farlo anche in seguito. Questo post non vuole essere – almeno non solo – un ringraziamento a coloro che ci leggono e ci fanno sentire importanti (anche quando non lo siamo o quando non condividono le nostre opinioni), ma vuole – vorrebbe – essere un buon punto di partenza per pensare davvero liberamente. Ok, detto questo, passiamo a quello che volevo dirvi: il Gay Pride di Roma.

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Web 2.0

Via Akille arrivo a questa interessante intervista del Messaggero a Umbero Croppi, responsabile della strategia di comunicazione di Gianni Alemanno, che spiega le ragioni del successo del neosindaco di Roma. Dice Croppi che la campagna di Alemanno si e’ ispirato nientemeno che al web 2.0:

«Rutelli ha utilizzato il suo sito come un manifesto – continua – noi invece abbiamo puntato sull’interattività, utilizzando anche sul sito principale di Alemanno la versione 2.0, consentendo ad esempio ai vari candidati di stamparsi il fac simile delle schede elettorali».

La logica conseguenza di questo atteggiamento violentemente innovativo e’ stato immediato:
«Abbiamo ingaggiato una squadra di blogger con il compito di orientare la discussione sui blog più frequentati, come quelli di Beppe Grillo, di Di Pietro, oppure blog politici come quelli dell’Udc e della Sinistra Arcobaleno, in una specie di ‘guerriglia informatica»

Che in effetti e’ la cosa meno web 2.0 fra tutte quelle che mi vengono in mente.

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