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Un partito inusuale
L’informazione televisiva italiana ci ha ormai abituato che, parcondicionamente, parla del governo e dell’opposizione in modo assolutamente equo.
Ieri la Cassazione ha prescritto il reato di corruzione all’avvocato inglese David Mills nel processo che lo vedeva imputato, assieme a Silvio Berlusconi in quanto corruttore, nel caso All Iberian in cui l’avvocato inglese era accusato di aver creato 64 società estere offshore del group B very discreet per conto di Fininvest. Durante la presentazione del servizio sulla sentenza della Suprema Corte, il conduttore del TG1 delle ore 13 per ben due volte – durante i titoli e alla presentazione del servizio – dichiara che Mills è stato assolto e non che il reato è stato prescritto.
Ora, l’informazione italiana è quella che è, soprattutto quella televisiva la quale parla del governo e dell’opposizione in maniera assai equa: bene del governo e del premier, male dell’opposizione soprattutto se contraria al pensiero berlusconiano. Esattamente come negli anni d’oro del Tg4 di Fede, di cui sono tutti perfetti scolari, i tiggì Rai, quelli che in teoria dovrebbero essere imparziali e dare solo le notizie, fanno a gara per chi deve essere più filo-governativo tra loro. Per cui la notizia resa nota da Repubblica Tv, della quale il web si sta sbellicando dalle risate, alla fin fine non è il male peggiore, è solo la punta di un iceberg che riaffiora ogni qual volta i processi al presidente del Consiglio sfociano nell’assoluzione – o prescrizione, come in questo caso – o nella condanna.
Il male peggiore, per come la vedo io, è l’assoluta incongruenza nel fare opposizione da parte del principale partito della sinistra italiana: quel Partito Democratico che dovrebbe creare l’alternativa ma che spesso genera stupore e incazzature. Il Ministro Alfano ha affermato che è “Legittimo chiedere la sospensione del processo al premier” come ribadito poco prima dall’avvocato del premier Nicolò Ghedini. La replica arrivata da Sant’Andrea delle Fratte è stata lapidaria: il Ministro ha usato “parole inusuali”.
Inusuale è la parola più idonea secondo il maggior partito d’opposizione italiano. Non hanno usato termini come “scandaloso”, “increscioso”, “inammissibile” o “indignati”: hanno preferito inusuale per chissà quale catartico motivo.
Capisco perfettamente che si voglia essere moderati più possibile senza cascare nella caciara politica, ma il vocabolario italiano contiene tante di quelle esclamazioni di sdegno e di stupore non offensive che si potrebbe scrivere un bignamino senza scadere nella retorica. Volendo potevano ricordare alcune frasi pronunciate da Berlusconi nei confronti di Mills e delle società All Iberian: “Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conosco neppure l’esistenza. Sfido chiunque a dimostrare il contrario“. “Non conosco David Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l’Italia“.
La Cassazione ha confermato che il reato c’è stato, Berlusconi conosceva Mills e soprattutto sapeva di All Iberian, quindi la prescrizione dell’avvocato inglese non certifica che non sia stato corrotto dal premier, anzi, afferma ancora una volta che Berlusconi sapeva tutto ed era a capo dell’intera faccenda. Mills non viene condannato perché il reato è prescritto in quanto sono passati 10 anni dalla data della corruzione, ovvero dal novembre del 1999: dieci anni e due mesi.
Per il Partito Democratico le immotivate, assurde, incomprensibili e stralunate parole di Alfano sono semplicemente inusuali, come probabilmente saranno inusuali le prossime leggi ad personam che il presidente del Consiglio sta per far approvare in Parlamento. Speriamo almeno cambino presto l’addetto stampa.
Alfano, vergognati
Scritto da lufo88 in Personaggi inutili il 23 novembre 2009
Alfano dice “”Nessuno e’ riuscito a rispondere alla domanda su come mai tutte le inchieste si sono concentrate su Berlusconi soltanto dal 1994 in poi”.
Tralasciando che lo hanno già fatto in tanti, aggiungo qualcosa che Alfano evidentemente non sa.
-Il 12 novembre 1979 Silvio Berlusconi riceve la visita di tre ufficiali della Guardia di Finanza. L’indagine viene archiviata, va bene, ma guarda caso su tre finanzieri:
- Salvatore Gallo è iscritto alla loggia P2 (e si sa chi ci ha fatto parte, ovvero il buon Sivlio)
- Massimo Maria Berruti diventa avvocato d’affari per Fininvest. Sarà poi condannato ed eletto per meriti penali nelle fila di Fi e PDL
- Alberto Corrado, ultimo finanziere, va in carcere assieme a Berruti
- La vicenda per falsa testimonianza. Tutto finito a tarallucci e vino per via di un’amnistia, ma i fatti risalgono al 1989! Cioè 5 anni prima della discesa in campo e 4 prima che si sapesse delle sue intenzioni.
- Vicenda tangenti alla guardia di finanza. L’avviso di garanzia fu consegnato nel 1994, ma le indagini erano in corso da anni.
Alfano aggiunge: “mai per fatti funzionali alla sua attivita’ politica”
- Berlusconi risulta tutt’ora indagato per “diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo, in relazione alla vicenda delle dichiarazioni dell’allora Premier in merito alle relazioni tra le cosiddette Cooperative Rosse e camorra”
- Il più recente caso sui voli di stato usati da persone terze
Alfano continua: “ma per fatti che vanno dal 1994 a ritroso”
- Caso Saccà: 2007
- Compravendita diritti televisivi (da qui nasce il processo Mills). I fatti contestati si protraggono fino al 2002.
Non penso ci sia da aggiungere altro….
P.S. La fonte principale delle affermazioni è questa voce su wikipedia.
La deriva populista
Ho paura che si stia andando verso una deriva populista, più che di regime. Il Ministro Alfano su Repubblica dice: “abbiamo anche un dovere etico che nasce dalla nuova fase democratica che consegna al governo uomini votati direttamente dal popolo“; nello stesso articolo Berlusconi “Ho il dovere di tutelare non la mia persona, ma l’istituzione che rappresento e che mi è stata assegnata dal voto di milioni di italiani. Insultando me si insultano tutti loro”.
Ieri, sempre Berlusconi, ha cercato di inserire la prescrizione breve nel decreto sugli obblighi comunitari, perché una condanna per corruzione porterebbe l’interdizione dai pubblici uffici. Vistosi negare il passaggio in Senato, Berlusconi sbraita: “Non mi faranno fare la fine di Craxi. Una condanna sarebbe un sovvertimento della volontà del popolo“.
E che dire delle affermazioni di qualche giorno fa: “Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto“.
A Ballarò settimana scorsa disse che “la tv pubblica italiana ha una prevalenza assoluta di giornalisti di sinistra e di programmi di sinistra. Non sono io l’anomalia italiana. Sono i giudici comunisti e i pm comunisti, 109 magistrati che si sono interessati di me”.
E questi sono soltanto le ultime uscite di Berlusconi e di alcuni elementi del suo Governo. Certo, dire di essere eletti dal popolo è assolutamente esatto, ma dire di essere al di sopra della legge per questo motivo è da folli. Folli populisti.
Gola profonda
Gola profonda non è solo il titolo di un porno degli anni ‘70, gola profonda era anche il nome in codice che Woodward e Bernstein diedero alla loro fonte nello scandalo Watergate, e che portò, successivamente, alle dimissioni di Nixon. Oggi il termine è diventato sinonimo di chi vende informazioni a scopo di lucro, di chi possiede molte informazioni su personaggi più o meno noti, nei film d’azione è sovente sentirlo per gli informatori della polizia, ecc. ecc.
Gola profonda potrebbe essere chiamato chi ha già parecchio potere ma ne vorrebbe ancora di più, e quindi fa di tutto per procurarselo. Come Berlusconi.
Ricordiamo tutti le polemiche dovute all’approvazione del Lodo Alfano – il disegno di legge che propone l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato fin quando rimangono tali – di cui la Consulta si pronuncerà sulla sua costituzionalità il 6 ottobre prossimo, Gola profonda Berlusconi, per non subire lo smacco di una seconda incostituzionalità del lodo (dopo il lodo Schifani) stavolta ha pensato di giocarsela a piè pari andando a cena dal suo amicone giudice della Consulta Luigi Mazzella. Ma mica poteva andarci da solo, sarebbe stato sconveniente! Quindi si è portato dietro l’altro giudice Paolo Maria Napolitano, il Guardasigilli Angelino Alfano, il sottosegretario Gianni Letta, i presidenti delle commissioni Affari costituzionali della Camera Donato Bruno e quello del Senato Carlo Vizzini. Vogliamo scommettere sull’argomento della serata? Sicuramente ne’ il Milan ne’ le veline tanto amate dal premier.
Si è parlato della riforma della giustizia, del nuovo ruolo che dovrebbe avere il Csm e di quello della stessa Consulta. E si è parlato – probabilmente – del lodo Alfano.
Settimana scorsa Peter Gomez sull’Espresso ne ha creato un caso d’interesse nazionale, ma non tanto – secondo me – perché il Presidente del Consiglio sia andato a cena da un giudice della Corte Costituzionale, ma quanto al periodo e le motivazioni principali che hanno portato a questo incontro.
Io reputo normale che il capo del Governo abbia incontri con i vari organi esecutivi del Paese, anche se avvengono a pranzo o a cena, però mi sembra strano che questi incontri avvengano in un periodo particolarmente “stressante” per il premier – le indagini a Bari, il G8 alle porte, la crisi, il terremoto… – soprattutto quando un disegno di legge approvato in Parlamento debba passare il vaglio della Corte Costituzionale da qui a poche settimane.
Io qualche anomalia la vedo in questa faccenda, il Governo e il Giudice Mazzella dicono che è tutto normale. Sarà!
Dall’opposizione arriva una dura presa di posizione sulla vicenda. Di Pietro chiede a gran voce le dimissioni dei due giudici, mentre la Finocchiaro consiglia che “non sta bene invitare qualcuno a casa propria, sul quale si è chiamati a decidere”.
“Ridicolo!” risponde Quagliarella. “Nulla di strano” rigetta Ghedini.
Dal Quirinale arriva una secca risposta: “Non interferiremo!”
L’ennesima vittoria di Gola profonda.
Ah: nel frattempo è passato il pacchetto sulla sicurezza.
Sempre meno libertà
Non si può dire che una legge è sbagliata, non si possono riportare le intercettazioni, quelle che rimangono. Ora non si possono neanche nominare i magistrati che fanno il loro lavoro. Da domani sarà vietato parlare e pensare.
Questo governo mi ricorda qualcuno, ma erano vestiti di nero.
Se i giornalisti facessero sempre il loro mestiere
Se tutti i giorni i giornali facessero il loro mestiere, cioè informare, le nefandezze dei nostri parlamentari non passerebbero mai. Oggi la mini amnistia è stata ritirata, a dire di Alfano per mancanza di “condivisione”.
Equità della pena
Se condividi un paio di album appartenente a Pavarotti, pace all’anima sua, rischi il carcere da uno a quattro anni e multa da 2.500 a 15.000 euro, infatti la legge Urbani prevede detta pena per chi “riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente,[...] oltre cinquanta copie (le singole canzoni ndr) o esemplari di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi”.
Però, come segnala Liana Milella, se sei un usuraio, un ladro, un truffatore e in un processo rischi meno di 4 anni (considerati tutti gli sconti disponibili in Italia, i reati passibili sono tanti) puoi richiedere di essere messo alla prova, se la passi la pena è cancellata, non esiste, è un’amnistia.
Ora, è vero che anche i primi potranno usufruire del “bonus”, sempre che passi, però mi spiegate dov’è l’equità della pena?
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Sabina
Sabina Guzzanti, per decisione del ministro Alfano, non sarà processata per villipendio alla figura del pontefice, villipendio risalente alla manifestazione No Cav. Un eventuale giudizio contro la satira della Guzzanti poteva esporre a due interessanti (e a dir poco inquietanti) situazioni:
1) In Italia la satira contro i potenti viene punita penalmente
2) La satira contro un esponente religioso viene punita penalmente mentre quella contro un esponente politico (la satira contro Berlusconi annovera miliardi di tentativi più o meno riusciti) non viene sanzionata.
Fortunatamente Alfano è intervenuto per evitare una tale situazione e per una volta l’Italia è apparta un paese leggermente più laico di quello che appare normalmente, un paese dove la libertà di parola e di satira (satira condivisa o meno, in questo caso ammetto che Sabina ci è andata giù bella pesante) viene garantita indipendentemente dalla “vittima”.
Gira la ruota
Scritto da Jack in Belle storie il 22 settembre 2008
“Nonostante il parere favorevole sulla procedibilità ho deciso di non concedere l’autorizzazione ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa che prevalgono alle offese stesse”.
Angelino Alfano Ministro di Grazia e Giustizia
Il Ministro Alfano è diventato il portavoce del Papa: ma il Pontefice lo sa’?
Gualandri, sembra l’inizio di una nuova frontiera del gioco d’azzardo?
“Non scherziamo. Lo stato ha posto particolare attenzione a questo aspetto, la sola forma di gioco consentita è quella del torneo, la legge permette di sfidarsi solo sul piano dell’abilità. Quando siamo partiti con GiocoDigitale neanche sapevamo quali sarebbero stati i giochi ammessi”.Carlo Gualandri capo di GiocoDigitale
Lo Stato cerca di convincerci che non è l’ennesimo trucco per spillarci altri soldi



È stato detto