Articoli con tag Annozero

Niente ferie, c’è la crisi!

Pare che la Rai stia per richiamare dalle vacanze Floris e Vespa (ma non Santoro, naturalmente), e aumentare l’informazione del TG1, TG2, TG3, TGR, RaiNews e Gr Radio-Rai, per degli speciali estivi sulla crisi tutta interna alla maggioranza.
E poi dicono che i dipendenti pubblici sono dei fannulloni:

«La Rai raccolga la sollecitazione del consigliere Rizzo Nervo di richiamare dalle vacanze l’approfondimento informativo, da Ballarò a Porta a Porta, vista la delicatissima situazione politica-istituzionale di queste ore. Non è pensabile che, mentre avvengono fatti politici rilevantissimi come la crisi della maggioranza, l’offerta informativa dell’azienda pubblica resti al minimo sindacale. Le richieste avanzate da diversi direttori di rete, così come le giuste rimostranze dei Radicali, devono essere raccolte dai vertici Rai».

Tags: , , , , , , , , , , ,

Che ci compriamo con dodici milioni di euro?

Non so come dirlo… mi dispiace tantissimo Mauro Masi come direttore generale della Rai. Mi dispiace davvero che il massimo dirigente della Tv di Stato, pur di far contento il suo padrone, proprietario della concorrenza, metta sul vassoio destinato a Santoro soldi nostri, quindi anche miei, pur di cacciare un presentatore scomodo a Berlusconi.

Masi, missione finale per il Cavaliere "Santoro non rifarà più Annozero"

Mauro Masi ci sta costando dodici milioni di euro!!

Santoro non deve rimanere in Rai. Il direttore generale trovi il modo, è un problema suo“.

E Masi il modo l’ha trovato: ha aumentato l’offerta a Santoro portandola a 12 milioni di euro.

DO-DI-CI   MI-LIO-NI

Quanti abbonamenti Rai ci vogliono per arrivare a dodici milioni di euro? Quanti inserzionisti ci vogliono per coprire dodici milioni di euro? Quanti programmi ci vorranno per incassare dodici milioni di euro? Quanti stipendi di precari Rai coprirebbero dodici milioni di euro?

Quanti danni deve ancora fare Berlusconi prima di venire cacciato? Dodici milioni almeno…

Tags: , , , , ,

Il giustizialismo paga

«Tutto come previsto. Sono contento che Michele resti con noi. Ma si conferma che per lui essere perseguitato è stato un magnifico investimento». Bruno Vespa lo dice a denti stretti, ma in questo momento il suo stato d’animo è un misto tra risentimento da “te l’avevo detto” e l’invidia di chi non è riuscito ad arrivare a tanto nell’ultratrentennale carriera in Rai. Io però non mi sento di criticare il Bruno nazionale per il semplice motivo che trovo esagerato liquidare uno showman con due milioni e mezzo di euro, e decidere di accettare delle particolari condizioni (capestro?) nell’acquisto, da parte della Rai, di una serie di docu-fiction da inserire nel prossimo palinsesto di RaiDue e RaiTre. Il tutto, si presume, per non meno di dieci milioni di euro. In Commissione hanno votato favorevoli in sette – tra cui il presidente Paolo Garimberti, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten del Pd -, due i contrari e due gli astenuti: Angelo Maria Petroni (ministero del Tesoro) e Rodolfo de Laurentiis dell’Udc.

I commenti politici, naturalmente, sono in larga maggioranza acidi e pungenti.

Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl, dice che «è un’ingiustizia e una contraddizione. Ci aspetta una stagione di rigore  ma questo senza equità non ha senso. E’ una contraddizione. E in un clima così non si riesce a fare le risalite: che non sono solo economiche, ma anche morali».
Marco Beltrandi, componente radicale della commissione di Vigilanza Rai, è sarcastico: «Saluto l’ingresso di Michele Santoro nel mondo dorato delle partite iva Rai, in cui più si riscuote più ci si proclama vittime di – anche inesistenti – censure. Naturalmente a pagare siamo tutti noi, contribuenti, abbonati».
Roberto Rao dell’Udc non si spiega l’enorme buonuscita di Santoro però – credo – va un po’ in contraddizione e chiede spiegazioni a Tremonti: «In questo modo è stato violato il portafoglio dei contribuenti che dal giorno alla notte si vedono privati di una trasmissione di grande ascolto e dovranno anche sborsare dei soldi per il giornalista. Parliamo di 10 milioni di euro, una cifra esorbitante. Su questo chiediamo che il ministro dell’Economia venga in aula a riferire, perché c’è un dovere di chiarezza e trasparenza».
Il parlamentare del Pd e vice presidente della commissione di Vigilanza Rai Giorgio Merlo attacca la trasparenza Rai: «Se le notizie diffuse dai giornali sull’accordo Rai-Santoro rispondono al vero, ci troviamo di fronte a una pagina buia e triste per la credibilità, la serietà e la trasparenza del servizio pubblico nel nostro paese. Il compenso dorato di cui si parla per Santoro è semplicemente un’offesa per chi paga regolarmente il canone, per gli italiani che vivono in una difficile situazione economica e finanziaria e per tutti coloro che di fronte a queste cifre milionarie provano un profondo disgusto morale e civile. Sarebbe questo il prezzo che Santoro deve pagare per garantire il pluralismo nel nostro paese? Ma ci faccia il piacere, come diceva Totò».
Per Massimo Donadi dell’Idv sono soldi buttati ma utili alla maggioranza: «La notizia che la Rai avrebbe versato 10 milioni di euro per rescindere il contratto con Michele Santoro è di straordinaria gravità e immoralità. Che i vertici della Rai gettino denaro pubblico al solo scopo di stare tranquilli ed evitare che giungano loro le puntuali telefonate di Berlusconi per fermare Annozero, sostituendolo con un giornalista più malleabile e rispettoso degli ordini di scuderia, risponde solo agli interessi politici di questa maggioranza e non a quelli giornalistici ed economici della Rai. Quanto a Santoro – aggiunge Donadi – comprendiamo le ragioni del giornalista, che avrà fatto le sue opportune valutazioni personali ed economiche. Ci rammarica profondamente, però, che da settembre si spegnerà una delle ultime voci di pluralismo dell`informazione in questo Paese».

C’è chi invece se ne sbatte dei soldi rimarcando sulla prossima assenza del pluralismo giornalistico nella tv pubblica. Giuseppe Giulietti di Articolo21: «Non ci interessano le ragioni che hanno portato alla separazione piu o meno consensuale tra la Rai e Santoro, peraltro preceduta da un’intensa campagna di mobbing e di aggressione nei confronti del programma Anno Zero. L’unica cosa che ci preme, come cittadini che ancora pagano il canone, è di poter continuare a vedere programmi come Anno Zero che ci hanno consentito di conoscere temi, realtà e protagonisti altrove cancellati, in un panorama sempre più dominato dal conflitto di interessi».

Concludiamo col diretto interessato. Michele Santoro si dice soddisfatto dell’accordo (ma va!) perché è stata fatta una scelta «ancora una volta nell’interesse del pubblico. Avrei preferito che solo ad accordo sottoscritto se ne fosse data notizia anche per concludere serenamente una stagione televisiva caratterizzata da straordinari risultati. Tuttavia – prosegue – prendo atto con soddisfazione delle decisioni che mi riguardano, proposte dal direttore generale e assunte di fatto all’unanimità dal consiglio di amministrazione della Rai, che mi potranno consentire di sperimentare nuovi formati televisivi».
E a domanda specifica sul costo dell’accordo, Santoro soprassiede: «Fornirò nelle prossime settimane la necessaria collaborazione per arrivare rapidamente alla completa definizione in ogni sua parte dell’intesa. A conclusione della stagione, e solo a firma avvenuta, risponderò a tutte le domande sul carattere dell’accordo e sul mio futuro professionale, convinto come sono di aver agito ancora una volta nell’interesse del pubblico».

Non siamo bigotti e crediamo che il lavoro debba essere ricompensato in base alla regola del merito, però far passare per legittimo un finale del genere ci sembra troppo anche per chi, come noi, crede che ogni mestiere vada ricompensato per il valore che offre e non quantificato in base alla media nazionale.

Tags: , , ,

Fai la cosa giusta

Immagine anteprima YouTube

Tags: , , , ,

Insieme… forse

Sto preparando il blog di Cordenons per lo streaming di “Insieme per una notte” di stasera. Ieri sul sito del talk-show c’era scritto che l’embed l’avrebbero messo nel pomeriggio ma fino a tarda sera non s’è visto nulla, oggi rimandavano per dopo pranzo. Sono le sette passate e non si vede nulla, anzi, fino a pochi minuti fa i server di raiperunanotte.it erano talmente intasati che il database dava un errore di connessione. Adesso sono nuovamente online ma ancora una volta di codice non si vede l’ombra, in compenso il player del video mi manda alla pagina con lo spot della trasmissione di stasera.

In questo momento c’è un grosso “IT WORKS!” su raiperunanotte.it, mentre il live streaming – che lo trasmette pure Gianluca togliendomi il mestiere :) – funziona benissimo. Problemi della diretta, direbbe Baudo…

Speriamo bene!

[ps: vi piace la nuova grafica?]

Tags: , , , ,

Clima d'odio

“La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità. A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio”.

Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del PdL

Tags: , , , , , ,

L'antipatico

La selezione è finita. Sarà Maurizio Belpietro il controcanto di Annozero, l’ambasciatore in Rai di Silvio Berlusconi, il Vittorio Feltri del video. Ci sono le condizioni, perché X-Factor sta per chiudere e la prima serata di mercoledì è pronta e (pure) servita al Pdl. Ci sono le risorse, perché avrà venti giornalisti e casse senza fondo. Ci sono le pressioni, perché Berlusconi ha chiesto a Mauro Masi uno sforzo se vuole conservare il posto da direttore generale. Altrimenti salta: “Dobbiamo correre ai ripari. Subito”. E per ripararsi bene affideranno una trasmissione a Belpietro, il difensore televisivo preferito ad Arcore, forse già dal 9 dicembre su Rai Due, un paio di ore per smontare alla vigilia la puntata di Annozero. La controffensiva deve consumarsi in Rai perché a Mediaset non avrebbe credito, ma le due emittenti – concorrenti in apparenza – possono unirsi e fondersi per armare l’artiglieria di destra. Belpietro randellerà di mattina su Canale 5 con il consueto Panorama del giorno e completerà l’opera sull’azienda pubblica con l’Antipatico. Il titolo – già in uso dal Biscione – sancirebbe la nascita di “Raiset”.

Il presidente del Consiglio è deluso da Massimo Liofredi: aveva due compiti precisi, zittire Annozero e Marco Travaglio. Entrambi falliti. E dunque Liofredi è stato scavalcato da Antonio Marano, vicedirettore di rete, la spalla ideale di Masi per confezionare un progetto e presentarlo presto in consiglio di amministrazione Rai. Masi e Marano hanno preparato un’accurata strategia per blandire e compattare i rappresentanti del centrodestra in Cda. Un manuale Cencelli per la tv di Stato. Gli ex di An saranno accontentati, avranno in studio Pietrangelo Buttafuoco. Alla Lega hanno promesso 10 serate e 600 mila euro per Gianluigi Paragone e un’altra edizione di Malpensa Italia da gennaio, un contenitore di federalismo applicato alla tv. Il voto della Lega sarà determinante, il consigliere Giovanna Bianchi Clerici era l’unica assente il giorno del rinnovo del contratto di Bruno Vespa. Il programma di Belpietro potrebbe – secondo fonti Rai – imbarcare Maurizio Costanzo, presto prepensionato da Mediaset. Il Maurizio Costanzo Show sta per chiudere la serie dopo 25 anni, l’eredità è in prelazione per Alfonso Signorini, il tuttofare della Mondadori: direttore di Chi e Tv Sorrisi e Canzoni e opinionista ufficiale di cronaca rosa. Signorini ha curato le verità del premier: la Noemi illibata, l’intervista per frenare Veronica Lario, il filmato su Piero Marrazzo. Il materiale esplosivo è un’esclusiva del rotocalco di famiglia.

L’Antipatico sarà l’Annozero di destra e dunque avrà il suo Travaglio: Filippo Facci, già editorialista di Libero e altro volto di Mediaset. La Rai potrebbe accorciare la stagione di Annozero, un espediente che Liofredi dovrà utilizzare per giustificarsi dell’eventuale sforo nel bilancio, un favore gradito a Berlusconi, anche se in differita. L’alchimia giusta è stata trovata da Masi nelle ultime ore, nonostante Monica Setta si sia sottratta al giochino di corte. La conduttrice de Il Fatto del giorno ha rifiutato l’offerta di Liofredi, non vuole affiancare Belpietro. Altro smacco per il direttore: “Mi hanno tirato in ballo nelle risse del centrodestra – spiega la Setta – a proposito della creazione di un anti-Santoro al femminile, ma io non ci sto. Stimo Santoro. Non faccio giornalismo schierato, se avessi voluto prendere le parti politiche di uno dei due poli, avrei lasciato il mio mestiere e mi sarei candidata. Ho ricevuto critiche da destra pur avendo portato il mio programma, in una fascia oraria che totalizzava il 2,5%, al 9,16% cioè un milione e 400 mila spettatori. E’ vero che farò una seconda serata – è scritto anche nel mio contratto sarò sola e voglio approfondire le tematiche femminili”. Nessun rischio per l’Antipatico.

(Da Il Fatto Quotidiano n°36 del 3 novembre 2009)

Tags: , , , , , , , , ,

Annozero?

Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.

Immagine anteprima YouTube Immagine anteprima YouTube

Tags: , , , , ,

Il bavaglio all'informazione

Milena Gabanelli azzoppata. Sotto pressione per il tentativo di mandare in onda il suo “Report” su Raitre senza rete di protezione legale da parte di viale Mazzini. Marco Travaglio in discussione. Ancora privo di contratto, a meno di essere trattato nel programma ? Anno zero” di Michele Santoro su Rai Due non da editorialista come gli anni precedenti ma da ospite all’interno di un contraddittorio. Questo, e non solo, lato Rai. Poi: Telecom, nella gara definita dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dal vice ministro Paolo Romani per l’assegnazione dei due multiplex per i programmi in digitale terrestre, è stata messa sullo stesso piano dei colossi Rai e Mediaset che probabilmente vinceranno.

Secondo gli esperti ci sarebbero tutte le ragioni per fare ricorso. Ma finora la società guidata da Franco Bernabè, manager non proprio organico alla corte di Arcore e non saldissimo in sella, ha preferito evitare di farlo. La spada di Tarak, invece su La7. Ovvero l’aleggiare del tacito interesse di Tarak Ben Ammar, letto da molti come una sorta di diritto di prelazione da parte di un uomo potente piazzato nei cda della stessa Telecom e nella Mediobanca di Cesare Geronzi (un tempo era stato anche consigliere di Mediaset nonché testimone in difesa di Berlusconi nei processi di Mani Pulite) e allietato da un portafoglio di amicizie pesanti: dal Cavaliere a Massimo D’Alema fino a Rupert Murdoch. Segnali dell’inizio di una stagione che si annuncia a dir poco incandescente. Per non parlare di Sky sotto tiro da dicembre, tra rialzo dell’Iva deciso dal governo e il divorzio non consensuale dalla Rai, a causa del suo successo italiano tale da portare James Murdoch, il figlio dello Squalo, a presidiare il territorio con una presenza sempre più assidua. Scene di una stagione probabilmente da manuale, nel senso di un trattato più militaresco che storico. Tappe di un’avanzata mediatica che non sente neanche il dovere di camuffarsi. Un autunno da ricordare come la manifestazione della brama di un controllo sui gangli dell’informazione e della televisione sfacciata come mai prima d’ora. Dove le poche free zone rimaste di reti, telegiornali, emittenti, società di Tlc fanno fatica a sottrarsi all’influenza ambientale, persuasiva e economica dell’inquilino di Palazzo Chigi. Forse perché nel terzo governo Berlusconi, la comunicazione sta definitivamente prendendo il posto della politica. Ed è su questo tavolo, su questo sistema che si giocherà la grande partita del Cavaliere. Non sull’azione ma sulla rappresentazione.

Questo è quello che ha scritto l’Espresso il 3 settembre scorso, ma non è solo la Tv pubblica a dover fare i conti con un premier mangia tutto: La7, la Tv privata della Telecom la quale si credeva fosse fondamentalmente libera è anch’essa nel mirino del presidente del Consiglio; i giornali sono per la maggior parte di destra (Il Giornale, Libero, Il Foglio di proprietà del gruppo Berlusconi, e poi il Corsera con larga partecipazione di Mediobanca – dove nel CdA siede Marina Berlusconi – La Stampa col neo direttore Calabrese ritenuto “vicino” alle idee del premier, il trio di QN da sempre vicino a Berlusconi…) mentre i pochi rimasti illesi dal dominio del cavaliere sono sempre sotto attacco, legalmente e illegalmente, perché scomodi.
A questa lista vanno aggiunte le banche, Mediobanca in testa, le quali sono quasi tutte in affari col gruppo Berlusconi e quindi non finanziano i progetti dei media concorrenti; le istituzioni sono in mano ai partiti – anzi “al” partito libero – quindi si fa tutto in casa.

Praticamente in Italia siamo arrivati al regime mediatico: dove la dittatura non può nulla perché sarebbe controproducente per la nostra economia, a quel punto arriva il presidente operaio che fa incetta dell’informazione mainstream. Però guai a dire che in Italia non c’è libertà d’informazione. Si rischia la denuncia!

Tags: , , , , , , , ,

Finché la barca va…

Questa stagione, ultima puntata, un grande Santoro: Ghedini e Castelli in studio, la Innocenzi lancia la palla a Santoro che inizia un discorso sulla libertà dell’informazione in Italia, trascinando il deputato e avvocato del premier verso un tunnel che lo porterà ad una conclusione scontata e terrificante sullo stato dell’informazione italiana. Un grande assaggio di “mestiere”.

Immagine anteprima YouTube

Tags: , , , , , ,