Articoli con tag Berlusconi

Frase della settimana

“Nel 2009 l’Italia ha perso il 5,1% della ricchezza nazionale, 80 miliardi di euro in meno di ricchezza per le famiglie e le imprese. Il colpo più drammatico subito dal paese dal dopoguerra. Nel frattempo Berlusconi diceva che la crisi non c’era. Abbiamo scoperto perché: lui nel 2009 ha guadagnato dieci milioni di euro in più rispetto al 2008. Nel momento in cui il Paese subiva quel colpo lui ha guadagnato 10 mln più dell’anno prima. Per forza diceva che la crisi non c’è. Però il Paese avrebbe bisogno di uno che fosse un po’ più preoccupato della condizione degli italiani e un po’ meno degli affari suoi”

Massimo D’Alema (frase sensata della settimana)

, , ,

Nessun commento

Un buon inizio

Forse hanno ragione Bersani Di Pietro e tutta la sinistra (ri)unita sabato per protestare contro Berlusconi, ma in questo modo si arriva solo ad un ritorno dell’Unione senza convincere troppo sulle vere esigenze degli italiani, e questo non è nemmeno il male minore.

Il male peggiore è andare al governo senza uno straccio di idea o di proposta seria che ci permetta di governare senza la paura di legiferare, come succede in questa legislatura, a forza di voto fiducia in Parlamento e al Senato. Il male peggiore è fare in modo di stare al potere per due anni – se non di meno – e riuscire, con grande imperizia politica, a far riamare Berlusconi al popolo italiano. Perché se è vero come è vero che B. è in netto calo di consensi (39% negli ultimi sondaggi, mai così in basso da molti anni), è altrettanto vero che basta un niente per farlo ritornare quel santo che crede di essere. E non è questo che ci meritiamo.

Se ci meritiamo un centrosinistra che governa, deve essere un centrosinistra che sia in grado di governare con idee e proposte sul lavoro e sulla scuola, abbassando le tasse se si può ma senza falsi isterismi destrorsi dicendo “abbassiamo le tasse” quando è impossibile in determinate condizioni, parlando alla gente con convinzione e quel poco di verità che ci aspettiamo. La gente non è mona, non ha assolutamente senso dire una cosa per poi farne un altra. La gente vuole politici che una volta tanto siano sinceri, anche se la verità non è quella che vorremmo sentire, ma che sia detta chiaramente e senza troppi giri di parole. Perché poi andrà a finire come scrive Frontpage:  ”Alternativa a che cosa? e in nome di chi, con quali obiettivi, con quale programma? L’idea che tutto ciò che sta all’opposizione sia di per sé potenzialmente coalizzabile, solo che lo si voglia, è antica quanto la sinistra e le sue sconfitte. Può riscaldare i cuori e accompagnarci più sereni a casa, dopo una giornata tra vecchi compagni, ma non conduce da nessuna parte. Per la buona ragione che al di fuori del teatrino autoreferenziale del centrosinistra italiano ci sono gli italiani, i quali vanno pazientemente convinti, uno per uno, non che Berlusconi sia un criminale, ma che il centrosinistra dispone di soluzioni migliori per la scuola, il lavoro, le tasse: per i problemi della gente, e anche per i loro sogni, le loro paure, le loro speranze.

Iniziamo da qui, dopo possiamo anche battercela ad armi pari con la destra.

, , , , ,

1 Commento

Attentato!

Buonasera dal TG4: ATTENTATO! SI TRATTA DI ATTENTATO! Qualche imbecille ha deciso di diffondere un falso allarme su una bomba presente nell’aereo di Berlusconi.

Per quanto riguarda la bomba carta fatta esplodere da ignoti davanti la sede del PD a Roma, rientra tutto nella normalità.

,

1 Commento

La Russa ministro della difesa

Il Ministro della difesa Ignazio La Russa è uno che prende molto seriamente il lavoro che svolge. Infatti, durante la conferenza stampa del premier Berlusconi sul respingimento del ricorso al Tar per le liste in Lazio, un giornalista freelance – Rocco Carlomagno – ha cercato ripetutamente di chiedere al Presidente del Consiglio notizie sul caso Bertolaso e sul caos liste. Il premier a quel punto, dopo avergli risposto un paio di volte di attenersi all’ordine, ha chiesto alla security di scortarlo fuori dalla sala, ma La Russa, con impeto marziale, ha prima preso da parte il freelance chiedendo di star zitto, dopo, vedendo il continuare del disturbo, ha messo le mani addosso all’uomo e l’ha scortato di forza fuori dalla sala.
«Leì è un picchiatore fascista», gli ha urlato Carlomagno. «Lei non è iscritto a nessun albo» ribatte La Russa. Lo stesso Denis Verdini, uno dei tanti coordinatori del Pdl, si è avvicinato alla security e pare abbia chiesto agli uomini della scorta di far allontanare La Russa.

Nel frattempo Berlusconi continuava con le sue lamentele sul ricorso non accettato dal Tar del Lazio: “E’ stata violata la legge: i nostri funzionari erano all’interno dell’ufficio circoscrizionale entro i termini. E’ stato infranto anche il buon senso. Non c’è stato nessun errore. A Roma ci hanno impedito di presentare la lista del Pdl. La discesa in piazza del Pdl e’ per rivendicare il diritto del primo partito ad essere presente alle elezioni. Che senso ha essere fiscali su qualche decina di firme? Formigoni ha milioni di voti in Lombardia”.

Il Pd, a ricorso avvenuto, fa sapere per voce del segretario Piggi Bersani che sabato sarà una manifestazione di proposta e non di protesta e in un’altra nota lo stesso Bersani ha dichiarato “Basta ricorsi da Pd e Pdl” probabilmente riferendosi al ricorso Pdl in Emilia per il candidato di centrosinistra Vasco Errani anch’esso al quarto mandato come Formigoni. Ma il commento più divertente è dell’ex segretario Dario Franceschini su Twitter: “Silvio! Se fate casino anche sulla data della manifestazione, finisce come per le liste e un po’ di gente va in piazza il 20, un po’ il 21…”

Il gioco del centrodestra è imperniato sulla mancanza di diritto al voto per gli elettori, però è un gioco sporco perché il Tar ha deciso di non ammettere la lista del Pdl a Roma e provincia e non in tutta la regione. Inoltre la candidata Polverini rimane comunque in gara a prescindere delle liste, per cui non è in pericolo il diritto al voto ma la mancanza del Pdl in Lazio. C’è un enorme differenza tra la violazione del diritto al voto e la mancanza di una lista candidata. E lo sanno, ma fanno gioco sporco per alzare i toni della polemica. Con la possibilità che gli si ritorca contro, dato che anche i sondaggi li vedono in picchiata con una perdita di oltre 11 punti rispetto ai mesi scorsi.

, , , , , , , , , , , ,

Nessun commento

Una pizzetta

Intorno ad un tavolo oltre al presidente del Consiglio, i ministri Maroni, Calderoli, Meloni e La Russa. La discussione è stata breve anche perché la pattuglia dei ministri presenti aveva sperimentato nei giorni scorsi la furia del presidente del Consiglio. La stessa che la sera precedente il Cavaliere era riuscito a sbollire solo verso le due di mattina grazie alla compagnia di un gruppo di giovani che il presidente del Consiglio ha fatto salire a palazzo Grazioli per «una pizzetta».

Il Messaggero

, ,

Nessun commento

Ecco, ora ho paura

Che Berlusconi sia un semi-dittatore l’avevo capito tempo fa. I suoi modi arroganti di parlare con l’opposizione, i suoi continui insulti alla magistratura e le sue palesi azioni illegali mi facevano, e mi fanno, solo mandare in bestia.

Ma finché c’è qualcuno che può fermare le sue spinte più anti-democratiche allora c’è ancora una speranza. Perché se è vero che Napolitano di leggi vergogna ne ha fatte passare tante, è anche vero che erano norme del parlamento, che almeno nella forma, erano espressione puramente del legislatore e non del potere esecutivo. Nella sostanza no, ma il fatto che ci fosse una dittatura “legale” era, sotto un certo punto di vista, confortante perché Mr B. non poteva o non voleva decidere tutto da solo, perché non sarebbe stato accettabile da qualcuno che aveva il potere di bloccarlo. Magari aspettando che se ne andasse dalla scena politica tutto avrebbe cominciato a funzionare, era solo questione di attesa.

Ebbene, perché ho paura? Perché quella persona che dovrebbe vigilare sulla costituzione è d’accordo con Silvio Berlusconi e ha approvato il decreto interpretativo sulla legge elettorale proprio perché “non era sostenibile che potessero non parteciparvi (alle elezioni ndr) nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano”.

Insomma il diritto di voto ci dev’essere, basta che a sbagliare sia un partito molto grosso e che sia al governo! Questo dice Napolitano, né di più né di meno. Vi spiego anche perché è chiaro:
1) Se non fosse un partito al governo come sarebbe potuto saltar fuori il decreto interpretativo?
2) Qui il presidente è esplicito, riferendosi al “maggior partito di governo”.

Per questo ho paura, come si può essere tranquilli con un presidente della repubblica che non svolge il suo lavoro, anzi asseconda le mire anti-democratiche del capo del governo? A me ricorda molto Vittorio Emanuele III, che pur potendo chiamare l’esercito per disperdere i fascisti nel giorno della marcia su Roma dette a Mussolini l’incarico di governo.

Mi auguro fermamente che in Lombardia e Lazio ci sia una risposta chiara degli elettori, ma non ci spero affatto, anzi per nulla.

, ,

8 Commenti

Frase della settimana

“Il ragionamento del Pd non fa una piega: «Il decreto è un vulnus alla democrazia, stravolge le regole, è un atto autoritario, un gesto di arroganza, quindi Napolitano ha fatto benissimo a firmarlo».”

Jena

, , , , , , , ,

Nessun commento

Il capo del governo

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo.
Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, è tratto da “Opere vol. I” di Elsa Morante e si riferisce a Mussolini.

, , ,

Nessun commento

Il Ddl del sospetto

Sul vero o presunto ddl che il Governo sta approntando per riprendere le liste regionali in Lazio e Lombardia avrei molto da dire, però mi limito a due sole considerazioni: una personale, l’altra politica.

Partendo da quella che mi sta più a cuore, quella personale, vorrei dire a questo governo, il quale dice di aver fatto i miracoli manco Padre Pio, che una porcata del genere io me l’aspettavo ma non fino a questo punto. E’ inaccettabile che un governo legittimamente eletto dai cittadini possa avere la pretesa, o la giustificazione, di redigere un decreto d’urgenza per il solo motivo che senza il primo partito italiano le elezioni verrebbero a mancare di quel gesto democratico di cui l’Italia è portatrice.
Vorrei far notare che il rispetto delle regole E’ DEMOCRAZIA, in quanto facenti parte di quella grande macchina democratica che anche voi parlamentari siete tenuti a rispettare, per cui non lo trovo assolutamente ammissibile che un marchiano errore di valutazione – fatto dal Pdl in Lazio e Lombardia – possa tramutarsi in un discorso legittimo sulla valutazione elettorale democratica. E se è vero che il popolo è il sovrano del Paese, è assolutamente impensabile che chi sta al Governo possa autenticare una legge per il solo fatto di essere il partito rappresentativo della maggioranza dell’elettorato.

E se il partito che mi rappresenta sostiene che per il bene del Paese bisogna fare tutto il possibile, anche con una legge ad hoc, per cui la tornata elettorale si riporti nei ranghi normali – “Di questa situazione è responsabile la maggioranza e se ne prendano la responsabilità, poi si vedrà. Certo non abbiamo mai pensato di vincere per abbandono degli avversari”, Bersani ieri su Repubblica -, non mi sento di sostenere tale tesi perché oggettivamente la mancata presenza del principale partito italiano non pone il problema del diritto al voto, ma solo la mancata presenza di una coalizione che poteva  - esattamente come tutte le altre – essere eletta e governare nelle due regioni. Pertanto non riesco a capire perché si debba dare un ulteriore prova di scarsa lungimiranza nel cercare di aiutare una coalizione politica, oltretutto distante anni luce da noi, quando non sono state rispettate le più elementari regole democratiche. Inoltre credo che dare l’assenso ad una pratica del genere, crei un pericoloso precedente di cui noi tutti possiamo e dobbiamo fare a meno.

La considerazione politica è invece tutt’altra e mi rendo conto che anche questa è valida ai fini elettorali.

E’ certamente snaturare le elezioni, in due regioni cardini come il Lazio e la Lombardia, se per effetto di un madornale errore non si possano presentare le liste del principale partito italiano. E’ però vero che le regole vanno rispettate a priori, ma su queste basi trovo esatta l’affermazione del segretario Bersani sul vincere per abbandono degli avversari. Chiarire le responsabilità del Pdl nella mancata presentazione delle liste è un atto dovuto agli italiani, non solo agli elettori di centrosinistra, per cui mi dico disponibile ad una legge che permetta, entro breve tempo e senza ulteriori prolungamenti, di far concorrere alla tornata elettorale le liste di Formigoni e della Polverini. E’ un fatto oggettivo: non poniamoci il problema che diceva La Russa qualche giorno fa (“se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto”) perché viviamo in pieno ventunesimo secolo e certe cose, anche se non siamo un paese pienamente “civile”, non possono accadere nemmeno se lo volessimo. Quindi le mie considerazioni vanno su un discorso più ragionevole: il Pdl deve fare pubblica ammenda dell’errore commesso, e il Pd deve cercare in tutti i modi per risolvere amichevolmente questo pasticcio. Naturalmente “amichevolmente” non significa abbassare la testa a qualsiasi richiesta della maggioranza, ma sottostare a quei criteri democratici che fanno in modo che la democrazia non venga compromessa, dove tutto sommato il primo partito d’opposizione sia consapevole di avere il coltello dalla parte del manico ma senza voler per questo sferrare il colpo finale al nemico giurato. Pertanto io direi di sì al ddl, ma stando attenti a cosa ci riserverà il futuro con questa scelta.

Conclusioni. La mia paura non si focalizza sul ddl in sè, ma a cosa potrebbe comportare per il Pd una scelta che vada in questo senso. Non dimentichiamoci che Berlusconi nasce imprenditore, vi ricordate come si comportò con Rizzoli e Rete4? Vi rinfresco la memoria: anni fa, quando Rete4 era ancora in mano a Rizzoli e la pubblicità passava prevalentemente per le mani Canale5 e Italia1, l’allora proprietario di Rete4 propose a Berlusconi di vedersi e chiarire definitivamente l’oggetto del contendere, ovvero i prezzi stracciati delle tv berlusconiane in un contesto di concorrenza sleale e impraticabile dall’avversario. Berlusconi diede appuntamento a Rizzoli per il venerdì sera, e si accordarono su un tetto minimo per la pubblicità sulle tre emittenti private che sarebbe partito il lunedì successivo. Berlusconi e Rizzoli si dissero soddisfatti dell’accordo perché chiudeva una vertenza e aumentava la qualità dei contenuti televisivi. Ma Berlusconi, vecchia volpe dell’imprenditoria, fece una furbata che il vecchio Rizzoli non si aspettava: chiamò, il venerdì sera al ritorno dall’incontro, i maggiori investitori pubblicitari dicendo che dal lunedì successivo i prezzi avrebbero avuto un rialzo notevole e quindi, se volevano mantenere gli attuali prezzi e continuare a pagare poche lire per una campagna pubblicitaria che valeva miliardi, dovevano firmare dei contratti entro la domenica sera in modo da non incorrere nell’accordo fatto con Rizzoli. Morale della favola: Rizzoli non riuscì ad avere altri investitori e dovette vendere l’azienda a Berlusconi.

Quindi il problema che pongo è sul mantenimento delle promesse da parte di Berlusconi. Chi ci dice che, dopo aver avuto la conferma di non osteggiare il ddl dal Pd, la maggioranza non invochi l’assoluzione dei suoi avventati gesti dando la colpa ai soliti magistrati politicizzati, ai radicali estremisti e ai comunisti anti-democratici? Pertanto la posizione del Pd è molto particolare, in quanto deve dire sì all’unità nazionale, ma deve necessariamente dir di no ad accordi che non precludano prima l’ammonimento al governo per gli incresciosi fatti di cui sono stati autori.

, , , , ,

7 Commenti

Frase della settimana

“Siamo al golpe ad opera di un politico corruttore a capo di una banda di lestofanti e di rappresentanti nelle istituzioni di mafia, camorra e ‘ndrangheta. Della banda di talebani fanno parte i corrotti, i corruttori, coloro che ridevano nel letto durante il terremoto dell’aquila e tutti coloro che, sentendosi al di sopra della legge, usano le istituzioni per far soldi a sfregio della costituzione e umiliando tutti i cittadini onesti”.

Leoluca Orlando reputa offensivo il “talebani” di Berlusconi ai giudici

, , , ,

Nessun commento

OpenWorld pubblica sotto una Licenza Creative Commons che ti invitiamo a rispettare. Per sapere chi siamo leggi qui, mentre per seguirci al meglio leggi qua. OpenWorld non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Per il resto stay with us and enjoy

Google ci fotte! Free PageRank Checker

Saturno contro