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I verdetti dei quarti di finale: fuori Argentina e Brasile, avanti Olanda e Germania

Logo sud africa mondiali 2010I quarti di finale del mondiale sudafricano si possono riassumere in una sola parola: DISFATTA SUDAMERICANA!
Brasile, Argentina e Paraguay fuori dal mondiale e addio sogni di gloria per Dunga e Maradona. L’Uruguay in semifinale a quarant’anni di distanza dall’ultima volta per le parate decisive di Muslera nel finale. La Spagna di David Villa è la quarta semifinalista lottando contro un arcigno Paraguay – compresi due rigori, uno per parte – fino all’ultimo dei quattro minuti di recupero concessi dall’arbitro.

Ieri il Brasile è stato mandato a casa da una doppietta del nerazzurro Wesley Sneijder – il primo gol su un tiro-cross complice l’uscita a vuoto dell’altro nerazzurro, il portiere verde-oro Julio Cesar, e il secondo su un perfetto stacco di testa sotto l’incrocio – dopo che gli Orange erano andati sotto per un bellissimo gol del redivivo Robinho su assist verticale di (udite udite!) Felipe Melo (poi espulso per un brutto fallo su Robben) e, soprattutto, con il Brasile nel primo tempo che pareva doveva fare una goleada; nel secondo tempo Robben e soci si son svegliati ed hanno tramortito la squadra del simpaticissimo Dunga con un uno-due del giocatore dell’Inter. Il Brasile va a casa subissato dai fischi della stampa brasileira e Olanda che incontrerà nella semifinale di martedì prossimo 6 luglio alle 20.30, al Green Point Stadium di Cape Townl’Uruguay che a sua volta ha avuto la vita dura contro l’unica squadra africana rimasta, il Ghana, battendola solamente ai calci di rigore per 5-3 e con l’astro Gyan che spreca il 2-1 qualificazione all’ultimo minuto supplementare.

Argentina's Lionel Messi reacts during the 2010 World Cup quarter-final soccer match against Germany at Green Point stadium in Cape Town

Oggi s’è visto il tatticismo tedesco schiacciare le velleitarie offensive argentine con un netto 4-0 che non ammette contestazioni, tranne a Maradona, e regala la dodicesima semifinale ai mondiali alla cancelliera Angela Merkel esultante e raggiante (con una giacca rossa rimasta abbottonatissima anche durante i ripetuti salti per i gol tedeschi) presente in tribuna. I ragazzi del Pibe de Oro erano tutto tecnica e classe, ma contro i panzer tedeschi – i gol di Muller al 3′, Klose al 23′ e 89′ e Friedrich 84′ -, segnati da una tattica impeccabile, non c’è stato nulla da fare, e, a dir la verità, la bravura argentina non s’è vista se non a sprazzi. Troppo poco contro il cinismo germanico.

L’ultimo quarto l’hanno giocato la Spagna di Villa e Torres e il Paraguay di Santana e Santa Cruz: hanno vinto i primi in una partita soporifera nella prima parte, e avvincente nel secondo tempo. Ed infatti è proprio il secondo tempo che ha riservato gli spunti migliori e un po’ di suspance che non guasta mai. Al 12′ Piquè atterra Cardozo in area beccandosi il giallo e il rigore contro: tira lo stesso Cardozo ma Casillas non si lascia incantare parando il tiro dell’attaccante paraguayano; rovesciamento di fronte e Villa viene buttato giù in area da Alcarez il quale, anche lui, si becca giallo e rigore. Tira Xavi Alonso che batte Villar, ma l’arbitro vede dei giocatori in area prima del tiro e fa ripetere. Alonso la butta a destra di Villar ma stavolta il portiere paraguayano intuisce e respinge, prende la palla Fabregas ma viene scaraventato a terra da un’uscita maldestra del portiere avversario, l’arbitro non vede il fallo e si continua a giocare come se nulla fosse successo. La partita continua tra alti e bassi, con momenti di gioco gradevole a momenti di empasse come se alle due squadre bastasse il pareggio invece che la vittoria per il passaggio del turno. A meno di dieci minuti dalla fine arriva una gran palla di Iniesta per Pedro, ma la sua conclusione da appena fuori l’area piccola si stampa sul palo. Sulla ribattuta arriva Villa con un tiro di destro a giro che lambisce il palo alla sinistra di Villar, ribatte sull’altro palo ed entra in rete. La partita finisce qui e gli iberici approdano alla semifinale contro la Germania mercoledì 7 luglio alle 20.30 al Moses Mabhida Stadium di Durban.

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Frase della settimana

«Stamani in albergo volevo farmi una ‘ciulatina’ con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: ‘presidente, ma se lo abbiamo fatto un’ora fa’…»

Il presidente barzellettiere

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La legge umana non ha valore

La legge umana non ha valore quando si scontra con quella di una chiesa ipocrita e ottusa

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Si contraddicono da soli

Un esempio da imitare quello del Brasile. La chiesa ovviamente protesta affermando: “Il governo vuole diminuire la popolazione con la distribuzione massiccia di pillole e profilattici, invece di educare alla maturità nell’esercizio della sessualità”.

Se per “educare alla maturità nell’esercizio della sessualità” si intende il sesso sicuro, allora non vedo alternativa a preservativi e pillole. Se si intende, invece, fare sesso solo quando lo stabiliscono loro, allora è imposizione (della chiesa, non dello stato).

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La sfiga non ha prezzo

Hamilton campione del mondo con un culo grosso come una montagna. L’amarezza di Massa rassomiglia quasi alla mia. Glock l’anno prossimo mi auguro che rimanga a piedi, e che la Toyota fallisca per la crisi economica devastante in Giappone. Dite che sono troppo cattivo? Forse, sarà che sono parecchio amareggiato in questo momento: domani mi passerà. Comunque rimango del parere che Glock e la Toyota non devono mai più presentarsi in Formula uno. Come ho scritto nella mia web-cronaca su Twitter: “Perdere un mondiale a due curve dalla fine non ha prezzo, per tutto il resto c’è Hamilton.” E vaffanculo!!

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