Articoli con tag Chiesa

Perfidi ebrei

E’ talmente bello leggere i delicati articoli di Bruno Volpe e dei suoi “perfidi ebrei” su Pontifex, che mi viene voglia di condividerli con qualcuno.

La Chiesa é solidarietà, missionaria e deve difendere la verità. Sino ad oggi il mondo ebraico si é permesso il lusso di fare il bello e cattivo tempo, di insultare Pio XII in un museo, ha visto Papi visitare le sinagoghe, come fossero luoghi di culto cattolico: ora la pazienza si é esaurita.

Gli ebrei pretendono di avere sempre ragione, fanno levittime, vogliono dettare l’ agenda della liturgia e della santità alla Chiesa cattolica e la logica della forza al mondo.

Ora basta: quello che hanno commesso é un crimine e non una perdita di vite umane soltanto.

Vogliamo una chiesa capace di reagire con orgoglio e dire la verità. Si ritorni a proclamare con gioia la bella locuzione: per la conversione dei perfidi ebrei.

Chi uccide vite umane senza motivo e peggio ancora vietando di portare viveri e soccori é perfido, non ha fede e misericordia. Non sono i nostri fratelli maggiori, ci rifiutiamo di loro e della loro innata cattiveria.

Israele è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio.

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Tu chiamali se vuoi, estremisti

«Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità è che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei che strozzarono l’economia tedesca». Giacomo Babini, Vescovo emerito di Grosseto.

“La pratica della omossesualità è un attentato al genere umano e mira all’estinzione della razza umana. Per non parlare, poi, dei milioni di gay addescatori di minori e che, con i loro modi di fare buonisti, li introducono al dramma della malattia omosessuale. Anche questo è un grave reato! Intervenga la magistratura.”. Carlo Di Pietro.

“I gay sono soggetti patologicamente diversi e basta. Dei… disturbati. [...] Il mondo moderno va avanti per lobbies ed oggi quelle più potenti ed influenti sono quelle massoniche, ebraiche, omosessuali. Insomma, come quella dei tassinari a Roma. Se ti opponi, ti menano”. Francesco Bruno, criminologo.

“Le vittime degli aborti sono molte di più rispetto a quelle di pochi preti pedofili che comunque meritano ogni condanna. [...] Gli ebrei si sentono la nazione eletta, credono ancora in questo ed invece dovrebbero convertirsi e aprirsi al Cristo”. Arduino Bertoldo, Vescovo emerito di Foligno.

E’ in atto la contromossa dei cattolici contro chi vuole risposte sui preti pedofili, però non capisco il senso di mettere in mezzo a questa faida anche gli ebrei e gli omosessuali. Poi dicono che gli estremisti sono altri.

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Condono ecclesiale

Un attimo, fatemi capire: anche la chiesa ha il suo condono, e quindi il do ut des con l’attuale governo è definitivamente confermato? Peccato che l’abuso di potere, la truffa, il falso in bilancio, la corruzione et similia non vengano contemplati nell’ordinamento giuridico ecclesiastico, perché il loro primo cliente sarebbe sicuramente l’ometto che sta al governo.

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La legge umana non ha valore

La legge umana non ha valore quando si scontra con quella di una chiesa ipocrita e ottusa

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Sant’Uffizio

In una farmacia romana non vendono preservativi perché cristiani.
Mi chiedo se presto verra’ aperto li’ vicino un distaccamento del Sant’Uffizio per sostenere cotanti portatori di sana fede cristiana.

Repubblica

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La teoria del complotto

Padre Lombardi, portavoce di Benedetto XVI, dice che ci sono “ignobili attacchi per screditare il Papa”; il Cardinal Bertone è convinto che “qualcuno sta cercando di minare la fiducia nella chiesa”; il Cardinal Bagnasco minaccia che la chiesa “non tollererà campagne per screditarla”; il cardinal Martins denuncia l’esistenza di un “piano ben ideato con un scopo evidente”. Insomma, il clero è convinto che ci sia in atto un complotto e un attacco mirato per distruggere la chiesa e la figura del Papa in quanto capo della fede altrui. In realtà è la chiesa che si sta chiudendo a riccio difendendo quelle mele marce al suo interno.

La storia che si racconta ai media italiani è che i giornali stranieri – americani, tedeschi e britannici principalmente – stanno facendo di tutto per affossare la credibilità della santa romana chiesa nel mondo, però non dicono cosa fece il cardinal Ratzinger quando era a capo della diocesi di Monaco di Baviera e seppe (non ci sono le prove che l’attuale Papa sia stato al corrente, ma la logica del “tu sai perché ne eri a capo” ha i suoi precedenti) delle gesta pedofile di padre Peter Hullerman. Anzi, dai verbali venuti fuori dalle riunioni diocesane, si è scoperto che l’allora capo della congregazione bavarese insabbiò omertosamente le decine di denunce di bambini abusati sessualmente dal prete, dando l’ennesima prova di come la chiesa sia tutt’altro che aperta ai fedeli e sostanzialmente chiusa in difesa dei suoi confratelli.

I casi dei bimbi sordomuti abusati in Wisconsin da padre Murphy tra il 1950 e il 1970, il trasferimento di padre Hullerman da Essen a Monaco per curarsi e poi reintegrato nelle sue normali mansioni dopo pochissimo tempo, il caso di padre Ernesto Garcia Rubio protetto dalla diocesi di Miami per trent’anni dopo essere stato espulso da Cuba per problemi di “natura morale”, sono solo le ultime accuse rivolte al Vaticano e del quale la chiesa si ritiene perseguitata. Queste non sono persecuzioni, sono realtà quotidiane di cui la chiesa deve tener conto per il suo avvenire, perché, come dice Adriano Sofri “I preti non sono gli unici pedofili. Ma sono gli unici pedofili preti”. E’ un fatto appurato che la chiesa abbia dei seri problemi morali e legali, e di questi seri problemi deve renderne conto principalmente alla legge dell’uomo, non solo alla legge di Dio.

C’è però un’assonanza tra la politica del complotto della chiesa, e la teoria del complotto della politica italiana. Parte dei media italiani si fanno scrupoli a pubblicare storie ritenute dannose per il Vaticano o per Berlusconi, e su queste basi la teoria del complotto ha preso piede nel Paese. Ogni due per tre Berlusconi spara addosso ai giudici e a certa stampa perché, dice, ce l’hanno con lui. Aver tradito la moglie è ritenuto un danno al paese anziché alla sua vita privata; le registrazioni della D’Addario sono state portate alla gogna come un attacco nei suoi confronti per far cadere il miglior governo degli ultimi 150 anni. La Consulta è bolscevica perché giudica incostituzionale i vari Lodi, e dunque la contrarietà del premier fa esplodere il caso della Corte comunista. Il Presidente della Repubblica è sotto scacco dopo aver firmato il ddl salva-liste , per cui da qui a venire dovrà decidere da che parte schierarsi: se dalla parte della legalità – intesa come Costituzionalità delle leggi a cui viene sottoposta la sua firma – o in quella irascibile del buon Silvio.
La stampa contraria all’operato del Cavaliere viene zittita con editoriali di direttori compiacenti (oggi altri tre giornalisti del Tg1 sono stati epurati da Minzolini) o dalle campagne discriminatorie dei giornali di regime, e anche qui si grida al complotto onde evitare spiegazioni pubbliche. Se poi è la gente a scendere in piazza a protestare, la teoria diventa quella degli attentati alla vita del premier, mentre se a scendere in piazza sono i suoi sostenitori i numeri si raddoppiano e si triplicano attaccando a sua volta le questure che devono ufficialmente tenere i conti. La teoria del complotto impazza in ogni dove nella politica italiana, e anche la chiesa ha in questo senso il suo bel lato evocativo.

“Ignobili attacchi per screditare il Papa”; “Qualcuno sta cercando di minare la fiducia nella chiesa”; “La chiesa non tollererà campagne per screditarla”; “Esiste un piano ben ideato con un scopo evidente”. Le elezioni regionali appena conclusosi hanno dimostrato che aldilà del Tevere i conti si fanno, e si fanno bene! Sia Berlusconi che il Vaticano hanno adottato la stessa identica difesa: se i giornali scoprono qualcosa di imbarazzante accusali di complotto. Come in Antonio e Cleopatra di Shakespeare, si uccide il messaggero, latore di cattive notizie, per risolvere il problema.

[h/t Internazionale]

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Frase della settimana

“Più facile assolvere un pedofilo pentito che una donna che ha abortito”

Mons. Gianfranco Girotti

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Evoluzioni storiche contrapposte. Gli amici di Dio

Con chi e con cosa ci dobbiamo confrontare ogni giorno? Sempre meno con un vicino che abbia la nostra stessa storia.

Il flusso migratorio di questi anni ci ha coinvolto direttamente con altre civiltà, sia del bacino del mediterraneo che oltre. Una distanza storica è ormai stata infranta, rovesciando sul vecchio occidente un’ondata di culture diverse con cui ogni giorno tentare una convivenza che spesso appare forzata quando non invasiva.
E, fra le tante, quella di maggior impatto non è un’etnia definita ma la variegata cultura islamica.

È quindi proprio dalla nostra storia che possiamo iniziare a confrontare le diverse realtà. Il primo paragone è immediato: tanto più conosciamo la nostra storia e le nostre trasformazioni, tanto meno conosciamo la storia degli altri popoli che con noi ora convivono.

Noi – Italia e Europa – abbiamo impiegato duemila anni per costruire uno stato laico che – in qualche modo – regolasse la socialità senza aver bisogno di Dio. E abbiamo ancora parecchia strada da fare prima che questo Dio osservi ligio le regole della polis.
Nei primi mille anni ci siamo trasformati – emancipandoci da un cospicuo manipolo di dei – in un cristianesimo monoteistico che aveva per premier il Papa. Figura autorevole ed autoritaria che, nel IV secolo d. C., subì il primo collasso e la prima profonda scissione cristiana, la Chiesa Ortodossa. La stessa scissione che divise l’oriente e l’occidente fra Bisanzio e Roma. E ancor oggi gli ortodossi non vedono nel Papa alcuna guida spirituale, rimanendo pur sempre cristiani.

Gli anni bui del medioevo videro una Chiesa tirannica, coinvolta in varie scalate di potere che misero in contrapposizione i re e il papato: Scomuniche, inquisizione, roghi, flagellavano le nostre terre, sostenuti dai regnanti in cerca di espansione.
I popoli d’Europa si son formati così. Nei periodi di espansione alleati e difensori del papato o, in alternanza, sottomessi all’invasore. Ci fu un periodo, poco dopo l’anno mille, in cui, di papi, ce ne furono tre in carica, contemporanea. E tutti e tre ben agguerriti.

Con i confinanti islamici però non c’erano accordi. Il tentativo espansionista islamico, da Carlo Magno in poi, fu sempre un conflitto aperto fino al culmine massimo di odio reciproco che nel 1571, con la battaglia di Lepanto, ridisegnò nuovi confini invalicabili.
Questo non significò però l’assenza di scambi commerciali o la negazione della reciproca possibilità di attraversare i territori ma ciascuno era l’indiscusso padrone all’interno dei propri confini. E comunque, in occidente, piccole oasi religiose anche islamiche venivano tollerate.
Sempre nel XVI secolo ci fu un’altra importante scissione cristiana, nata dallo scandalo sulle indulgenze e si formò la terza branca fra le maggiori del Cristianesimo, la Chiesa protestante. Tutte, attraverso il potere spirituale continuavano a perseguire il potere politico.

Questi modi diversi d’intendere la fede si spartirono l’Europa ma, nel contempo, anche gli Stati iniziarono il loro percorso laico. E fu proprio Napoleone a dare alla chiesa cattolica e al timor di Dio il primo schiaffo morale dei tempi moderni, incoronandosi da solo a Roma, in San Pietro.

Questo – a grandi linee – è il nostro libro aperto, dove gli errori di una Chiesa e di una religione troppo conservatrice sono ben in evidenza. E questo noi non lo percepiamo come ateismo.
Ovvero, possiamo tranquillamente credere nel Dio cristiano, consapevoli però degli errori degli uomini di Dio.
Questo ha fatto sì che lentamente ci avviassimo nella laicità sociale, dove il credo diventa qualcosa di squisitamente personale e separato dalle regole sociali della polis.
Nel frattempo, con inizio nei primi secoli ma con una sorta di evoluzione laica, si diffuse anche la santificazione delle persone che, in vita, avevano perseguito nobili cause. Così i Santi si unirono al Dio, ripopolando quell’olimpo troppo vuoto.
Non siamo tornati politeisti perché continuiamo a riconoscere un unico Dio ma a questi Santi – essendo stati umani come noi – attribuiamo in ambo i sensi un tramite.
Ed è prassi ammanicarsene qualcuno per comunicare con più facilità con la Sacra Famiglia, soprattutto in caso di bisogno.

Questo preambolo – più o meno centrato – lo conosciamo tutti. E tutti abbiamo maturato che il signor Dio non è l’esattore privilegiato delle nostre tasse come non è il finanziatore degli autobus. E neppure il giudice supremo fra bene e male nei rapporti sociali.

Ma, se tanto conosciamo di noi, quanto conosciamo di Islam? Quasi niente.
Dei loro dissidi interni veniamo a conoscenza solo durante i conflitti bellici. Ed è ancora difficile intravedere fra le varie fazioni una qualsiasi fiammella di emancipazione laica, tanto da far pensare che il motivo sia una forte repressione proprio verso questa evoluzione.
In questo contesto, negli ultimi decenni di questo presente, sono state tante le rivendicazioni islamiche anche in Italia, facendo apparire un attaccamento morboso alla fede e quindi in controtendenza alla laicità dello Stato perché – nell’attuale evoluzione liberale e di libera imprenditoria ormai rivolta al globale – come può uno stato dismettere il suo bagaglio evolutivo per rivestirsi di usi e costumi di un credo che non gli appartiene?
Soprattutto dopo aver impiegato secoli per scrollarsi di dosso quello “natale”.
E quando persino gli istituti scolastici privati, di stampo religioso, non possono subordinare l’iscrizione alla professione di fede, pur se ancora sussiste in Italia una sorta di ingerenza politica vaticana.

Sembra invece che i Musulmani chiedano allo Stato ciò che lo Stato non può più dare. Proprio come lo Stato non può vietare una scuola privata musulmana ma questa dovrebbe sottostare alle sue regole civiche e comunque non ristretta ai soli credenti nonché, se parificata, rispettosa dei programmi scolastici statali.
Perché la laicità dello Stato si riflette anche in questo.

Tornando alle strutture dell’Islam, per noi è in effetti difficile riconoscere un moderato da un fervente e a che interpretazione del Corano questi si rifaccia, senza contare che ancora siamo alle prese con le nostre isole di integralismo cattolico.
Ma anche – e soprattutto – ci resta difficile comprendere quanto i Credenti islamici siano disposti ad accettare la laicità dello Stato come entità superiore al loro credo, proprio come facciamo noi di fronte alla Chiesa cattolica, non esimendoci appunto da varie proteste sull’ingerenza di quest’ultima nelle questioni etico sociali, presunta o meno sia.

Questo nostro percorso di laicizzazione visto – nei secoli bui addietro – esattamente quel che accade oggi in medioriente. Ovvero ha visto la Chiesa punire l’ingerenza dei re o dello stato, proprio come, non molti anni fa, ha fatto Khomeini in Iran, sottomettendo lo stato al ripristino del culto. Così come, nel dopo Saddam, due fazioni diverse della stessa fede ancora battagliano in Iraq.
Per non parlare dell’Afghanistan, cronaca anche troppo attuale.
Non appare quindi che questa cultura stia procedendo sullo stesso binario e nella stessa direzione della nostra laicità, contribuendo così a una reciproca emarginazione.

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Proclamazione

la “proclamazione di Cristo richiede una profonda conoscenza della nuova cultura tecnologica”

Ma Cristo non si era già “proclamato”?

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Strade diverse

I sondaggi, i famosi sondaggi, dicono chiaramente che stare col Vaticano e stare con la maggioranza degli italiani non è matematicamente possibile. Testamento biologico, Legge 194, aborto, coppie di fatto, divorzio breve, laicità dello Stato: su questi temi, per esempio, non è la sinistra a pensarla in maniera difforme dal Vaticano: è-la-maggioranza-degli-italiani, e lo è anche la maggioranza degli italiani di centrodestra: è chiara questa cosa? Volete vedere i sondaggi? Ne siete al corrente? Ma soprattutto: ne è al corrente il governo? Ogni volta che ne discuto con qualcuno appunto del governo, poi, la risposta è sempre la stessa: bisogna avere la Chiesa dalla propria – dicono – che tanto le questioni etiche non spostano voti. Loro ne sono sicuri. Io no.

Facci ci sta prendendo gusto a stupire i suoi lettori

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