Internet è il mezzo più importante per fare informazione, creare conoscenza, aggregare gli utenti tra loro soprattutto quando le idee non sono propriamente uguali. Ma Internet è anche un mezzo per creare disinformazione o per aggiungere quel valore disgiunto che crea diffamazione, offese, vendetta e commenti tutt’altro che costruttivi. Internet sembra lo scatafascio della nostra società. A volte.
Capita che viene pubblicato un articolo su un sito o un post su un blog, e a sua volta viene ripreso dagli aggregatori online e fatto girare per la rete disperdendone il pensiero originale. Capita che lo stesso articolo venga commentato malamente su uno di questi aggregatori, e l’autore, per la dispersività, non abbia un’immediata possibilità di ribattere alle tesi del commento. Capita invece che il commento offensivo viene fatto al post originale e l’autore non lo pubblichi perché ritiene diffamatorio nei suoi confronti o di altre persone. Se invece il commento viene pubblicato automaticamente perché il sistema è stato predisposto per tale motivo, allora i guai sono dietro l’angolo.
Il proprietario di un blog è l’unico a decidere quando un commento può essere pubblicato e quando invece può arrecare un danno a terzi: questo – secondo me – è il senso di responsabilità verso i propri lettori. Ma qualcuno lo chiama censura.
Però, se si leggono i disclaimers del blog (visibili nella stragrande maggioranza), spesso si capiscono le motivazioni reali di tale comportamento e la primissima impressione lascia spazio alla vera causale dell’oscuramento.
Se avete un paio d’ore da perdere e fate una semplice ricerca su Google, noterete quanti post hanno dei commenti offensivi, diffamatori e ingiuriosi verso l’autore. Se allargate la ricerca noterete che il commento è andato ben oltre l’area di appartenenza del blog in origine approdando ai vari aggregatori, ai social network più conosciuti e ai circuiti di micro-blogging sparsi per l’universo Internet.
Capita che i dati personali di una persona facciano il giro della rete e che il suo nome venga associato a crimini di varia natura. I motivi possono essere tanti: potrebbe essere perché un commento non è stato pubblicato su un blog, potrebbe essere che le persone arroganti siano tali anche quando la situazione degenera in diffamazione, potrebbe essere un sociopatico che cerca la lite a tutti i costi. O semplicemente potrebbe trattarsi di un Troll. Ma il male è stato fatto e bisogna comunque correre ai ripari.
Se il commento iniziale fosse rimasto all’interno del blog sarebbe stato circoscritto in un unico spazio e la cosa si sarebbe potuta fermare – o sistemare, nella maggior parte dei casi – tra persone civili. Ma quando il commento viene portato al di fuori della spazio naturale in cui dovrebbe stare, a quel punto la vicenda acquisisce un impronta pubblica e va immediatamente bloccata.
Sarebbe il caso di denunciare l’accaduto alle autorità, scrivere agli amministratori del sito dove scovate i commenti offensivi chiedendone la cancellazione, commentare a sua volta in modo pacato, e sperare che la cancellazione avvenga nel più breve tempo possibile. Mettetevi l’animo in pace perché spessissimo non avverrà in tempi rapidi: i blogger tendono a far parlare liberamente i loro commentatori. Si chiama “libertà d’espressione”. Naturalmente è giusto sia così, ma è giusto anche il contrario. A volte.
Cosa fareste voi in questo caso? Come vi comportereste se vi diffamano pubblicamente? Andreste comunque avanti col vostro lavoro sul web o mollereste tutto per ritornare alla vostra vita di sempre? Avrete un’idea diversa di internet o la pensereste esattamente allo stesso modo? Cos’è più importante, la vostra privacy o la vostra libertà di espressione? Denuncereste le offese alle autorità o fareste tutto da soli? Se non denunciate l’accaduto alle autorità, cosa pensate di poter fare per ottenere un valido risultato? Ed infine: vale la pena scrivere liberamente in rete, o pensate che il mondo virtuale sia peggio della realtà?
Domande che aspettano tante risposte.
[Per Citynews]
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Botta e risposta con commento incluso
lug 30
Pubblicato da Jack in Cose mie | 2 commenti
Di norma leggo sempre i commenti sul blog, anche se, a volte, mi capita di volerli cancellare per quanto siano inutili e controproducenti. Mi è capitato oggi di approvarne uno sul post di settimana scorsa a proposito della nooootiiiissima vicenda MyAir.
Vivi chiede se si potrà rivalere sulla sua agenzia di viaggio perché, a suo dire, avrebbe dovuto sapere delle condizioni disastrate della compagnia e con tutto ciò non ha fatto nulla per dissuaderla dall’acquisto. A questa sua domanda, le viene in aiuto un tal Marilo che si presenta come agente di viaggio, e le spiega che “noi del settore non avevamo assolutamente nessuna avvisaglia ( io ho prenotato i miei biglietti il 29 di giugno e di certo non lo avrei fatto avessi saputo quello che sarebbe stato il risultato.) Per cui la tua agenzia non ne può proprio nulla!”.
Tralasciando che tutto sembri tranne che un agente di viaggio (e dal modo di scrivere pare usi una tastiera americana senza accentate e senza apostrofi), amico Marilo hai davanti a te due scelte: l’incompetenza professionale e quindi scarsa attendibilità come testimonial, o l’indifendibile posizione di uno che cerca (nel modo peggiore) di salvaguardare una categoria che l’unica colpa che potrebbe finora avere, se ne ha, è la vendita di prodotti a scadenza. Il mio concetto te lo spiego anche, mica pippe…
Tu dici che “voi del settore” non avevate avuto nessuna avvisaglia: almeno 4 volte falso!
Ho un amico agente di viaggio a cui l’Enac, ogni volta pubblica degli aggiornamenti di qualunque tipo, gli manda una mail per avvisarlo; lo stesso amico, l’11 maggio – giorno della mia prenotazione online – sapeva da DUE MESI che MyAir stava in cattive acque (infatti m’ha fatto il cazziatone perché non ho chiesto info come mia abitudine) perché l’Enac aveva avvisato TUTTE le agenzie di viaggio dell’ammonizione alla compagnia; lo stesso amico mi diceva a giugno – e parlo della metà del mese, non della fine – che l’Enac aveva provvisoriamente annullato l’ammonizione a MyAir fino a ottobre, e quindi, avendo tutto il tempo per risanare i debiti, forse avrei avuto qualche speranza di partire; sempre lo stesso amico il 21 luglio mi dice che MyAir quasi sicuramente non volerà perché non ha soldi (un paio d’ore dopo si viene a sapere dello stop ai passeggeri marocchini a Venezia ), dunque il mio volo verrà cancellato inesorabilmente; il giorno dopo arriva la conferma ufficiale di Enac di cui TUTTE le agenzie di viaggi erano a conoscenza sin dal giorno prima.
Tutto ciò mette ben in chiaro due aspetti del tuo resoconto errato (vogliamo chiamarlo così?): il primo è che non è assolutamente vero che le agenzie di viaggio sono all’oscuro della situazione come ti ho appena spiegato, mentre per il secondo aspetto credo si tratti, eventualmente, di una tua inequivocabile mancanza di professionalità che paradossalmente non credo. Marilo, secondo me sbagli tattica nel difendere la tua categoria.
Intanto perché fondamentalmente non avete colpe – al massimo si può dare dell’approfittatore a qualcuno di voi che ha venduto MyAir reputando i propri clienti, o almeno quelli che prenotano i low cost, degli stupidi deficienti perfetti da gabbare – esattamente per lo stesso motivo con cui l’Enac ha deciso la sospensione di MyAir: colpa loro che non pagano. In secondo luogo, le agenzie di viaggio non penso facciano tutti ‘sti grandi affari con le prenotazioni dei voli, soprattutto se low cost, macinando guadagni al punto tale da potersi permettere la truffa al povero rincoglionito che vuole a assolutamente il volo a basso costo. Pertanto, dal mio punto di vista, la tua era, ed è stata, una brutta difesa della categoria, ma che faresti bene a lasciar perdere onde evitare altre figuracce.
Ultima cosa: il mio amico ha un’agenzia di medie dimensioni da sette anni, non da quindici come te
Spero non te la sia presa per quello che ho detto, francamente mettere ancora ansia a chi ne ha già pieni i coglioni di aspettare buone nuove su una compagnia sull’orlo del fallimento, credimi, basta e avanza. Mi perdoneranno le signore per il mio francesismo, ma di paraculati che sprecano tempo e tastiera a scrivere cazzate cercando di creare ulteriore panico alla gente, te l’assicuro, ne possiamo fare facilmente a meno.
Mi auguro che tu abbia capito cosa volessi dire con questo post, se così non fosse prendiamoci un caffè insieme e chiariamo meglio la faccenda vis a vis. Offro io!
Tags: Commenti, Enac, Fallimento, MyAir