Articoli con tag D’Alema

Lancia il sasso

Non che non abbia ragione, ma mi hanno proprio rotto quelli che con le continue critiche fanno solo il gioco di Berlusconi e della destra.

«Nuovo Ulivo? Uno sbadiglio ci seppellirà. Mandiamoli tutti a casa questi leader tristi del Pd. Non è mica solo una questione di ricambio generazionale. Se vogliamo sbarazzarci di nonno Silvio, io così lo chiamo e non caimano, dobbiamo liberarci di un’intera generazione di dirigenti del mio partito. Non faccio distinzioni tra D’Alema, Veltroni, Bersani… Basta. È il momento della rottamazione. Senza incentivi».

Soprattutto quando a farle le critiche è uno che non vuole nemmeno pensarci alla leadership del partito passando la palla ai soliti Vendola, Chiamparino e Zingaretti.

Renzi e molti altri son bravi a lanciare il sasso e tirar via la mano.

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La fine del rosso

“Informo il Pd, che lo sa già, che due giorni fa sono state avviate le procedure di licenziamento di tutti i giornalisti di Red Tv, la tv che del Pd ha raccontato in presa diretta la genesi, la nascita e tutta la storia.
Non s’è mai vista una tv chiudere senza un lamento, senza una protesta. La proprietà ha voluto così, il direttore non ha emesso gemito e si è dimesso senza che si sapesse. I giornalisti, lasciati a loro stessi, sono stati raggiunti ieri dalla lettera di licenziamento e sembra che vogliano essere negate anche le dovute indennità di fine rapporto previste dal contratto. Il tutto senza che dal Pd ci sia arrivata neanche una pacca sulla spalla. Solo un imbarazzato silenzio. E Massimo D’Alema ha ritenuto di non dover dire neanche una parola ai lavoratori che finiscono per strada”.

Mario Adinolfi, giornalista ed ex conduttore di Red Tv

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Pirla

Oggi tutti a dire a Bersani che la Gelmini non rompe i coglioni, che D’Alema non deve mandare Sallusti a farsi fottere, e che si sta iniziando a parlare come loro. In realtà, semplicemente, il Pd fa fatica a comunicare. E’ triste perché poi la figura dei pirla la facciamo sempre noi.

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A me non è dispiaciuto affatto!

Immagine anteprima YouTube

Dal quarto minuto e pochi secondi D’Alema dice a Sallusti qualcosa che mai mi sarei aspettato da uno con la flemma di baffetto :D

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Cosa farà Fini?

«Metto in conto che Berlusconi scatenerà i cani per provare a sbranarmi, tenterà di ammazzarmi. Già mi aspetto Feltri. Ma prima o poi, per un politico, arriva il momento della verità».

Come dice Gianfranco Fini, il Cavaliere è ancora in pieno conflitto d’interesse, ed è altamente improbabile per un governo berlusconicentrico fare delle leggi che distanziano gli interessi economici del premier dagli interessi reali del Paese. Dovrebbero essere le forze di opposizione a prendersi carico del traino verso una posizione più adeguata alle nostre aspettative. Ma se da un lato il Partito Democratico sta iniziando a prendere più seriamente il suo ruolo di prima forza d’opposizione presentando una buona proposta per delle misure di sostegno ai precari e a tutti i lavoratori privi di ammortizzatori sociali, dall’altro le solite scaramucce dei suoi dirigenti lo fanno palesare all’elettorato come il partito perennemente in conflitto interno: D’Alema e Franceschini in settimana hanno litigato su come comportarsi con Fini. D’Alema dice che bisogna ricreare una costituente democratica con l’ex annino, cosa che a Franceschini non piace perché Fini resta comunque un avversario. Al di là degli aspetti puramente teorici pro e contro per entrambi gli schieramenti, io però mi chiedo quando hanno saputo da Fini la volontà di accasarsi all’opposizione, dato che la terza carica dello Stato non ha minimamente parlato di una scissione dal Pdl o addirittura di un avvicinamento al centrosinistra.

Per cui, se anche dai finiani si nota un avvicinamento ad una lealtà politica più liberale e meno strumentale, questo non vuole affatto dire che Berlusconi è in dirittura d’arrivo come pensano i sapientoni del Pd. Dal mio punto di vista vuol solo dire che Fini sta lavorando per una sua futura leadership nel dopo Berlusconi. Non è così difficile comprendere il gioco finiano: non lo capisce solo chi non vuol capirlo, tra l’altro nemmeno certi sondaggi pongono il Presidente della Camera verso lidi democratici.

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Frase della settimana

“Nel 2009 l’Italia ha perso il 5,1% della ricchezza nazionale, 80 miliardi di euro in meno di ricchezza per le famiglie e le imprese. Il colpo più drammatico subito dal paese dal dopoguerra. Nel frattempo Berlusconi diceva che la crisi non c’era. Abbiamo scoperto perché: lui nel 2009 ha guadagnato dieci milioni di euro in più rispetto al 2008. Nel momento in cui il Paese subiva quel colpo lui ha guadagnato 10 mln più dell’anno prima. Per forza diceva che la crisi non c’è. Però il Paese avrebbe bisogno di uno che fosse un po’ più preoccupato della condizione degli italiani e un po’ meno degli affari suoi”

Massimo D’Alema (frase sensata della settimana)

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Chiusura in rosso

La responsabilità di questa chiusura? Certamente di Giulio Tremonti e dei suoi tagli al fondo sull’editoria. Ma qualcuno mi deve ancora spiegare perche Red Tv, la tv di Massimo D’Alema, sia l’unica delle testate coinvolte dal taglio a mandare subito i suoi dipendenti in cassa integrazione.

Mario Adinolfi si è già dato una risposta: D’Alema si prese Red senza cacciare un euro garantendo una “copertura politica” finalizzata all’ottenimento di nuovi sponsor, cambiò il nome al canale (prima era Nessuno TV) e sostituì il direttore Claudio Caprara con il servilissimo Francesco Cundari. Questo fino a quando il Pd non decide di puntare tutto sulla veltroniana YouDem, allora Red non serve più allo scopo di anti-Veltroni, e dunque arriva il momento di chiudere e buttare 14 dipendenti per strada – la maggior parte non contrattualizzati- perché, come dice lo stesso Adinolfi,  ”comunisti e preti sono i padroni peggiori”.

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L’insostenibile leggerezza nell’essere Partito Democratico


[Autumn by Ebru Sidar]

È dura essere al posto di Bersani e D’Alema in questo brutto momento di post-primarie pugliesi. Lo è soprattutto per i motivi i quali hanno portato il Partito Democratico nazionale a buttare alle ortiche un cavallo vincente come Nichi Vendola, buttando in campo un discreto, ma incolpevole Francesco Boccia, per far sì che l’Udc entrasse nelle alleanze allargate del Bersani-pensiero. Non reputo sbagliato mettere in campo un proprio candidato, ma l’idea di farlo esclusivamente per far comodo ad altri partiti che è sbagliata. Allo stesso modo condivido le alleanze più o meno allargate, ma non le condivido assolutamente quando influiscono con la politica autonoma del Pd.

La batosta di ieri è servita per capire che certe azioni e certe personalità sono belle che morte, superate ed estinte politicamente. Non ci voleva un genio per capire che Vendola avrebbe vinto facilmente le primarie, solo che i nostri erano convinti di aver ragione nel puntare sullo stallone di casa invece che in quello della porta accanto. E fino a quando questa mentalità non verrà riportata a più sani pensieri, il Pd prenderà sempre batoste come quella di ieri sera. C’è poco da fare, l’intelligenza politica è tutt’altra cosa che dire “io non ho mai perso un’elezione”, l’intelligenza politica è quella che ti porta a programmare il futuro sapendo in anticipo cosa cambierà nel tuo partito – e nel paese – prima degli altri. E anche se non sono mai stato d’accordo con la professione di politico, stavolta – e probabilmente anche nelle prossime – concordo con Francesco quando si auspica un politico di professione perché nel contesto attuale è di un professionista che il Pd ha bisogno.

Il 22 marzo ci saranno le elezioni e il Pd candiderà Vendola senza allearsi con l’Udc (che nel frattempo ha candidato la Poli Bortone), il consiglio che mi permetto di dare al mio partito è di sfruttare questa situazione di consenso popolare che il Presidente uscente ha nei pugliesi, e nel frattempo fare in modo che dagli errori si prenda giovamento per il futuro, perché è il futuro che ci stiamo giocando, non il passato e nemmeno il presente. Il futuro può essere produttivo o devastante: bisogna cogliere ciò che abbiamo in giro e sfruttare appieno l’orticello che stiamo coltivando con perizia e passione. Ecco, fatevi un giro tra i circoli di provincia, fatevi vedere dai militanti di montagna o nei circoli con pochi iscritti, perché è lì che si trova la voglia di fare politica e da lì che parte la voglia di rivalsa di un Pd che guarda alla pancia della gente. È quello il futuro, non voi. Fatevene una ragione.

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Frase della settimana

Ora, per carità, lontano da me ogni massimalismo che è Natale, ma cacchio, se proprio il Pd vuole fare un inciucio non potrebbe almeno chiedere qualcosa in cambio? No, perché al momento ha ragione D’Alema: questo non è un inciucio. Anche Wikipedia gli da un altro nome.

Sandro Gilioli

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Non senza passione

Passionale

Caro Senatore Ignazio Marino,
Ho appena strappato la tessera del Partito Democratico, tessera che avevo preso la scorsa estate per sostenere la sua candidatura alla segreteria del partito. Il dissenso con le ultime dichiarazioni di Massimo D’Alema non mi consente di restare all’interno del PD un minuto di piu’. La classica goccia che fa traboccare il vaso, come si dice.

Gabriele Zamparini

La mia posizione è netta:
- no ad alleanze basate sul tatticismo
- si ad alleanze sulla base di principi e programmi condivisi per il governo delle regioni
- no alla conferma di gruppi dirigenti regionali che non abbiano raggiunto risultati positivi
- si al rinnovamento in regioni come la Campania e la Calabria
- si alle primarie nelle regioni, come la Puglia, dove ci sono state esperienze di governo positive.
Questi sono alcuni dei principi che voglio ribadire con chiarezza e che ripeterò con voce forte e chiara in Parlamento e in ogni altra occasione di discussione e di confronto. Per evitare che tanti si allontanino dal PD, come già qualcuno purtroppo ha fatto.
Facciamoci sentire, facciamo contare le nostre idee, rendiamo forte il PD.

Ignazio Marino

Condivido le parole di Gabriele perché in parte sono anche le mie, però mi chiedo con che forza Marino può dire quel che ha detto senza cadere nella retorica del “te l’avevo detto”, o almeno credere di mantenerle solo perché la sua – la nostra – è stata la campagna più cazzuta e passionale dell’ultimo decennio. Non so, forse sbaglio, ma credo che qualche commento sia esattamente la linea che il senatore dovrà prendere. E non credo di riuscire a seguirlo stavolta.

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