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Lo stalking e la certezza della pena

Lo Stalking indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.

In Italia non esisteva una legge specifica che condannava tale comportamento, o se esisteva, era direttamente imputabile alle molestie di varie forme e doveva essere stata commessa per almeno un paio di volte. Oltretutto, tale molestia, doveva avvenire in luogo pubblico e portare ad “un perdurante e grave stato di ansia o di paura” tali “da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”. Ciò significa che poteva essere denunciato soltanto chi commetteva stalking in forma fisica: se veniva commessa una molestia via telefono – o ancor più via internet – non poteva essere contestata in nessun modo.

Il 30 gennaio il Ministro Carfagna aveva presentato un disegno di legge che avrebbe regolato lo stalking anche in via telematica. Approvato in Parlamento il 18 febbraio, il Governo, con la frequente procedura del decreto, ha approvato in forma definitiva il 24 febbraio (ma entrato in vigore l’indomani della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ovvero il 25 febbraio) saltando la procedura di discussione in Senato, un nuovo emendamento che dice così:

«Art. 612-bis (Atti persecutori). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena e’ aumentata se il fatto e’ commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena e’ aumentata fino alla metà se il fatto e’ commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
Il delitto e’ punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e’ di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto e’ commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonche’ quando il fatto e’ connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.»

Dunque: verrà condannato con una pena da sei mesi a quattro anni chi minaccia o molesta provocando un perdurante stato di ansia o di paura. Però, con che misura viene quantificato lo stato d’ansia perdurante non viene menzionato. Inoltre è inflitta l’aggravante se a commettere lo stalking sarà un familiare o un coniuge separato, divorziato o che abbia avuto una relazione precedente con la vittima, o a danni di un minore, di una donna incinta o ad un disabile. Questo è un dato secondo me sottovalutato, visto che la maggior parte dei casi di minacce e molestie vengono commessi da familiari e/o ex coniugi, e spesso ci vanno di mezzo sia i minori che i disabili. Eventualmente sarebbe stato più giusto deliberare al contrario: il massimo della pena per tutti, ma con le attenuanti se il colpevole non ha vincoli di parentela con la vittima o che questa non sia un minore, una donna incinta o un disabile. È molto più facile andare per esclusione, che per aggravanti.

Tuttavia credo che sia stato fatto un enorme passo avanti contro il reato di stalking, però credo anche che questa legge dovrà ulteriormente essere migliorata nei termini e nelle modalità di esecuzione. E poi siamo sicuri che i colpevoli non verranno scarcerati dopo pochissimo tempo per un indulto qualsiasi o perché la Giustizia italiana è come al solito di una lentezza esasperante? Non sarebbe stato meglio farla passare, questa legge, assieme alla tante volte rimandata riforma sulla Giustizia? Mi auguro che la pena per questi infimi reati sia certa, e non, come capita sempre più spesso, un paliativo per dimostrare all’opinione pubblica che il Governo sta facendo qualcosa per assicurare alla Giustizia i criminali. La gente non vuole pene severe, vuole la certezza della pena con i malviventi in carcere quando delinquono. E che ci restino per tutto il tempo per cui sono stati condannati.

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Anche non volendo

Vi invito a leggere bene il provvedimento che è erga omnes, per cui si riferisce a tutti i soggetti che non siano autonomi e dunque anche a persone in grado di intendere e di volere che, dunque, devono accettare il sondino anche non volendo

Emma Bonino oggi alle 13.49

Se poi vogliamo vagliare meglio la possibilità che il decreto – adesso disegno di legge – possa, tra oggi e domani, diventare legge, possiamo senz’altro dire che non si è mai vista una sequenza così breve, tra il disegno di legge e l’approvazione, in un caso così eclatante e importante come questo. Ciò significa, soprattutto, che non tutti i parlamentari contrari all’emendamento potranno esprimere la loro opinione alle Camere proprio per via delle regolamentazioni parlamentari: di fatto diventa una vera e propria prevaricazione al confronto parlamentare. E questo in uno Stato di Diritto non dovrebbe mai accadere.

Leggendo bene il decreto notiamo delle incongruenze sostanziali tra ciò che dice la Costituzione e cosa obbliga il testo: fin quando non ci sarà una legge specifica sul testamento biologico, nessuno potrà sospendere l’alimentazione e l’idratazione ad un paziente. Quando la Costituzione invece afferma che nessuno può essere sottoposto a trattamenti medici contro la sua volontà. Tante volte la Cassazione ha dato ragione a chi non chiedeva l’accanimento terapeutico, quindi, già così, il decreto va contro la Costituzione e le numerose sentenze della Cassazione. Berlusconi ha detto che cambierà la Costituzione, ma fin quando questo non avverrà, l’unica da seguire è quella adesso in vigore. Quindi il decreto è fuorilegge. Inoltre la Englaro ha dalla sua il definitivo riconoscimento della Cassazione di staccare la spina: se il Governo approva la legge che obbliga a mantenerla in vita, tale legge potrà cancellare una sentenza della Suprema Corte?

Questo in sintesi le parole di Grosso sulla Stampa

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Sembra un colpo di stato

“In attesa dell’approvazione di una completa ed organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l’alimentazione e idratazione in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”

Questo il testo del decreto con il quale il Governo tenta di bloccare la Englaro. Come vedete è una frase, solo una, ma è ciò che si avvicina di più ad un colpo di stato.

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Tutti gli uomini del presidente

Cosa siamo in Italia, una Repubblica fondata sulla democrazia, o una tirannia governata da un Presidente del Consiglio agli ordini della chiesa? Dando per scontato che siamo una Repubblica con tutti gli annessi e connessi, dobbiamo ora capire da chi siamo governati. È scontato che mi riferisco alla dolorosa vicenda di Eluana Englaro.

In Italia non è stata mai sottoposta seriamente al Parlamento una legge sul testamento biologico, quindi appare normale che caso mai ci fosse stato una persona – un cittadino italiano – ad esprimersi in tal senso, la legge non poteva far nulla e pertanto sarebbe stata la Magistratura ad occuparsene. E così è stato.
Beppino Englaro ha una figlia in come vegetativo irreversibile da 17 anni. Il suo nome è Eluana. Il signor Englaro si era chiesto come far cessare l’accanimento terapeutico per la figlia senza scomodare nessuno: normale che la sua richiesta ha visto stravolgere l’iter politico di un’intera nazione votata al cattolicesimo. Ma alla fine l’ha spuntata la ragione. Non la ragione di dar la morte ad una persona, ma la ragione che ognuno di noi è padrone della propria vita. E visto che l’eutanasia nel nostro paese resta e rimarrà illegale – spero ancora a lungo -, l’unica possibilità è stata quella di rivolgersi alla Magistratura per far cessare l’alimentazione e l’idratazione forzata alla figlia.

Voglio fare una piccola premessa. Io sono a favore della scelta di Englaro, ma non metto minimamente in discussione le scelte che potrebero fare altre persone nella stessa situazione: è una scelta dura da digerire e drastica nel suo scopo finale, ma indiscutibilmente personale. Non mi metto a distinguere i vari casi perché ognuno è diverso dall’altro e non tutti la pensano allo stesso modo. Quindi appare ovvio che se scelta è stata, sarà stata molto ponderata. Sfido chiunque a dire che la morte di un figlio – con qualsiasi mezzo avvenga – sia giusta o sbagliata, lieve o grave: la scelta è esclusivamente personale ed ognuno se ne prenderà le responsabilità.

Tornando al “caso Englaro”, il Presidente del Consiglio ha fatto una dichiarazione che è assolutamente assurda e, parola a lui molto cara, immorale: ”il decreto è stato necessario perché Eluana è una persona che potrebbe anche avere un figlio“. Spero sia stato soltanto lo sfogo di una persona che è contraria alla fine di una vita. Perché se così non fosse – e conoscendolo non lo è – Berlusconi avrebbe potuto dire anche dell’altro. Ad esempio che Eluana è esattamente come noi perché ha due gambe e due braccia, due reni e un fegato, oltre ad un cuore e ad un cervello che, date le sue condizioni, non funziona così malaccio. Avrebbe potuto dire che sta facendo premura alle Camere per decidere una legge sul testamento biologico che avrebbe rispettato le scelte – libere e senza reiterazioni esterne – di tutti i deputati e di qualunque coalizione fossero, per rispettare, nei termini della Costituzione e della delicata situazione, tutte le varie posizioni all’interno del Parlamento. Che i tempi sono ormai maturi per fare una scelta lecita e adeguata ad una soluzione – l’ultima – che tenga conto non soltanto delle scelte del singolo individuo, ma tenga ben presente che la collettività ha la voglia e la forza di reggere un peso così gravoso e necessario per il bene di tutti.

Avrebbe potuto dire anche questo il nostro Capo del Governo, invece ha preferito soffermarsi sul dono che tutte le donne hanno in più rispetto agli uomini, dove in certi paesi è l’unica cosa che le donne devono fare: procreare. Peccato però che per poter generare un figlio, ad Eluana dovrebbero impiantare il seme in modo a dir poco violento, che se facessero una cosa del genere non sarebbe più una vita umana che “vive”, ma una semplice macchina procreatrice. È questo che il premier intende con “potrebbe avere un figlio”? è questo che intende fare con la sua legge sull’accanimento terapeutico obbligatorio per tutti? è questa che Berlusconi chiama “Democrazia”? No, non è questa la scelta che sta facendo il Governo. Il Governo sta autorizzando una parte molto importante dell’elettorato, quello cattolico, di diventare il padrone di uno Stato Laico come è l’Italia. Come è per Costituzione il nostro Paese è tutto il contrario di quello descritto dal Presidente del Consiglio. Che succederebbe se un giorno il CdM approvasse un decreto, uno qualsiasi, e il Presidente della Repubblica non lo firmasse? Chi vieta loro di riunire il Parlamento ad horas e decidere di legiferare ugualmente? Saremmo – siamo – ancora una Repubblica? Una democrazia? Dalle parole di Berlusconi io ho dei seri dubbi, e la cosa inizia a darmi fastidio.

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Benvenuti nel nostro quarto millennio

Benvenuti nel Belpaese. La nostra storia ha più di 3000 anni. Siamo lieti di offrirvi la città dei sette Colli e dei sette Re. Città padrona del mondo per moltissimi secoli i cui resti ancora oggi si possono visitare: dalle ville alle fontane, dagli archi ai palazzi, dai templi agli anfiteatri. Nel nostro Paese c’è uno dei porti più importanti d’Europa e del Mediterraneo, abbiamo la capitale mondiale della moda, la costa più importante e conosciuta al mondo. Siamo circondati dal mare con zone dove la temperatura è talmente mite che sembra ci sia sempre l’estate.

La nostra storia è ricca di arte e di cultura, la nostra terra è tanto fertile da produrre il vino migliore al mondo. L’ospitalità, la libertà e la sicurezza non sono dei beni aggiunti, ma un dovere sancito dalla legge. Siamo un paese che vive per dare ospitalità agli stranieri: facciamo di tutto per far sentire a casa propria i nostri ospiti, siamo multirazziali per definizione. Veniteci a trovare e vi faremo constatare di persona le nostre potenzialità.

Benvenuti nel nostro quarto millennio. Benvenuti in Iran.

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Grazie presidente

Napolitano si è svegliato, con mia gioia personale ha buttato alle ortiche un decreto legge fatto apposta per il caso Englaro. Non se ci rendiamo conto che si vuole bloccare una sentenza perché da fastidio al Vaticano, cioè stato straniero.

Il vaticano ha detto: “Il governo ci ha ascoltato. Delusi dal Capo dello Stato”. Il commento giusto è “e chissene frega” : sei uno stato straniero, un po’ come se la Francia si lamentasse di noi, anzi avrebbe qualche diritto perché fa parte dell’UE, lo stato vaticano neanche quello.

Ora la presentazione del disegno di legge in Senato, speriamo che la tirino lunga.

Per il resto credo ci siano migliaia di motivi per cui Berlusconi dovrebbe vergognarsi di ciò che dice. Peggio di Mussolini, solo uno peggiore del duce può dire: “Pronto a cambiare la Costituzione sui decreti d’urgenza”. Caro premier, si vergogni, e anche tanto.

P.S. Intanto l’avvenire dice che Eluana tossisce, BAH!

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Stato di Emergenza Nazionale Immigrati

Il Governo ha dichiarato lo Stato di Emergenza Nazionale immigrati. I dati dicono oltre 9mila stranieri entrati in Italia dall’inizio dell’anno fino al 31 giugno, oltre 11mila fino ad oggi (dati non ancora ufficiali): tre volte gli sbarchi nello stesso periodo dello scorso anno. Dall’opposizione naturalmente è stata un continua richiesta di chiarimenti e spiegazioni, ma dal Governo arrivano motivazioni, per ora, plausibili con i dati finora diffusi.

Non so se lo Stato di emergenza sia adeguato o esagerato, ma se i dati sono confermati e gli sbarchi su Sicilia, Puglia e Calabria – uniche regioni dove è possibile sbarcare regolarmente per decreto del Governo Prodi – andranno a ridursi per conseguenza del nuovo decreto legge, allora vorrà dire che lo stop voluto da Maroni funziona ed è giusto. Vedremo questa estate se Berlusconi ha fatto bene o ha fatto male.

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