Articoli con tag Editoria
I tagli all'editoria
Prima si dice che il finanziamento agli editori è un obbrobrio, dopo ci si lamenta perché li tolgono.
- Finanziamenti all’editoria: serviva una riforma, non la scure – Corriere della Sera
- I giornali contro i tagli all’editoria: “A rischio 4500 posti di lavoro” – Repubblica
- Fondi all’editoria nel milleproroghe – Il Sole 24Ore
- Arriva la norma bavaglio. A rischio centinaia di testate – L’Unità (pag. 6)
- Giornali colpiti al cuore, la Fnsi è con voi – Liberazione
- Il tris del Manifesto: Giornali e auto sono la stessa cosa? – Superbanana spegne le voci fuori dal coro – Una pugnalata
- Noi, veri giornali politici, lottiamo uniti per i finanziamenti – Livia Perini sul Secolo d’Italia
- Tagli all’editoria: la Lega in campo a difesa del pluralismo dell’informazione – La Padania
Naturalmente c’è sempre la voce fuori dal coro. Oggi su AnteFatto Stefano Feltri scrive: “Per una parte della maggioranza, e per Silvio Berlusconi nello specifico, c’è il piacevole effetto collaterale di mettere in difficoltà (o di far chiudere) testate sgradite o poco amate come Il Secolo d’Italia, che appoggia Gianfranco Fini, Avvenire, il Manifesto, ecc. [...] Ci sono almeno tre soluzioni, di cui però nessuno osa parlare apertamente. La prima è cancellare i finanziamenti pubblici all’editoria (nel 2008, quelli relativi al 2007 erano oltre 200 milioni di euro). La seconda decidere che si finanziano i giornali in quanto espressione delle idee dei partiti, quindi tanto vale dare i soldi direttamente a loro, ai partiti. Terza ipotesi: quei soldi si spendono per “aiuti” automatici, come quelli già in essere, tipo un’Iva più bassa rispetto ad altri prodotti e parziali rimborsi degli abbonamenti postali, così si incentiva il settore. Poi tutti competono nel libero mercato, ma con costi più bassi. E vinca il migliore. Ma la politica preferisce tenere il suo potere discrezionale e assicurarsi che qualche centinaia di giornalisti stia sempre con il fiato sospeso, sapendo che il proprio posto di lavoro e lo stipendio sono a rischio.”
Dunque, tutti i giornali naturalmente sono contrari al taglio all’editoria – e in un certo senso hanno ragione. Pensare però di andare avanti con questa prassi non porta da nessuna parte: noi come Stato siamo praticamente obbligati a dare soldi all’editoria solo perché sono troppi, molti di partito e tutti devono campare; i giornali, con la scusa del finanziamento pubblico, ci marciano sopra e non creano quel tipo di giornalismo plurale e competitivo che in Italia abbiamo bisogno. Del resto però non si può nemmeno pensare che l’economia finora rappresentata dai finanziamenti agli editori, sia perenne e continui ad essere l’unica fonte di sostentamento per l’editoria nel nostro Paese.
Negli States i giornali non vengono finanziati dallo Stato e quando non riescono a sopravvivere con le proprie forze chiudono. Forse è un bene che in Italia siano andati avanti per anni i finanziamenti pubblici, forse è meglio tagliarli così, di colpo, così chi riesce a sopravvivere dimostrerà di dare un servizio di qualità e non solo di quantità. Ma forse è vero pure il contrario. Il Fatto non prende contributi pubblici… farà da apripista?
Obama aiuta i giornali e dice basta ai blogger
“Sono preoccupato che la direzione delle news sia la blogosfera: opinioni senza controllo sui fatti, senza collocare le storie in un contesto, con persone che urlano una contro l’altra, prive di comprensione reciproca“
Che titolone della Stampa di oggi. Peccato che il titolo non dica tutta la verità.
Noi godiamo di ottima salute
Il New york times è in crisi. Crisi nera, ipoteche, licenziamenti, pubblicità in prima pagina (la prassi da noi). La società tribune co, che possiede il Chicago Tribune e altri giornali famosi anche in Italia, sta fallendo.
I nostri giornali, invece, continuano a godere di ottima salute, con un paio di eccezioni. I nostri che sono giornaletti al confronto del New york times. Ma tanto siamo noi a finanziarli, per cui……..
Benedetto colui che lascia
Scritto da Jack in Belle storie il 7 settembre 2008
Cambio della guardia a L’Espresso: va via Marco Benedetto ed entra Monica Mondardini come amministratore delegato del gruppo. Meno benedizioni nel consiglio d’amministrazione, sapranno andare avanti lo stesso secondo voi?



È stato detto