“E’ indecente che pluriomicidi, condannati con sentenza passata in giudicato, collaborino, seppur in terza fila, alla campagna elettorale del candidato del centrosinistra del Lazio Emma Bonino.”
Quelle che avete appena letto sono le parole del segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto, dopo aver appreso che Francesca Mambro e Giusva Fioravanti sosterranno la Bonino in Lazio.
Che i due ex terroristi di destra abbiano commesso delitti efferati è un fatto che nessuno può smentire, ma è anche un fatto che abbiano già scontato la loro pena e collaborino con molto profitto da anni con l’associazione Nessuno tocchi Caino. Ciò non toglie che la memoria va tenuta viva onde evitare sbavature morali di chi, con la presunzione del giustizialismo a tutti i costi, si renda partecipe di congetture che nulla hanno a che fare con l’ordinamento giuridico – e morale – del nostro paese. Diliberto non è nuovo ad esternazioni del genere, ma se ogni volta qualcuno tira fuori panzane del genere solo per attirare i media scordandosi che il carcere serve a riabilitare le persone, e non solo a punirle per i loro crimini, a quel punto il Diritto italiano basato sulla libertà di ogni individuo dopo aver scontato la pena viene a mancare. Vogliamo essere garantisti di uno Stato di Diritto oppure di un giustizialismo – o di un perbenismo come dicono alcuni – fine alla visibilità mediatica?
Mambro e Fioravanti sono persone libere, e come tali hanno tutti i diritti di comportarsi come meglio credono. E dal mio punto di vista anche sostenendo la campagna elettorale di Emma Bonino.
Update: anche Marco Campione sostanzialmente ha la mia stessa opinione.



