I direttori dei giornali o si cambiano o non si cambiano: non si apre un dibattito lungo mesi sulla necessità di cambiarli. Specie quando questo dibattito non è manco un dibattito vero, condotto nelle sedi opportune, quanto un chiacchericcio imbarazzante che occupa le pagine di gossip dei giornali, senza contare il rituale stillicidio dei militanti, l’opinione imperdibile degli stracciavesti di professione, le guerre a colpi di interviste, lettere e dichiarazioni, i retroscena torbidi, gli insulti e quant’altro.
Ferrero vorrebbe Sansonetti fuori da Liberazione da mesi, ma come dice giustamente Francesco Costa, Liberazione è il giornale del partito e a sua volta si dovrebbe comportare come un editore a tutti gli effetti: se la linea editoriale del direttore non aggrada i vertici, allora questo andrebbe cambiato. Una seconda via non esiste.





