File Sharing
Il sito di file sharing The Pirate Bay è stato venduto per una cifra che va dai 5.6 milioni dollari ai 7.8 milioni, la cifra esatta non è stata ancora resa ufficiale. Di ufficiale è invece l’avvenuta transazione, perché è lo stesso proprietario storico di TPB, Peter Sunde, a dare la notizia sul blog del [...]
La baia dei pirati è affondata sotto i colpi della gendarmeria italiana. L’avete saputo no? quindi vi siete anche fatti un’idea. Bene. Per non fare due pesi e due misure, dai miei immensi feed che leggo, adesso pubblico di seguito vi faccio leggere uno stralcio del commento di Hermans Jazzoni, che si occupa di pirateria [...]
Continue reading about La legge del commento, quello giusto però
Tornando sul discorso di The Pirate Bay, ma spostandomi sulla sponda italiana vi do’ le ultime (ultime?) su Colombo-bt: “Da ieri colombo-bt.org è stato chiuso a seguito dell’intervento della guardia di finanza che ha fatto visita a due dei nostri amministratori. Nostro malgrado la finanza ha le chiavi dei server, quindi non è più possibile [...]
We’re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators. This time it’s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed [...]
Il gruppo dei Nine Inch Nails ha presentato ieri il nuovo album The Slip, scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale e distribuito sotto licenza Creative Commons. Mentre il singolo Echoplex sta facendo il giro della rete grazie ai social network e al peer-to-peer.
Sarà peer-to-peer (p2p) il sistema di distribuzione di video su internet in Europa. I finanziamenti dell’Unione sono già stati stanziati: 15 milioni di euro che si aggiungono a quelli – 4 milioni – del consorzio accademico-industriale che supporta l’iniziativa, e di cui fanno parte molte università, l’European Broadcasting Union (consorzio delle emittenti nazionali di 23 [...]
Nella lotta al p2p i fornitori di servizi internet discriminano sempre più quello che passa nei loro network. La posta in gioco è alta



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