IL PDL E’ MORTO, ORA PD D’ATTACCO: RIFORMA ELETTORALE E POI AL VOTO
Roma, 4 agosto 2010 – “Il Pdl è morto, ora ci vuole un Pd d’attacco. Il quadro in cui è nato il Pdl è cambiato irreversibilmente e l’Italia non può permettersi di tornare ai meccanismi politici degli anni ‘60-’70. Il Pd insista per un governo di scopo, che riformi la legge elettorale. Poi presentiamoci al voto con una rinnovata classe dirigente: solo così non potrà farci paura la prospettiva di un parlamento di persone scelte dai cittadini e non nominate dai partiti. Chi nel Pd parla di Tremonti premier, contraddice l’azione di opposizione di questi mesi e anche l’indicazione del congresso di aprire ad alleati difficili ma ad oggi certi, per inseguire alleati altrettanto difficili, ma ad oggi improbabili”.
Lo dice il Senatore Ignazio Marino in un comunicato stampa di ieri, e mi trova assolutamente d’accordo soprattutto nella seconda parte.
Deduco quindi che le previsioni di quel bontempone di Francesco – coalizione PD-IdV-SeL con candidato Franceschini dopo l’estate, o Chiamparino in primavera - risultano valide solo per il punto due, ma dato il suo maniacale perfezionismo nei resoconti, il nome di Franceschini non è stato messo lì per puro caso (“se si vota a ottobre ci vuole una situazione di emergenza. E a quel punto le strade possibili sono tre: Bersani, Bindi o Franceschini. E Franceschini mi sembra l’unico in grado di poter pescare qualcosa dall’altra parte”). Poi chissà…








