Articoli con tag Gaza

Rissa al parlamento israeliano

Ha’aretz ci va giù pesante sulla rissa scoppiata ieri nel Parlamento israeliano.

Ora che circa dieci membri della Knesset sono stati espulsi dall’assemblea di mercoledì — un numero insolitamente alto — non abbiamo altra scelta che considerare l’espulsione di tutti i 120 parlamentari e lo scioglimento del parlamento. Questa sottospecie di Knesset non deve avere altro obiettivo che portare a nuove elezioni, così che un nuovo parlamento possa essere costituito. Questo solo a condizione che la gente, per cambiare le cose, riesca a ragionare abbastanza per gettar fuori dal parlamento certa gentaglia. Cosa che, a esseri sinceri, ha poche probabilità di succedere.
Se solo si accorgessero di quanto siano tutti uguali. Se solo avessero più coscienza di se stessi ci avrebbero risparmiato quelle immagini. Io sono per i parlamentari che non fischiano e non sputano, per quelli che non stracciano i documenti sul podio. Sono per tutti quei parlamentari il cui megafono sia la loro capacità di parlare con eloquenza e convinzione.
Non pensate nemmeno per un momento che le invettive di entrambe le parti nascano da rabbia genuina. Era tutto pianificato e calcolato, per raggiungere l’adorazione del pubblico, dell’elettorato.

Il Jerusalem Post aggiunge altri dettagli spiegando quanto poco democratici sanno a volte essere in Israele

Il deputato Danny Danon ha detto che il governo dicuterà domenica un disegno di legge che aveva da poco elaborato, per consentire la rimozione dal suo incarico per chiunque venga accusato di istigazione contro lo Stato di Israele. L’ufficio di Regev (deputato del partito di Netanyahu, ndr) ha detto di aver presentato un disegno di legge simile al segretario dello Knesset mercoledì pomeriggio.
Shama (il vicepresidente della Camera, ndr), poco prima dell’udienza, ha anche annunciato di aver presentato una richiesta alla commissione elettorale centrale per bloccare Zoabi ad ogni futura elezione allo Knesset.

Immagine anteprima YouTube

[Via Il Post]

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Frase della settimana

“Dopo tutto quello che è successo, ho passato tutta la giornata a chiedermi se avevamo aiutato dei terroristi o una causa umanitaria”

Max Haot di Livestream, sulla diretta video a bordo della Freedom Flottilla

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Ci sono cascati

Di tutto quello che si racconta in giro sull’ennesimo scontro tra Israele e i pacifisti, la frase “Israele ci è cascato” è sicuramente la più usata. Ci sono cascati, o definiti ”stupidi”, è il perfetto sinonimo per la vicenda non ancora conclusasi tra la Flottilla che voleva forzare l’embargo di Gaza, e Israele che ha amministrato la faccenda nel peggior modo possibile. Da tre giorni si sapeva che un convoglio di navi stava per forzare l’embargo su Gaza, gli israeliani – invece che prepararsi metodicamente nel fronteggiare la crisi senza fare brutte figure a livello internazionale, e soprattutto senza spargimenti di sangue inutile e, forse, innocente – hanno preferito usare la forza con la prima nave che cercava di forzare il blocco senza tener conto delle decine di alternative che potevano avere. Non si può dire che in Israele ci sono dei geni…

Dalle ultime notizie pare che altre navi vogliano compromettere l’esito dello scontro, cercando – anche loro stupidamente – di forzare ancora una volta il blocco israeliano. E’ quantomai assurdo pensare che possa avere ragione la Freedom Flottilla in quanto attaccata: se non si fossero convinti che la marina israeliana avrebbe fatto una mega-cazzata esattamente come è successo, nemmeno per idea si sognavano di forzare il blocco navale. E’ altrettanto impensabile che Israele abbia fatto bene a sparare per difendere i propri confini (in Italia lo dice solo Feltri, a quanto pare) contro una mucchio di persone più o meno disarmate facendo una carneficina a prescindere se i morti siano diciannove o dieci in base alle ultime versioni. E’ assurdo che nel duemiladieci ci siano in giro folli che credono ancora alla legge del taglione per farsi vedere quanto sono forti; è un delirio pensare alle decine di personalità europee che cascavano dalle nuvole appena gli si faceva notare che c’erano degli uomini di Al Qaeda assieme a loro nelle navi.

La verità è ancora in alto mare: Israele è attaccato diplomaticamente un po’ da tutti, ieri anche gli Stati Uniti hanno chiesto un’indagine trasparente, la Turchia – suo il numero dei morti maggiore con il Primo Ministro Erdogan che ha commentato come «Terrorismo di stato» l’attacco israeliano - ha chiuso i contatti diplomatici con lo Stato ebraico richiamando l’Ambasciatore in patria e molti altri stanno per seguirne l’esempio, mentre l’Onu – un po’ per codardia, un po’ perché l’unica strada percorribile – ha ufficialmente chiesto di far luce sull’episodio da una commissione interna. Ma se le cose non muteranno dagli stessi paesi rivali cambiando opinione l’uno verso l’altro, tra qualche mese ci dimenticheremo anche dei morti di lunedì e saremo pronti ad indignarci nuovamente quando tra qualche anno succederà esattamente la stessa cosa. Purtroppo è nel DNA dei due paesi mediorientali farsi del male ancor prima di ricercare la soluzione alternativa e pacifica. E lo sarà finché uno dei due non perirà definitivamente o rinsavisce.

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Vittorio Feltri

Qui l’ennesima demenza senile di Feltri sul suo giornale

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Notizie dalle zone di guerra

Per chi fosse interessato alla guerra ebreo-palestinese, ma non si vorrebbe mettere sempre a cercare le pagine dei giornali che trattano le ultime notizie, internet come al solito è il posto ideale per tenersi aggiornato. NetworkingSul web si trovano alcuni strumenti atti a sostenere la vostra fame di sapere sulle notizie in zona di guerra. L’ultimo in ordine di tempo è CrisisWire, sito creato nel novembre dello scorso anno, dove si possono leggere le ultime notizie dai siti e dai blog che scrivono in zona di guerra, vedere i video trasmessi in streaming dai cineoperatori in loco e guardare le immagini tratte da Flickr riguardanti la guerra israele-palestinese e di tutte le zone di guerra nel mondo.

Se invece vorreste farvi da voi una ricerca globale, allora ci sono anche due strumenti per la ricerca sociale. A differenza di Google e il suo algoritmo di ricerca, WhosTalkin e Social Mention, questi i nomi dei due social search, cercano le query richieste solamente in alcuni siti già preimpostati, tutti rigorosamente di social networking e di micro-blogging.

Da non dimenticare naturalmente i metodi classici come GoogleMaps, Flickr, la blogosfera (nelle sue tante facce)  e, ultimi ma non ultimi, YouTube e Google Video. Tuttavia, il maggior esperto di notizie in tempo reale rimane come sempre Twitter e la sua Twitter-search.


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In nome di quale popolo

Da questo punto di vista, le parti in causa sarebbero due fazioni belligeranti di ugual potenza e, dopo sei mesi di tregua, una delle due parti in conflitto (ossia i palestinesi) avrebbe infranto la tregua mediante il lancio di alcuni missili. La parte aggredita (Israele) non avrebbe pertanto avuto altra scelta che difendersi, o almeno questo è ciò che viene venduto al mondo dal potere israeliano, amplificato dalla maggior parte dei mezzi di comunicazione occidentali, sostenuti dall’amministrazione Bush e da molti governi europei. Solo i più coraggiosi osano a malapena rilevare, pur con riserva, la sproporzionalità della “reazione israeliana”. Che coraggio!

Questa è la parte iniziale di un accalorato articolo di Tariq Ramadan sul Riformista. Ramadan, intellettuale franco-svizzero-islamico, catalogato da più parti come l’ideatore di un presunto Islam europeo, scrive un ottimo articolo a senso unico. Per carità, quasi tutto quello che ha scritto è la pura verità, ma dichiararsi come interlocutore preferenziale tra l’Islam e l’Occidente, o ancora meglio, tra l’Islam e Israele, e poi fare un discorso di questo genere, beh, francamente questa “obiettività” di cui il professore di Oxford tende a primeggiare, io non la vedo.

I governi israeliani, di destra e sinistra, prendono tempo, mentono, giustiziano sommariamente gli oppositori, non danno pressoché alcun peso alle morti di civili palestinesi (nient’altro che danni collaterali alla sicurezza di Israele) e continuano ad autorizzare gli insediamenti di coloni, spingendo sempre più in là la politica del “fatto compiuto”.

Ciò significa che le morti di Rabin e Arafat sono state inutili, tempo sprecato anche i loro Nobel per la pace. Nobel disillusi da Hamas che militarmente ha occupato Gaza espellendo, incarcerando e spesso uccidendo chi in disaccordo con la “Via del terrore”. Israele il “fatto compiuto” l’ha fatto per se stessa: ha letteralmente scacciato i coloni ebrei dalle loro case propriamente per adempiere agli accordi presi con Arafat lasciando all’ANP il pieno controllo della Striscia di Gaza. Tanto fatto compiuto è stato, che Sharon ha perso le elezioni. E sì perché in Israele vige la democrazia, dove chi è contrario alla politica dei propri governanti può anche non votarlo alle successive elezioni. E così è stato. Hamas, o i “palestinesi” come li chiama Ramadan – manco fossero la stessa cosa – non è esattamente un regime democratico. La Palestina sì invece: Abu Mazen è il Presidente eletto dal popolo palestinese, democraticamente.

Ciò che conta è mobilitare i votanti e vincere le elezioni. Si tratta di un’operazione indubbiamente riuscita, giacché l’80% degli israeliani è a favore dei genocidi a Gaza. È spaventoso.

Leggendo queste parole mi viene da pensare che Ramadan non sia mai andato in Israele, perché se ci fosse stato, almeno una volta nella sua vita, avrebbe capito che NO, nessun israeliano vuole lo sterminio dei palestinesi di Gaza. Ramadan forse dimentica l’Olocausto – o forse è uno di quelli che dubitano della sua esistenza stessa -, perché parrebbe, almeno così mi sembra a primo acchito, che l’intellettuale francofono stia manifestando tutto il suo grande disprezzo e l’enorme odio che nutre verso Israele. Una persona che si ritiene garantista, che vorrebbe far nascere anche in Europa un vera fede islamica europea, una persona del genere con questi alti ideali, mai e poi mai avrebbe detto queste parole cariche di odio verso una Nazione contraria al suo credo e contraria al suo ideale di pacifismo – come da lui professato in altri articoli sul Riformista -, un musulmano moderato non avrebbe sicuramente attaccato così aspramente un paese che non gli aggrada, ma lo avrebbe fatto con moderazione: questo è puro odio, prof. Ramadan. Non potrà essere simpatica a tutti la nazione ebraica, ma sicuramente sa cos’è l’odio perché l’ha vissuto sulla sua pelle negli ultimi 60 anni.

Prendere tempo, illudersi, impantanarsi in operazioni inverosimili e orribili massacri non serve a garantire la vittoria… al contrario.

Non garantisce nemmeno la pace, caro Ramadan. Ed è proprio di questo che i palestinesi e gli israeliani hanno bisogno: pace, duratura, Santa Pace. Hamas è solo una milizia armata che si serve della guerra per alimentare l’odio di persone come Ramadan. Ma come lui ce n’è sono tanti. Purtroppo.

Israele sbaglia politica da 60 anni nei confronti dei palestinesi: non è la guerra la soluzione, ma la diplomazia. I palestinesi continuano a farsi fomentare da assassini senza scrupolo che tengono più alla fama che alla gloria di Allah. Sbarazzatevene e confluite verso una pace duratura con i popoli vicini. Israele e gli israeliani vogliono questo, esattamente come vogliono i vostri figli stanchi di anni di guerra senza motivo.


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La trappola per topi

Immaginate di rinchiudere qualche centinaio di topi in un campo di bocce, che avete provveduto a recintare con alte pareti di legno, per tre lati su quattro. Il quarto lato – uno di quelli lunghi – non ha bisogno di pareti, poichè subito accanto alla sabbia c’è l’acqua di uno stagno: in quella direzione i topi non potranno andare.

Gettate nel campo un pò di cibo, che sia sufficiente a tenerli in vita, ma non a sfamarli tutti. Quando il nervosismo per la fame cresce, e la ricerca di cibo diventa più spasmodica, infilate un dito in uno dei tanti forellini che avete praticato sulle pareti di legno, e aspettate che i topi ve lo morsichino. A quel punto urlate di dolore, prendete lo schioppo e ne fate fuori una decina.

I topi per un momento si calmano.

Tornate a gettare del cibo, poi riducetene la dose, lasciate che la fame cresca, tornate a infilare il dito in un forellino, e impallinate nuovamente quelli che ve lo morsicano.

Se qualcuno protesta per il continuo massacro dei topi, mostrategli il dito ferito, e spiegategli che i topi devono imparare a rispettare chi li nutre.

Dopo aver ripetuto il ciclo per un pò di tempo, riducete drasticamente le quantità di cibo, obbligando i topi ad ammazzarsi fra di loro pur di riuscire a sopravvivere. Vedrete così che i più forti riusciranno comunque a nutrirsi, …

… mentre i più deboli si lanceranno con disperazione verso le pareti, cercando a tutti i costi di uscire da uno dei forellini che avete praticato.

A quel punto vi trovate obbligati a rinforzare le pareti con delle lastre di acciaio, perchè i topi rischiano di scavarsi nel legno una via di uscita.

Niente più forellini, niente più morsicature, niente più punizioni. Interrompete del tutto la somministrazione di cibo, e restate semplicemente a guardare.

Quando lo scompiglio e la disperazione avranno raggiunto i massimi livelli, vedrete che i topi cercheranno di scavare delle gallerie sotto le pareti rinforzate, pur di uscire alla ricerca di cibo.

A quel punto chiedete gentilmente ai vostri amici egiziani di tappare quelle gallerie.

Benvenuti a Gaza.

Massimo Mazzucco

Non sono completamenre d’accordo, ma mi piace molto la similitudine


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È solo una questione di tempi

Non vi sembra strano che ogni volta che Frattini è in vacanza, in qualche parte del mondo scoppi una guerra? Qualcuno glielo ha fatto notare e il Ministro chiarisce subito… su Facebook.
Frattini deve fare qualcosa perché le guerre non possano rovinargli le vacanze, o al massimo far coincidere lo scoppio di un qualsiasi conflitto nel mondo con il suo ritorno in Italia. Mi sembra il minimo…


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La striscia di Gaza

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Mi porti lo slittino?

Il Ministro Frattini spiega al mondo com’è disperata la situazione a Gaza. In tuta da sci e crema solare sul nasino.
Italiaaa, Italiaaa… cantava anni fa uno che non ricordo il nome…

[Via Miic]


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