Articoli con tag Giustizia

Frase della settimana

«Non si capisce come mai in 18 anni Berlusconi non sia mai stato condannato definitivamente… è vero che ha governato e quindi ha avuto a disposizione la possibilità di farsi le leggi per sé… ma non mi sembra poi che sia riuscito a fare così tanto per salvarsi, altrimenti dopo 18 anni sarebbe salvo… se dopo 18 anni il Governo è costretto a fare numeri da circo per mettere al riparo Berlusconi vuol dire che non è stato poi così invadente nella giustizia…»

Alessandro Sallusti, vicedirettore de Il Giornale

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Frase della settimana

“Siamo al golpe ad opera di un politico corruttore a capo di una banda di lestofanti e di rappresentanti nelle istituzioni di mafia, camorra e ‘ndrangheta. Della banda di talebani fanno parte i corrotti, i corruttori, coloro che ridevano nel letto durante il terremoto dell’aquila e tutti coloro che, sentendosi al di sopra della legge, usano le istituzioni per far soldi a sfregio della costituzione e umiliando tutti i cittadini onesti”.

Leoluca Orlando reputa offensivo il “talebani” di Berlusconi ai giudici

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Garantismo o tutela degli innocenti?

Sul blog de “Il Fatto” c’è un articolo di  Bruno Tinti che parla un in generale, e secondo me un po’ frettolosamente, delle riforme della giustizia in Italia.

Su alcuni punti non si può che condividere, in certe situazioni il processo è completamente inutile e negli altri paesi si piazza una multa immediatamente senza passaggi per i magistrati, su altri passi la questione è più accesa.

La riforma della giustizia, quella vera, oltre a dover togliere gli appelli automatici, bloccare il galoppare della prescrizione quantomeno dopo il primo grado (ma io lo farei dall’inizio del processo), fissare nuovi limiti alla prescrizione stessa (così com’è è troppo risicata), fissare pene più adeguate rispetto al reato (la corruzione dovrebbe essere un reato MOLTO grave) dovrà inevitabilmente andare a toccare lo svolgimento del processo in sé.

L’ultimo punto è il più oscuro ai più, ed anch’io non lo conosco molto avendo studiato quasi esclusivamente diritto civile e commerciale. Tuttavia è quello fondamentale, perché se si mettono dei paletti seri alla presentazione delle prove e alle testimonianze il processo durerà comunque poco, indipendentemente da rinvii e appelli. Il problema qui è che bisogna stare MOLTO attenti perché bilanciare efficienza e garanzie all’imputato (innocente fino a prova contraria, ricordiamolo) non è cosa facile e se si esagera da una parte o dall’altra le ingiustizie sono tante.

In Italia, inutile negarlo, le garanzia a tutela dell’imputato sono troppe per i colpevoli, ovvero chi ne approfitta sono quasi esclusivamente i delinquenti con l’avvocato che costa parecchio, mentre per gli innocenti poco cambia (vedere Enzo Tortora). Una tutela effettiva sarebbe la velocità del processo, ma come ottenerla? Tinti propone due strade, il processo in stile anglosassone oppure dare massima autorità ai pm.

Il processo in stile anglosassone in parte lo conoscono tutti, anche grazie alle svariate serie televisive che ne mostrano gli aspetti più controversi. L’azione penale è a completa discrezione del procuratore distrettuale (negli USA) o della polizia (in Inghilterra), questo vuol dire che di processi ce ne sono relativamente pochi, anche perché spesso si concludono con un bel patteggiamento senza che il giudice abbia visto l’imputato una sola volta. Da noi l’azione penale è obbligatoria e spetta solo al pm, ovvero un magistrato. Questo succede anche in Spagna. In compenso l’iter durante il processo è più similare al nostro ovvero con un dibattito in aula abbastanza lungo (non quanto il nostro). Tralasciamo pure l’aspetto della giuria che non è oggetto dell’articolo.

Qual è la seconda strada proposta da Tinti? Le prove che presenta il pm sono robuste e create in assenza di dibattito, ovvero la difesa deve dimostrare che sono false oppure presentarne di nuove con un risicatissimo spazio di tempo. Il problema, qui, è ovvio. L’accusa è uno scalino sopra la difesa, anche se l’accusa in questo caso non ha come obiettivo la condanna dell’imputato (a differenza del sistema anglosassone) bensì ottenere giustizia.

Insomma pro e contro ed io personalmente sono a favore del secondo metodo (come linea generale, poi nel particolare c’è molto da discutere), perché le lacune del primo sono abissali:
1) Nessuna delle due parti, accusa e difesa, vogliono ottenere giustizia. Uno vuole condannarlo, l’altro assolverlo.
2) Azione penale discriminatoria. Se si commette un crimine è doveroso perseguirlo, sempre!

Insomma, io ritengo che si dovrebbe parlare di queste cose e non del processo breve per far veramente risorgere la defunta giustizia italiana.

P.S. Tinti naturalmente dice che se adottassimo il sistema anglosassone comanderebbe Berlusconi. I procuratori non sono indipendenti, ma controllare tutte le persone che svolgono questo lavoro sarebbe un’impresa titanica!

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Millemila

Il Pd ha millemila circoli. Li attivi. Subito, se si può. Anche perché il No-B day si svolgerà il 5 dicembre (a babbo – e Costituzioni – morti).”

E infatti

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Notizie veloci

Un paio di notizie veloci veloci. Saprete ormai che Rutelli se ne andato dal Pd, ma probabilmente non sapete che lo “strappo” è stato doloroso. Solo così si può immaginare il motivo dei due cerotti nel logo del nuovo partito di Cicciobello.

Scajola da un paio di giorni va dicendo in tutte le salse del mondo che la banda larga “darebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali.” Ecco, adesso sappiamo che per Scajola banda larga uguale cantieri.

La bozza della riforma della Giustizia dice pressappoco che in caso di processo in primo grado, per reati con pene inferiore a dieci anni, scatta l’estinzione se il processo non si chiude entro due anni per ogni grado di giudizio. L’estinzione arriva ancora prima se l’imputato è incensurato e il reato contestato è avvenuto prima del 2 maggio 2006. Naturalmente è pura follia pensare che il processo Mills che quello per i diritti tv Mediaset sono ancora in primo grado, almeno un imputato è ancora incensurato, la pena prevista in caso di condanna è inferiore ai dieci anni ed entrambi sono accaduti prima del 2 maggio 2006.

Oggi è stato ufficialmente candidato Massimo D’Alema come prossimo Mr. Pesc della UE. Tranquilli, non è una parolaccia… D’Alema. Nemmeno Mr. Pesc lo è, anzi è proprio una cosa buona: è comunemente il nome dell’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, quindi è davvero una buona cosa. “Il Governo lo appoggerà fortemente” ha dichiarato oggi un entusiasta Ministro Ronchi, per poi fottere l’opposizione (ancora oggi si chiama Pd, per poco… credo) facendo il paio con la Berlinguer al TG3 in cambio di un’ottima riforma sulla Giustizia appena discussa. Certo che se poi D’Alema venisse trombato il prossimo 19 novembre, nessuno può biasimare il premier quando a reti unificate dirà: “ho perfino approvato l’elezione di D’Alema, ma nonostante i miei sforzi è stata l’Europa che non ha voluto. Che ci posso fare io se è comunista ed amico degli Hezbollah, se non è stato capace di avere l’appoggio di Aznar quando era presidente di turno, mi dite come potrebbe oggi fare il Pesc?”

Oggi la Camera approva la legge di bilancio all’unanimità. Però stamattina il Governo era andato sotto ben due volte. Capite? Due volte!! La prima caduta è stata per merito dell’Idv, la seconda per merito del Pd. “Un altro emendamento del Pd, con parere contrario del governo, è stato bocciato per soli due voti di scarto: sostanzialmente per l’astensione di Salvatore Vassallo del Partito democratico.” Indignato Berlusconi: “è anche nostro diritto avere il voto che vale doppio, anzi, visto che il popolo mi adora, il nostro voto deve valere almeno triplo!”

Parlando di mala-politica non possono non fare uno strano effetto le parole del sottosegretario Giovanardi sul caso Cucchi: “Ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi c’è il fatto che in cinque giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così”. In un certo senso ha ragione: la droga devasta l’organismo, lo decompone dall’interno fino a farlo diventare – come giustamente dice il sottosegretario Giovanardi – delle ‘larve’ e dei ‘zombie’. Non oso nemmeno immaginare la storia di un pervertito assassino come questo ladro di monetine. Che schifo la gioventù attuale, meglio gli anzyani come Giovanardi!

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Storie italiane

La Giustizia italiana è lenta, e lo sappiamo, ma aspettare vent’anni per una sentenza è assurdo. La vita di un sindacalista negli anni di piombo è stata rovinata: da terrorista affiliato alle BR sbattuto in prima pagina da tutti i giornali, a libero cittadino scordato da tutti. Persino dalla moglie. La storia di Luigino Scricciolo non è Niente di Personale.

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Perle di saggezza

Direttamente dal Blog di Beppe Grillo

Italia: la Mecca del crimine

Infatti Ricolfi spiega quello che abbiamo detto spesso, l’ho sentito dire anche da Piercamillo Davigo l’altra sera a Ballarò: nessun Paese può adottare, rispetto al crimine, misure molto più severe di quelle dei Paesi vicini oppure molto meno severe. Nel primo caso esporterebbe criminalità e i vicini si incazzano, nel secondo caso importa criminalità e dovrebbe incazzarsi lui con se stesso per non essere un Paese considerato serio e severo nei confronti della criminalità.
E’ chiaro che l’Italia – dice Ricolfi – con la lentezza dei processi causata da questa classe politica che ha tutto l’interesse a processi sempre più lenti, a prescrizioni sempre più facili e a impunità per le classi dirigenti, va a riverberarsi sulla qualità degli immigrati: se l’immigrato arriva, noi siamo l’avamposto dell’Europa sul mediterraneo, invece di andarsi a cercare un Paese dove sia più conveniente delinquere resta in Italia, perché non c’è un Paese più conveniente per chi vuole delinquere, in tutto il resto d’Europa. Non c’è un Paese dove per farti un processo impiegano quindici anni, dove c’è un indulto ogni tot, dove ci sono alternative infinite al carcere, indulgenze plenarie, sconti, attenuanti e prescrizioni.

Non credo servano commenti aggiuntivi. Il problema in Italia è proprio la giustizia, e chi non la riforma.

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La legge del Far West

Dopo gli innumerevoli stupri da parte di clandestini sta per tornare la legge del Far West, la legge del “fai da te”, la legge delle ronde. Questo fenomeno è dato da svariati motivi:

1) Innanzitutto una giustizia che praticamente non esiste, fatta solo di sconti, di lunghezze burocratiche, di non certezza.

2) La clandestinità che aumenta senza sosta, il fatto di non sentirsi sicuri nemmeno dentro le nostre case.

3) Le vane promesse elettorali, che puntualmente si tramutano in miglioramenti talmente microscopici da non essere nemmeno contati; l’unica cosa da fare è solamente riformare totalmente, radicalmente, definitivamente la giustizia in senso plurigarantista (garantista per la vittima, non certo per il carnefice). L’opposizione non ci stà? Non importa, vedo che Berlusconi quando si mette in testa una cosa (vedi caso Englaro) sfida tutto e tutti in tempi brevissimi. Spero sia altrettanto celere e deciso nell’affrontare seriamente questo tema, altrimenti rischia di perdere solo la fiducia di chi l’ha votato.

4) Una opposizione inesistente che non “punzecchia” in governo sulle promesse elettorali ma è ancora avvolta in una nube di finto buonismo.

5) Le assurde accuse di xenofobia del governo romeno che non hanno una decisa risposta del governo italiano.

6) Il fatto che in Tunisia due strupratori siano stati condannati all’ergastolo mentre qui da noi all’ergastolo non ci va quasi più nemmeno chi uccide…

E la lista potrebbe essere ancora più lunga… tutto ciò provoca la delegittimazione dello stato da parte dei cittadini, e un percorso verso la giustizia fai da te. Urgono al più presto seri provvedimenti da parte del governo per porre rimedio ad una sicurezza sempre più traballante.

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ANCORA?????????????

Sabato ennesimo stupro a Roma, ennesima violenza contro minori. Mi chiedo se il governo Berlusconi voglia intervenire duramente e in modo radicale sulla giustizia in modo che cose simili diano seguito a certezza della pena oppure dobbiamo arrivare ad avere il Far West nelle nostre città per avere risposte dal governo?

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Dov'è la sicurezza?

Mentre il Parlamento stà deliberando se aggiungere o meno soldati nelle città, se legalizzare o meno le ronde padane, un’altra quindicenne rimane vittima di uno stupratore, clandestino, già arrestato due volte e inottemperante a un ordine di espulsione… che dire? La sicurezza era una priorità della campagna elettorale, spero vivamente che governo e parlamento si diano veramente da fare con una riorganizzazione seria della giustizia, con meno sconti e con più certezze.

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