Articoli con tag Ignazio Marino

Orvieto

Sabato e domenica, le persone che hanno sostenuto Ignazio Marino nella sua corsa congressuale si riuniscono ad Orvieto. L’obiettivo, parlare delle cose di cui non si parla (e su cui non si fa) abbastanza: lavoro, diritti, ambiente, legalità, riforme. E anche decidere in quali forme continuare a lavorare insieme, nel Partito Democratico, per spingere su quei temi e tutti gli altri temi che ci sono cari: informazione, cultura del merito, innovazione, ricambio delle classi dirigenti, ricerca, salute, energie rinnovabili…

Partecipano, tra gli altri: Pierluigi Bersani, Emma Bonino, Pietro Ichino, Stefano Rodotà, Laura Puppato, Gianfranco Mascia, Jean-Léonard Touadi, Pippo Civati, Sandro Gozi, Paola Concia, Felice Casson, Rosa Calipari, Vittorio Angiolini, Filippo Taddei.

Ivan Scalfarotto

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Malasanità Malapolitica

GIUSEPPE CARCHIVI: «Io penso che sia rimasto molto male (Marino, ndr) per la questione di Bologna»
PROFESSORE: «Sì, bè, non è che poi han detto no …L’han rimandata, capito? Però sono quei rinvii … Lui c’è poco da fare, s’è schierato da un’altra parte di dove stanno questi».

CHIRURGO (C): «… Ti volevo raccontare una cosa, successa la settimana scorsa … dopo lo schieramento politico di Marino ».
GIUSEPPE (G): «Eh Eh». C: «Hanno fatto il volta faccia (…) in sostanza i vertici regionali, che come tu sai si sono schierati con Bersani, e quindi Marino non è più gradito qua … il mio direttore generale Cavina (Augusto Cavina dg del S.Orsola, ndr) lo ha chiamato dicendogli “sa…abbiamo difficoltà di sala operatoria, problemi di consiglio di facoltà, sa che c’è un centrodestra molto forte a Bologna”, pensa che cazzate che gli ha raccontato … io l’ho ascoltata la telefonata: insomma, conclusione, gli ha detto che al momento non se ne fa niente. E lui (Marino, ndr) m’ha detto: “ma allora adesso come faccio, io ho i miei pazienti da operare…”. Insomma lui è rimasto a piedi, non ha una sala operatoria, con i pazienti da operare. Allora mi ha detto: “Mi devi aiutare a trovare un’altra soluzione”. Io che cazzo di soluzione gli trovo, Giuseppe? Dove lo faccio operare, a casa mia? Non so come aiutarlo perché, capisci, ha fatto una scelta politica che lo ha messo in una certa luce con l’entourage di questa zona».
G: «Che tristezza».
C: «Eh, che tristezza, lo so però così è andata la storia. Ti ripeto, in realtà ufficialmente non è mai stato detto questo. Ufficialmente è stato detto che abbiamo problemi di sala operatoria, che le sale operatorie sono troppo piene che … insomma tutte cazzate, ovviamente, tutte minchiate …».
G: «A Siena potrei aiutarlo, ma Siena è come Bologna … E Pinna (direttore reparto trapianti, ndr), che dice?».
C: «Pinna ha detto che (Marino, ndr) ha fatto una mossa che gli ha tagliato le gambe, Bissoni (assessore regionale alla Sanità, ndr) era favorevolissimo all’operazione ».
G: «Ma come si può nella sanità italiana andare avanti?»
C: «Però è così, Giuseppe … questo è uno che, si potrà dire tutto, ma sicuramente il fegato lo sa trattare. Oh, e questi lo tagliano perché, capito?, per fare le vendette trasversali. (…) È un’assurdità che un chirurgo di quella portata non abbia una sala operatoria … che c’ha i malati che aspettano… Marino aveva in mano un contratto che doveva solo essere controfirmato. E si è fermato tutto».
G: «E se lo controfirmasse?»
C: «Marino me l’ha detto: se devo venire al S.Orsola che c’è una guerra nei miei confronti … io mi troverò un altro posto …Tra l’altro non chiedeva manco un cazzo di soldi: s’era fatto un contratto da 1.500 euro… tu calcola che ogni ritenzione epatica che faceva Marino, il S. Orsola intascava 25.000 euro e gliene dava 1.500…» (…)
G: «Renditi conto che qui siamo al paradosso … andare ad aiutare il Presidente della commissione d’inchiesta (sulla sanità pubblica, ndr), uno dei migliori chirurghi al mondo, a trovare una sala operatoria. (…) Io ne parlo con Ignazio, sarei per fare una rivoluzione … questo è uno scandalo nazionale».

Sul Corriere di oggi (Marino dovrebbe rilasciare una dichiarazione a breve).

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Io scelgo Marino

Io scelgo Marino

Il 25 ottobre alle Primarie del PD vota Ignazio Marino segretario del più grande partito d’opposizione del Paese. Cambiare si può, ne abbiamo il dovere e l’onere, solo con un segretario che dice dei SI e dei NO chiari e netti si può rafforzare l’opposizione alla destra che male ci governa, per tornare a guidare il Paese più forti che mai.
IO SCELGO MARINO! E TU?

VIVI IL PD, CAMBIA L’ITALIA. Il 25 ottobre, dalle 7 del mattino alle 8 di sera, cerca il seggio dove votare Marino e scegli il cambiamento. Ricorda: sì è SI no è NO!

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Cambiamo l'Italia

Vivi il Pd, cambia l'ItaliaCaro amico, gentile amica,

sono Giacomo “Jack” Lagona, abito in provincia di Pordenone, e ti scrivo perché il 25 ottobre ci saranno le primarie del Partito Democratico, i seggi sono aperti in tutta Italia dalle 7.00 alle 20.00 e qui puoi trovare quello della tua città. Io andrò a votare e ho deciso di sostenere Ignazio Marino.

Marino è un chirurgo di fama mondiale che per anni ha lavorato negli USA e da tre fa il Senatore. Oggi è candidato alla segreteria del Partito Democratico e con lui come leader sono sicuro che il PD potrà cambiare l’Italia, renderla più vivibile e giusta, trasformare Berlusconi e le difficoltà che viviamo in un brutto ricordo.

So che la politica spesso annoia, delude, parla troppo. Ma nelle ultime settimane ho dedicato del tempo alla campagna di Ignazio, ho avuto modo di vederlo all’opera, e ho visto come le cose possono cambiare. Da chirurgo, chirurgo dei trapianti, Marino è abituato a badare ai fatti, a premiare il merito, a non fermarsi davanti agli ostacoli.

Mi ha convinto per la novità che rappresenta e per forza delle sue proposte: ha detto dei sì e dei no molto chiari.

NO al nucleare, SI ad un consorzio europeo per l’energia solare.

NO ai respingimenti degli immigrati, SI al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia.

NO alla precarietà, SI ad un contratto unico a tutele crescenti, a un salario orario minimo garantito e ad un reddito di disoccupazione per tutti i lavoratori.

NO alle discriminazioni, SI a diritti per tutti, dalle unioni civili al testamento biologico.

NO ai tagli sulla scuola, SI a investimenti sull’istruzione e la ricerca.

Ci sono tante persone, come noi, che vogliono un’Italia più libera, più giusta, più, solidale, più capace di reagire alla crisi. Un’Italia più forte nel guardare al futuro.

Credo che Ignazio sia la persona giusta per farlo.

Domenica 25 ottobre voterò per lui, e sarà importante essere in tanti. Segnalo in agenda: 25 ottobre, primarie del PD, votare Ignazio Marino.

Se sei curioso scrivi un commento a questo post, ti invio la mia mail personale, ne parliamo – se vuoi ti darò anche il mio numero di cellulare -, ti darò del materiale e, se vuoi, ti farò entrare in contatto con le tante persone che lo sostengono.

Ti aspetto.

Giacomo Lagona

Fate girare questa lettera e questo post personalizzandoli a piacere

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L’ultima occasione per dare una scossa al PD

Domenica ci sono le primarie del più grande partito di opposizione. Tanta gente non è soddisfatta di come vanno le cose nel PD, ma non ha ancora chiara una cosa: questa potrebbe essere l’ultima occasione per dare una scossa a questo partito.

3-candidati1Le primarie sceglieranno il prossimo segretario e l’assemblea nazionale, che per quattro anni dovrà rappresentare gli elettori. Qualcuno pensa che se tanta gente non vota, per protesta, le cose nel PD cambieranno. E’ vero il contrario: non votando ci sarà solo un risultato migliore del vincitore predestinato, Bersani, quello che in nome del rinnovamento ha candidato capolista Bassolino in Campania e Loiero in Calabria.

Insomma, se chi è scontento non andrà a votare vincerà ancora una volta quella classe dirigente che, in 15 anni, non è riuscita a fare niente contro il conflitto d’interessi di Berlusconi. Quella classe dirigente che, dopo l’ennesima sconfitta, ha pensato a tutto tranne che a farsi da parte, e che vincendo ancora potrà dire: “Visto? Gli elettori ci danno ragione!”. E in quattro anni, magari, elimineranno le primarie aperte a tutti, così saranno più sicuri di rimanere là per sempre…

Ovviamente il cambiamento non può essere rappresentato neanche dal segretario in carica. L’unico candidato nuovo è Ignazio Marino. Che però, dicono, non può vincere.

Intanto, non è detto: se lo andassero a votare solo la metà degli scontenti, vincerebbe di sicuro. Ma, anche se non vince, non dimentichiamo una cosa: l’assemblea nazionale viene eletta con il proporzionale, e il PD non è una monarchia. Quali delegati potranno lavorare meglio per il rinnovamento? I Bassolino e i Loiero (Bersani), i Fioroni e i Gentiloni (Franceschini), oppure le Mina Welby e le Rosa Calipari (Marino)?

Insomma: votare Marino è il segnale più forte che si può dare ai dirigenti per fargli capire che il PD deve cambiare; è il modo per eleggere nell’assemblea gente che ha sicuramente le idee CHIARE sulla laicità e sull’innovazione; e, se arriva la sorpresa, può pure portare ad aver subito un cambiamento radicale in questo partito. Che altro serve per convincerti ad andare a votare? O vuoi aspettare quattro anni, sperando che intanto la situazione migliori da sola??

Per saperne di più su Ignazio Marino, vai sul suo sito o su quello dei volontari. Se vuoi sapere dove andare a votare, prova qui. E per finire, gira questo messaggio a tutti i tuoi amici e conoscenti, ora! Al voto mancano poche ore.

PS ricordiamo che possono votare anche i sedicenni e gli immigrati con permesso di soggiorno.

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È questo che volete?

Fioroni dice che «Se vincerà Bersani, come faranno quelli come me a restare nel partito di D’Alema? Io non so se ci saranno le condizioni…», Rutelli da mesi dice che non ne può più ma intanto non se ne va, e a quanto pare ha in animo di dar vita ad un movimento assieme a Fioroni – «Il 30% dei tesserati del Pd sta con me» – non per candidarsi alle elezioni ma per l’alternativa al centrosinistra attuale.
L’opinione di ognuno è libera e quindi non metto becco, ma tant’è…

E se vincesse Bersani?

Sulla coesione del PD, Pierluigi Castagnetti ha detto che «in Bersani prevarrà la “rotondità”, la capacità di unire e dunque creerà le migliori condizioni per la futura convivenza». Forse un Dio esiste! Ma anche no… quindi non ci resta che andare al dopo.
La Bindi non vuole fare il capogruppo perché tiene di più alla carica di vice-presidente della Camera, per cui la palla passa – e come non poteva essere – a Franceschini, mentre, udite udite, la presidenza del Partito Democratico ha una rosa di candidati da fiore all’occhiello: Romano Prodi, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro.

Di una cosa mi duole: è mai possibile che nessuno pensa che la vera arma del Partito Democratico contro la Destra sia l’unione e non la deflagrazione verso nuovi partiti/movimenti? È mai possibile che le parole di Ignazio Marino per un partito unito e fuori dalle correnti passino inosservate fino a tal punto? Non pretendo che vinca il mio candidato, ma almeno che si prenda un minimo insegnamento delle cose che ha detto in questa campagna elettorale: sia in Convenzione che nel confronto, tutti e tre i candidati hanno parlato chiaramente di un PD forte e unito, vogliamo dirlo anche ai parlamentari che ci sostengono per piacere!!

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Confronto a tre

Il confronto per le Primarie del 25 ottobre del Partito Democratico tra Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino trasmesso in diretta ieri su YouDem.


Prima parte


Seconda parte


Terza parte


Quarta parte

Appello al voto di Pier Luigi Bersani

Appello al voto di Dario Franceschini

Appello al voto di Ignazio Marino

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Non sto nella pelle!

Repubblica, pur di fare da sponsor per Franceschini, si inventa pure la proposta dell’anno direttamente dalla sua penna storica: Eugenio Scalfari. E la colpa ricade su Ignazio Marino che da’ il due di picche al Lodo Scalfari.

Nel frattempo questo è il confronto di ieri sera alle Iene aspettando quello vero di venerdì 16 ottobre alle 18.00 su YouDem

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L'Italia cambia.. e si evolve..

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L’Italia cambia.. e si evolve… il 25 ottobre scegli Ignazio Marino segretario del Pd

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Il futuro che viene da lontano

Chi siamo stati e chi siamo. Non chi saremo, ma chi vogliamo essere e che cosa vogliamo diventare. Lo trovo il video più bello tra i tanti visti finora

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Le immagini che scorrono sul video ci ricordano quale sia stato il percorso che ci ha fatto giungere sino alla fondazione del Partito Democratico. Le battaglie, i visi, la cultura dell’Italia in un iter storico che approda alle primarie del 25 ottobre.

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