IL Pd regionale delle Marche si è distinto questa settimana per un video – quello sopra – e un manifesto a loro dire per colpire Berlusconi: «aveva promesso ‘Via gli immigrati’ e invece gli immigrati sono raddoppiati». Il manifesto, portato agli onori della cronaca dall’Unità, è terribilmente razzista, e volendo dirla proprio tutta, non esistono nemmeno dati ufficiali per dimostrare che le parole del segretario marchigiano Palmiro Ucchielli – “gli immigrati sono raddoppiati” – siano fondate.
Che il Partito Democratico in generale ha gravi problemi di comunicazione è noto – e se qualche giorno fa i tre quotidiani di riferimento, Corriere Repubblica e La Stampa, non avevano nessun articolo sul Pd la dice lunga su quanto sia grave il problema -, però anche quando ci si batte su argomenti che diffusamente sono “di sinistra” e anche in questi casi si distorce la comunicazione viziandola con un pressapochismo viscerale alla Berlusconi, beh, in quel caso il dato è precocemente mortale per tutti i democratici italiani. Non tanto perché ogni circolo, ogni sezione provinciale e regionale è considerata autonoma, ma quanto per la dissolutezza che il movimento offre ai propri elettori più duri e puri.
Del resto nella risposta del segretario marchigiano si denota la scarsità di argomentazione comunicativa che tutto il partito esprime da tempo:
“Grati dell’occasione che i media nazionali e i vari blog mediatici ci hanno dedicato, volentieri riprendo i temi non della polemica ma della discussione.
Il manifesto cosi come il video hanno l’obiettivo di provocare un’attenzione ed un dibattito, da tempo spento, dentro e fuori le fila della sinistra italiana. Dalla risonanza avuta, certamente questo obiettivo è stato raggiunto! Detto questo credo sia necessario riflettere su come siamo, haimè, tutti molto attenti e capaci nell’esprimere critiche sterili e negative, ma molto meno interessati a riflettere insieme.
E’ inderogabile arrivare ad elaborare, attraverso un pensiero critico ma costruttivo, un’ alternativa di programma credibile e attuabile, capace di interpretare le necessità dei cittadini, questo rimane sempre il nostro obiettivo prioritario.
In un panorama piatto e desolato che ha visto molti intellettuali allontanarsi nel dare il loro contributo di riflessione alla cosa pubblica, siamo ben contenti di essere riusciti a lanciare un sasso, che a qualcuno può anche aver fatto male, ma che certamente ha suscitato vivaci reazioni. Sta a noi,ora, riuscire a spostarsi dall’area della facile e superficiale critica, per contribuire a realizzare una costante attenzione e dibattito sui temi segnalati.
In una politica di Governo fondata ed attuata solo unicamente attraverso tecniche mediatiche di acquisizione e di consenso, abbiamo ritenuto importante denunciare pubblicamente l’elenco dei punti di contraddizione altrimenti misconosciuti.”
Molto, moltissimo fumo, ma assolutamente nulla a cuocere.






