Bersani non sembra avere il polso del mondo digitale. Dopo un paio di domande di rito (“Ci dice cos’è la banda larga?” chiede Floris. “È una gran cosa: una tecnologia delle comunicazioni che potrebbe darci uno sviluppo enorme”, risponde Bersani), il segretario si inerpica su un lunghissimo monologo sulle lenzuolate del governo Prodi, sul federalismo, sul nuovo ministro Aldo Brancher, sul governo, sull’opposizione. Ad un certo punto ha un sussulto: “Berlusconi – dice – pensa solo alla tv. Da questo punto di vista, è un po’ old”. La platea però non è convinta dal new Bersani: “Scusi, segretario – fa notare qualcuno – ma lei non doveva parlarci della politica digitale? In un’ora non ha ancora pronunciato la parola Internet”. Bersani tartaglia: “Guardi che la parola Internet la so dire anche io”. Tolto il dente e passa la paura.
A questo punto, il cronista chiede a Bersani di raccontare la sua esperienza sulla Rete e le tecnologie. “Sa navigare? Usa l’iPod, l’iPhone, ha una mail personale?”. Le risposte lasciano un po’ interdetti. “L’iPad non l’ho mai usato ma ammetto che è assolutamente interessante” (e fin qui è in buona compagnia). “Uso l’iPhone – aggiunge – ma solo a casa”. Il perché è presto detto: “Quando sei in giro è una distrazione” (in effetti girando con un telefonino, c’è il rischio che qualcuno telefoni; ma lo sa il segretario cos’è un iPhone?). “Ce l’ha una mail personale?”. “L’e-mailme le curano un po’, c’è qualcuno che mi aiuta perché si vive in una condizione di limitazione di tempo”.
E così il maggior partito di opposizione sembra avere della rete questa idea molto hardware, molto industriale, e la tratta in una politica di vertice e di potere. Non la vede, come dice il mitico De Rossi, come un modo per parlare ed essere. E nemmeno ci fa caso al problema che la “sua” politica è una politica extra-rete che non riesce a produrre idee native: quindi una battaglia contro il decreto Pisanu non ci sarà (ti citano i documenti, se glielo dici, ma non mettono su centinaia di banchetti per raccogliere le firme nelle feste). E non ci sarà una battaglia per avere i dati delle spese dello stato in rete, come accade in Gran Bretagna, e cioè pubblica trasparenza di ciò che il potere fa.
E’ scisso, il Pd: o parla negli angoli con i Boiardi del potere, o si avvolge nell’ideologia dell’inclusione di cui non viene data alcuna declinazione. Parla e fa parlare di innovazione, ma non va a cercarsela sul territorio, dove ci sono i ragazzi che la fanno.
Bersani invece, come ha fatto notare uno spettatore non troppo anonimo, è riuscito a parlare per un’ora di banda larga senza parlare di Internet (e il mio buon Floris, che è uomo di mondo, educato non lo incalzava). Ho condiviso quasi ogni parola, ma era palesemente un discorso di altri tempi. Il mio punto di vista è semplice. Ottima l’iniziativa di ieri ma, visto che siete all’opposizione e sulla banda larga non potete fare una cippa fritta, perché non concentrarvi nel potenziare l’utilizzo di Internet a livello di propaganda e di Partito? (sì sì, va bene, diciamo pure “come ha fatto Obama” per capirci al volo).
Nel 2008 il Partito Democratico ha lanciato, all’interno del frame della campagna elettorale, i “Forum PD”. E cioè… dei forum per discutere tra elettori e con il Partito. Bella idea! Non un granché la piattaforma, ma non importa. Nessuna strategia di placing del prodotto sul Web. Sarebbe bastato un social media pippa consultant qualsiasi di noi, e invece niente. In ogni caso le elezioni, mi dicono dalla regia, sono andate male. E i Forum sono stati lasciati morire. Un anno dopo, preparando la campagna per le Europee, il PD ha deciso, guarda caso, di rilanciare i forum.
E’ intervenuto anche il segretario Bersani, che e’ riuscito a parlare per oltre un’ora senza mai nominare Internet, il che – in un incontro sul web – e’ davvero notevole. Ha parlato di piccole imprese, Alitalia, Fiat, elettricita’, giacenze di magazzino e così’ via, ma sul Web manco una parola.[...] Allo stesso convegno, in mattinata, il democratico americano Alec Ross aveva spiegato che l’invenzione della stampa aveva portato all’illuminismo, e quella di Internet non si sa ancora bene cosa ci porterà ma il cambiamento culturale non sarà di minore portata rispetto a quello creato da Gutenberg. Per Bersani, invece, e’ al massimo una cosa buona per le piccole imprese e per la distrazione a casa, la sera.
A fine convegno ho spedito un sms all’amico funzionario del Pd che mi aveva invitato, chiedendogli se per caso avevano anche un segretario per questo secolo. Non mi ha ancora risposto.
Questo è il “PD digitale” del segretario più disgitalizzato d’Italia.
(questo post è “Uncategorized” poiché non riuscivo a decidermi se metterlo sotto “Solidarietà” per Bersani, sotto “Tecnologia” che manca da quelle parti oppure sotto “Cronaca” del segretario dal fax più veloce del west)










