Articoli con tag Lega

In Piemonte si sceglie Fidel. Parola di scout!

I sei punti del “Patto per la famiglia e per la vita” firmato dal candidato leghista in Piemonte Roberto Cota spiegato in poche parole: 1) contrario all’aborto, 2) contrario al testamento biologico, 3) contrario alle coppie di fatto soprattutto se gay, 4) favorevole ad un sostegno per le giovani coppie se regolarmente sposate, 5) favorevole ad elargire bonus alle famiglie che scelgono la scuola libera cattolica, 6) (l’ultimo punto è una vera sciccheria) “Prenderò misure regionali, e sosterrò quelle del governo nazionale, che vigilino contro gli abusi sulle donne e sui minori, non tollerino le mutilazioni genitali femminili, l’avviamento alla mendicità e alla prostituzione da parte di organizzazioni malavitose, la poligamia e i matrimoni forzati, e prevengano l’imposizione del burqa e di altre forme di velo integrale a donne e ragazze che non desiderano portarlo.”

Se Cota riesce a portarmi un parlamentare (uno solo basta) che tolleri ufficialmente le mutilazioni genitali femminili, che si dica favorevole all’avviamento alla mendicità e alla prostituzione da parte della malavita, che sia a favore della poligamia e dei matrimoni forzati, e che approvi l’imposizione del burqa e il velo integrale alle donne che non desiderano portarlo – prometto ufficialmente che metterò una sua foto con la scritta “VOTA COTA!” su questo blog. Parola di scout!

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Non siamo un paese normale

«L’Italia è un paese normale?

L’anomalia rappresentata da Berlusconi – il fatto che concentri in sé il potere politico e mediatico, che utilizzi il Parlamento come un’azienda destinata a fabbricare leggi che lo salvino dai tribunali, che vomiti insulti sulla magistratura, che critichi continuamente la Costituzione, che riduca la politica a un cumulo di barzellette e dichiarazioni istrioniche, che porti con sé il peso dei suoi scandali sessuali – tutto questo spingerebbe a rispondere di no.

Ma c’è di più.
Ciò che colpisce, ad esempio, è il fatto che dopo essere stata considerata il laboratorio-avanguardia dell’idea di Europa, l’Italia è oggi regredita a uno status “provinciale”. La sua stessa classe politica è provinciale, viaggia poco, soltanto di rado parla inglese. Il ruolo centrale ancora attribuito alla televisione immobilizza il paese negli anni Ottanta.

Si va in televisione agghindati, tutto è intrattenimento, pubblicità, talk show urlato, sederi e pizzi, le trasmissioni di inchiesta sono rarissime e di conseguenza quelle a cui potrebbero partecipare filosofi, storici, sociologi, psicanalisti o uomini di scienza praticamente non esistono. Una sera su due, Raiuno manda in onda Porta a Porta, un talk show condotto da un giornalista dolciastro, una sorta di messa a cui partecipano sempre gli stessi leader politici, e che non è lontana dal rimpiazzare Camera e Senato. Molto di rado nelle trasmissioni politiche, sportive o di varietà compare una persona di colore.

Nuova provincia, l’Italia perde punti praticamente in ogni settore, dalla scuola alla sanità, all’ecologia, ai diritti, alla cultura (budget massacrato) e anche alla tecnologia. Di recente, dopo Bob Geldof che rimproverava il governo di pareggiare il bilancio alle spalle dei poveri, è stato Bill Gates in persona ad accusare Berlusconi (”I ricchi spendono molti più soldi per risolvere i loro problemi personali, come la calvizie, di quanto non facciano per combattere la malaria”) di aver ridotto della metà i fondi pubblici per lo sviluppo promessi davanti alle telecamere, facendo dell’Italia “il più avaro paese europeo”.

La stessa regressione a livello informatico.

Si sa che a causa del decreto Pisanu la connessione wireless a Internet in un luogo pubblico, un areoporto o un cybercafé per esempio, è sottomessa alla presentazione di una carta di identità?

Che i crediti per lo sviluppo dell’addebito immedito sono congelati dal 2008, che da parte della maggioranza si levano voci che domanda il controllo di social network come Facebook?

Che sono state firmate ovunque petizioni per “emancipare Internet” dalle norme legislative che penalizzano il futuro del paese il quale, per l’accesso alla Rete, è già “indietro e sottosviluppato rispetto al resto d’Europa”?

Berlusconi è un uomo di televisione vecchio stile, per il quale Internet è un mezzo pericoloso in quanto “liquido”, ovvero incontrollabile e fuori dal suo impero.

Ma è a livello sociale che la regressione è più netta. Berlusconi catalizza talmente l’attenzione che all’estero non si percepisce come il fatto più importante sia piuttosto una “leghizzazione” della società, che porta con sé una degradazione morale e civica, una “barbarizzazione” dell’Italia.

La Lega Nord di Umberto Bossi – il cui organo di stampa, “La Padania”, ha scritto: «Quando ci liberete dai negri, dalle puttane, dai ladri extracomunitari, dai violentatori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, i nostri spiriti? Buttateli fuori, questi maledetti» –  la Lega Nord alleata decisiva del partito di Berlsuconi ha fatto eleggere i suoi uomini, molti dei quali sono ministri, in un considerevole numero di amministrazioni locali, diffondendo i suoi valori e il suo linguaggio, ha sdoganato e reso normale il discorso xenofobo.

Ci vorrebbe la Biblioteca Vaticana per riunire ed enumerare i discorsi che incitano all’odio razziale, all’omofobia, all’anti-meridionalismo pronunciati dai suoi leader.

Che si guardino su Youtube i discorsi del signor Mario Borghezio, che si ascoltino qualche estratto dei discorsi di Radio Padania: in nessun paese sarebbe tollerato un tale strabordamento di odio, stupidità, xenofobia!

Si difendono i valori cristiani, la famiglia, il lavoro, si vuole la croce sulla bandiera italiana e il crocifisso nelle scuole ma il ministro dell’Istruzione vuole imporre una quota di stranieri nelle classi, il ministro dell’Interno ha voluto istituire ronde di sorveglianza (un fiasco colossale, fortunatamente, nessuno si è presentato per farne parte) e ha istituito come reato penale il fatto di essere uno straniero senza permesso di soggiorno.

Una piccola star della politica, capo di impresa a destra della destra, di cui si prevedeva che sarebbe diventata sotto segretario al Welfare perché nelle grazie di Berlusconi (a proposito del quale aveva detto: “E’ ossessionato da me, ma non gliela darò…” o anche “Le donne gli piacciono solo in posizione orizzontale”) si è finemente distinta per aver dichiarato che “Maometto era un pedofilo”.

Un fanatico (eletto) ci teneva a che i treni frequentati dalle ragazze nigeriane fossero disinfettati, un altro (anche lui eletto) voleva “eliminare tutti bambini rom che derubano gli anziani” e, interrotto dagli applausi del “popolo padano” ha invitato i musulmani a “pisciare dentro le loro moschee”.

Altri ancora hanno dato fuoco alle baracche degli immigrati, proposto vagoni ferroviari e linee del bus separate per Italiani e stranieri. Discriminazioni di ogni genere, aggressioni, spedizioni punitive, crimini a volte, bandiere e grida razziste nei raduni della Lega, vere e proprie cacce all’uomo nero con bastoni e fucili che per la stampa internazionale fanno evocare il Ku Klux Klan e che invece al ministro dell’Interno fanno dire: “Abbiamo dato prova di troppa tolleranza verso gli immigrati”.

Tutto ciò provoca poche reazioni in Europa. Ed è senza dubbio in questo senso che l’Italia è ancor più provincializzata: la si guarda dal lontano e dell’alto, continuando ad amarla per la sua cucina, l’arte e i paesaggi, non la si prende sul serio né nel bene né nel male. Che si immagini cosa accadrebbe nelle strade di Londra, di Parigi, di Berlino se la Lega Nord fosse un partito, poniamo, austriaco o francese e se Umberto Bossi si chiamasse Jörg Haider.

Libèration tradotto da L’Espresso

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Frase della settimana

“All’oratorio, tre calci d’angolo facevano un rigore. In Lombardia, tre maturità fanno un seggio da consigliere.”

Pippo Civati

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I pseudonimi

Ecco, adesso mi tocca smontare ’sto leghista che vuole denunciarmi per diffamazione (non ridete così forte, per piacere).
“I pseudonimi” è bellissima però :D

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Razzisti e poveracci, i negri italiani

In un Paese con una quantità decente di razzisti, non potevano certo mancare i poveracci che se la prendono con i negri italiani.

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L'acqua bene di lusso

Sapevamo che l’acqua è un bene primario e per questo è di tutti, oggi, in Italia, l’acqua è diventato un bene privato e quindi non più per tutti. Con i complimenti del popolo italiano che ha eletto questo Governo di destra e della Lega.

Il decreto del Ministro Ronchi è stato approvato per soli 50 voti di scarto, nonostante la fiducia richiesta dal Ministro e, soprattutto, dopo che la stessa maggioranza era andata sotto per ben quattro volte richiedendo, alla fine, la fiducia numero 26 per questo esecutivo.
Il Parlamento non è più luogo di dialogo istituzionale, ma un mero strumento delegittimato da questa maggioranza. È democrazia questa?

L’acqua è un business da 8 miliardi l’anno, e il Governo ha cercato – purtroppo riuscendoci – di portare quei soldi nelle mani di multinazionali che faranno di tutto per raddoppiare i loro interessi, a scapito del bene pubblico naturalmente. Ronchi e Fitto hanno dichiarato che «non ci saranno innalzamenti delle tariffe», ma su tutti i Tg Antonio Catricalà, presidente dell’antitrust, ha dichiarato che è possibile un aumento delle tariffe ma è un dovere degli enti locali vigilare affinché i costi rimangano entro i limiti. Catricalà si sbaglia di grosso: con l’approvazione del decreto “salva- infrazioni”, la riforma sulla gestione dell’acqua, lo Stato si impegna a non superare la soglia del 40 per cento di partecipazione pubblica. Ciò significa che nel migliore dei casi lo Stato italiano NON potrà decidere quanto e dove si aumenteranno i prezzi, ma – ove verrà richiesto da “forze governative” e nel caso di massima partecipazione – mettere un veto che porti a nuove negoziazioni.

Un discorso a parte si dovrebbe fare per la Lega, l’ex partito del popolo del nord. Dopo mesi di discussioni e dibattiti su quanto fosse generalista e inefficace la liberalizzazione dell’acqua, soprattutto con il Ministro Calderoli, ieri anche la Lega si è smentita votando a favore del decreto. Chiare sono state le parole del leader del Carroccio Umberto Bossi: “Non si muore per una legge, ma si muore se cade il governo”. Questa è coerenza secondo loro, ma per noi dell’opposizione significa vendersi al nemico per bieche convenienze. Avanti così!

L’opposizione del Partito Democratico è stata molto forte e compatta. Dario Franceschini, capogruppo alla Camera, si è espresso in maniera netta e senza tanti fronzoli: . ”Ormai siamo di fronte ad una maggioranza lacerata da continue divisioni quotidiane che non riesce nemmeno piu’ a garantire le presenze in aula. Andare sotto quattro volte in una giornata disponendo di una maggioranza di oltre 70 deputati e’ segno di una crisi gravissima”. Mentre il vice presidente del Pd Marina Sereni ha riferito: “la Camera farà un opposizione netta e intransigente affinché il decreto 135 venga fermato e modificato”, aggiungendo che “è del tutto inaccettabile che ancora una volta il Governo in maniera frettolosa e pasticciata tenti di affrontare un tema complesso e articolato come quello delle risorse idriche e dei servizi pubblici locali in un decreto che si occupa di infrazioni rispetto alle normative comunitarie”. Jean Leonard Touadi ha rincarato la dose: “le motivazioni di urgenza addotte dal Ministro dei rapporti con il Parlamento sono assolutamente pretestuose. Il provvedimento tocca un aspetto fondamentale della vita dei cittadini e delle comunità locali, e su questo il dibattito parlamentare è indispensabile per evitare che il business di pochi prevalga sulla necessità di tutti. Mi chiedo se la prossima mossa della maggioranza non sarà quella di sottoporre alla fiducia anche l’aria che respiriamo”.

Ermete Realacci si è invece scagliato contro l’operato incoerente della Lega: “L’ordine del giorno della Lega sull’acqua è una presa per i fondelli, un modo per pulirsi la coscienza, che però non cambia le cose. L’unica ragione per cui il governo ha posto la fiducia su questo decreto è proprio questa normativa sulla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali. Oltretutto essa non è necessitata da alcun vincolo o obbligo comunitario; è una scelta solo politica, che contraddice la posizione storica della Lega. È una presa per i fondelli. La Lega presenterà un documento che si farà approvare dal governo”.
Stesso discorso per il Senatore Roberto Della Seta: “è indecente il doppio gioco della Lega sull’acqua: con Calderoli firma il decreto che obbliga alla privatizzazione dei servizi idrici, in Parlamento fa finta di non essere d’accordo. Con l’aggravante della fiducia sul decreto. Etica pubblica vuol dire anche non prendere in giro i cittadini. E oggi i cittadini devono sapere che la Lega è uno dei principali artefici di una norma che consegnerà il business dell’acqua a quattro o cinque multinazionali, impedendo ogni efficace controllo pubblico sui criteri d’uso, sul prezzo, sulla tutela di un bene comune come le risorse idriche”.

Insomma, l’acqua entro due anni verrà privatizzata e noi cittadini dovremmo usarla come un bene di lusso e non come un bene primario, grazie al Governo che ha il massimo dei consensi e al Presidente del Consiglio migliore che abbiamo mai avuto negli ultimi 150 anni. Grazie davvero!

[Per il Pd di Cordenons ]

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Buon Natale

“Sarà l’aria… sarà l’acqua” diceva il sommo pubblicitario, ma in quest’arida distesa padana sembra che l’aria e l’acqua siano sempre più virulente. Ieri era il turno di Azzano Decimo, oggi tocca a Coccaglio.

A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L’amministrazione di destra – sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl – ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l’operazione “White Christmas”, come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari.

Un nome scelto proprio perché l’operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l’ideatore dell’operazione, l’assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi “per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità”. È così che fino al 25 dicembre, a Coccaglio, poco meno di settemila abitanti, mille e 500 stranieri, i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari. Quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo. “Se non dimostrano di averlo fatto – dice il sindaco Franco Claretti – la loro residenza viene revocata d’ufficio”.

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Che geni

crocifisso obbligatorio - Corriere del Veneto

Il Comune si becca una multa di 5000 euro, per ogni caso, se non segue la direttiva UE (articolo 44 comma 2 della Convenzione), e loro – furbi! – si limitano a 500 euro di multa. Che geni…

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Rimbalza il clandestino!

rimbalza_clandestino

Ho mezza idea di chi potrebbe essere il”programmatore esterno”.

[Via L'Unità]

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Antipatico razzista

Gentile Cliente

Sfortunatamente, non possiamo procedere con il suo ordine.

Anche se onoriamo la maggior parte degli iD, non possiamo, però, onorarli tutti. Alcuni possono contenere altri marchi che Nike non ha il diritto di utilizzare. Altri, come quello da lei presentato, semplicemente non desideriamo metterlo sui nostri oggetti.

Che bastardi questi della Nike, non accettano un’ordine per delle scarpe personalizzate solo perché la richiesta era “Padania libera”. Ma che stronzi!

Il titolo viene da questo (bel) commento :)

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