Ci sarebbe la prova che Berlusconi era affiliato a cosa nostra tramite Vito Ciancimino e Bernardo Provenzano. Felice Cavallaro sul Corriere di oggi fa lo scoop:
«Dei 100 milioni ricevuti da Berlusconi, 75 a Benedetto Spera e 25 a mio figlio Massimo. Caro Rag. (Bernardo Provenzano, ndr) bisogna dire ai nostri amici di non continuare a fare minchiate… E di risolvere i problemi giudiziari…»
Cento milioni regalati da Berlusconi all’allora capo di cosa nostra Bernardo Provenzano, in un pizzino di don Vito Ciancimino risalente al 2001. Il “pizzino” lo nascondeva chissà dove Epifania Scardino – moglie del vecchio sindaco di Palermo e madre dell’attuale primo teste dei pm palermitani Massimo Ciancimino – che oggi lo ha consegnato ai Magistrati che indagano sui rapporti decennali tra Mafia e Stato. La vecchia signora Ciancimino ha confermato che il marito conosceva il premier da lunga data:
«Si, mio marito incontrava negli anni Settanta Berlusconi a Milano… Ma alla fine si sentì tradito dal Cavaliere…»
Se i giudici Di Matteo, Guido e Ingroia dovessero trovare riscontri positivi su quest’ultima novità, si aprirebbe l’ennesimo caso sulle presunte affiliazioni mafiose di Berlusconi fin dalla sua discesa in campo, tanto che Ciancimino Jr, dopo aver ricevuto la lettera col proiettile destinata al figlio cinquenne, aveva espresso il desiderio di tacere per diventare un “eroe“:
«Fate pure, a me interessa solo raccontare la verità, ormai… Così, tacendo, diventerò anch’io un “eroe”»
Sul Fatto Quotidiano, Marco Lillo puntualizza su un caso davvero strano:
“Ora, se autentico, il nuovo pizzino conferma che quell’abitudine non finì con la discesa in campo del Cavaliere. Tanto che altri regali in contanti sarebbero arrivati al successore di Riina (allo scopo di “mantenere buoni i rapporti” con la mafia). Un fatto che, se provato, spiega bene perché Berlusconi nel 2006 fu l’unica carica istituzionale italiana a non complimentarsi per la cattura di Provenzano”.
Sta di fatto che nel 2001 le politiche diedero 61 seggi su 61 in Sicilia alla coalizione del cavaliere, e come dice Lillo, quattro anni fa Berlusconi era dispiaciuto o aveva paura che il boss parlasse?







