[Via Ivan]
Articoli con tag Milano
Di colore nero
mar 18
Fumare fa male
feb 14

Ha proprio ragione il mio amico Luca quando lo mollo in chat per andare a fumare: il fumo fa male!
Incrociamo le dita
feb 7
Ora, io mi sono iscritto al Pd per varie ragioni, soprattutto perché credevo – e credo tuttora - di poter dare una mano, nel mio piccolo, alla mia piccola cittadina, e nel frattempo cercare di portare acqua fresca al mulino del centrosinistra con quel poco che so fare. Non è tanto lo so, ma si parte dal basso e si porta avanti un’idea, una prospettiva, un margine di miglioramento che a volte serve alla causa.
Le primarie hanno portato un volto nuovo, che se fosse stato meglio rappresentato, avrebbe sicuramente dato una grossa mano al cambiamento in questo sfasciato paese. Però mi accorgo che lo slogan “si è sì, no è no, il resto è del maligno” è troppo retorico o forse troppo avveniristico per i tempi d’oggi, e con la riunione di Orvieto di ieri - con ospiti illustri e dei panel tutt’altro che scontati, ma comunque abusati- e oggi a porte chiuse, la mozione Marino è diventata a tutti gli effetti l’ennesima corrente all’interno del Partito Democratico. Ne avevamo bisogno? Certo che no! Oltretutto la riunione non è stata nemmeno foraggiata a dovere (quanti, della mozione provinciale, mi hanno scritto oggi per saperne di più dopo averne letto sui giornali) e quindi la cosa è passata sottotono se non per gli addetti ai lavori e chi smanetta su internet.
Bersani ha vinto le primarie dilagando con i voti, ma sappiamo benissimo chi ci stava dietro la macchina-segreteria del Bersani vincitore. Ciò non toglie che le promesse in campagna elettorale non siano state mantenute, anzi. E’ vero che si tratta sempre di alleanze allargate stile Ulivo come proponeva il segretario, però allearsi con gli ex nemici non può essere visto dagli elettori come il futuro, perché potrebbe sembrare una chimera che ci spara fumo negli occhi. E credetemi, non è facile accettare che il futuro ci riserverà delle positive novità. Il futuro si costruisce lavorando nel presente e con l’appoggio dei sostenitori, cosa che finora Bersani non ha fatto del tutto. Come del resto pensare di raccattare voti sempre con le stesse facce non ci porterà da nessuna parte.
Qualche nome lo abbiamo già fatto in questo blog e non è il caso di riprenderlo, l’unico che finora sembrerebbe essere il vero volto nuovo in questa fase politica è Pippo Civati, il quale viene visto da alcuni come un ottimo candidato a sindaco di Milano, se l’endorsement nazionale provasse, per una volta, a credere nelle proposte meno note, ma sicuramente più redditizie, e non nei fittizzi giochi di palazzo come sta facendo con le alleanze a fase alterna. Del resto candidare Penati in Lombardia contro un fortissimo e potentissimo Formigoni non è che sia stata un’idea così geniale, ma tant’è. Ed è tutto dire che Formigoni non si potrà (potrebbe?) candidare per il terzo mandato, se si stabilisse una volta per tutte da quale momento parte la legge che vieta la terza ricandidatura.
Bersani ha in mente di ringalluzzire il Pd con volti nuovi e campagne create per tutte le età. Qualcuno però spieghi al segretario che il dopofestival non è più visto dai giovani ma dagli over 50 ormai da anni e anni: state perdendo solo tempo!
Come sarebbe meglio spiegargli che le campagne pubblicitarie si fanno con cognizione, cercando di capire le dinamiche della pubblicità e delle richieste del mercato, e se proprio si vogliono fare delle macchiette stile cartoon con la gente vera come sfondo, il balloon – la nuvoletta con i dialoghi – deve essere visibile ma in secondo piano: negli attuali manifesti il ballon messo a casaccio diventa il soggetto, non la persona e ciò che dice. Licenziate l’art director perché vi sta facendo ridere dietro.
L’attuale crisi ideologica e politica del Partito Democratico sta facendo perdere consensi – anche se molti iscritti non avrebbero comunque rinnovato la tessera – e credibilità nel centrosinistra, e quel che pare evidente è che nemmeno Di Pietro riesce più a fermare la valanga ostruzionista verso l’opposizione. Vabbè, staremo a vedere cosa succederà nei tre lunghi anni senza elezioni dopo le regionali e incrociamo le dita sperando nel maligno.
Basta il buon senso
dic 15
«Non è servita alcuna legge speciale, alcuna telefonata, alcun intervento legislativo. Gli strumenti ci sono già: le regole per l’utilizzo del più popolare social network al mondo prevedono già la rimozione di contenuti pornografici o pubblicitari, di quelli con linguaggio e contenuti intolleranti o razzisti, degli appelli alla violenza. Ci vuole qualche ora, viste le centinaia di migliaia di gruppi che vengono creati ogni giorno. Ma il meccanismo funziona, e davvero non sembra che si rendano necessari dei giri di vite, che peraltro sarebbero anche piuttosto complicati da mettere in pratica.»
Era vicino a certi ambienti
dic 15
Ieri sera a Porta a porta Bruno Vespa ha definito Massimo Tartaglia «vicino ad ambienti del social network». Ecco, dunque, spiegato il motivo dell’insano gesto.
Odio!
dic 14

Leggendo i giornali di oggi il minimo comune denominatore è uno solo: Berlusconi è stato aggredito dal clima di odio nel Paese.
Il Giornale apre per tre quarti con una foto di Berlusconi insanguinato, e il titolo è “Violenza costituzionale“. Nel sottotitolo della prima si legge “L’assalitore è un pazzo, ma i mandanti morali sono noti. E anche certi politici del centrodestra… Di Pietro è contento: «è lui che istiga». Bossi: «È un atto terroristico»”. All’interno l’articolo di Sallusti ha il primo passaggio molto interessante: “Berlusconi il dittatore, il fascista, il tiranno, il monarca assoluto da abbattere a qualsiasi costo. Parole di Antonio Di Pietro, e non soltanto sue. Il fronte dell’odio anti Cavaliere ha incassato il primo risultato.”
Il Tempo invece la foto la propone per metà, ma titola “Siamo arrivati a questo” e prosegue nel sottotitolo con ”Il clima di odio verso Berlusconi produce effetti devastanti”. L’articolo della Rondinelli ha dei passaggi a dir poco surreali: “Berlusconi si volta verso la folla per rassicurarla, fa un cenno della mano per dire «sto bene». Si guarda intorno per qualche istante mentre i suoi uomini lo guidano verso la macchina. La gente è incredula per quanto è appena successo. Qualcuno scoppia anche a piangere urlando «presidente resisti».”
Il Resto del Carlino invece è più pacato titolando la foto di mezza pagina “Il tempo dell’odio“, ma il commento di Franco Cangini – È quasi peggio di un attentato – è perfetto per l’occasione: “Per compiere un attentato basta una cellula terroristica, o il gesto solitario di un fanatico. Ma l’aggressione subita ieri da Berlusconi a Milano è la conseguenza della campagna di odio che minaccia la pace civile degli italiani. Tra le invettive di Di Pietro contro questo governo fascista, il comitato di liberazione nazionale da Berlusconi auspicato dal mite Casini, le mille piazze mobilitate da Bersani, e il ricorso alla critica delle armi non è che un passo.”
L’editoriale di PG Battista sul Corsera, Un clima avvelenato, ha anch’esso un passaggio molto cruento: “Il linguaggio improntato all’odio può sfociare in gesti non privi di retroterra“. Il Ministro Matteoli sul Messaggero dice che «L’antiberlusconismo viscerale che ha caratterizzato l’azione di qualche avversario politico di Berlusconi poi porta a gesti inconsulti e di violenza. Il clima di odio che vive il Paese carica la mano a qualche sciagurato che fa quei gesti». Giampaolo Pansa in un’intervista al Corriere risponde «Mi aspetto che adesso si usino le bombe, i proiettili per togliere di mezzo i politici che non ci piacciono più. Oggi hanno aggredito Berlusconi. Domani può accadere a Fini, Bersani, allo stesso Di Pietro. Speriamo di no, ovviamente…». Ovviamente…
Questa breve carrellata solo per farvi notare che il clima d’odio che vive il Paese è stato strumentalizzato dalle testate giornalistiche e dai suoi scribi. Analizzando meglio questo clima del terrore, la cosa che salta all’occhio è che solo i giornali o i giornalisti di destra – compresi naturalmente i loro politici – pensano al nostro Paese come ad uno stato sotto assedio. È assolutamente vero che alcuni politici di sinistra hanno fatto dichiarazioni allarmanti (“istiga alla violenza” Di Pietro, e “non faccia la vittima” la Bindi), ma è altrettanto vero, anzi forse di più, che proprio i giornali vicini a Berlusconi e i giornalisti che si rispecchiano meglio nella politica berlusconiana, sono stati i primi a parlare di odio verso il premier quando è stato esattamente il contrario per quasi due anni.
Questi faccendieri scribacchini, ricordando le parole di Di Pietro e della Bindi, avrebbero fatto bene anche a ricordarsi che il presidente del Consiglio sono due anni che attacca tutte le massime cariche della Repubblica: il Presidente Napolitano perché non mantiene le promesse, la Corte Costituzionale perché ha rigettato il lodo Alfano, la Magistratura perché indaga nei suoi confronti e i giudici perché politicizzati. Ora, quando la prima carica dell’esecutivo sputtana (mi adeguo ai loro termini) la Carta Costituzionale la quale ha giurato di obbedire, quando offende gli organi della Consulta chiamandoli giudici di sinistra, quando ripetutamente afferma che il Presidente della Repubblica non è il garante della Costituzione ma solo un ex comunista (che sarà mai!), quando pubblicamente dice che i giudici sono strumentalizzati dalla sinistra e quando afferma ripetutamente che la legge non uguale per tutti, io, da spettatore, forse, un pensierino su chi ha creato questo clima di odio me lo farei. Guardando non solo a sinistra, ma soprattutto a destra magari.
Mi ha fatto sorridere l’inizio dell’articolo della Rondinelli sul Tempo: “Berlusconi si volta verso la folla per rassicurarla, fa un cenno della mano per dire «sto bene»”. Ecco, io vorrei sapere dove ha visto queste immagini la Rondinelli, perché in nessun filmato si vede Berlusconi che esce dalla macchina per rassicurare la folla, si vede solamente un Berlusconi che esce dalla macchina per farsi riprendere tutto insanguinato dalle telecamere. Sarà che la partigianeria di qualche giornalista è disarmante, sarà perché fino a ieri questo clima d’odio veniva solo scritto senza essere percepito dalla gente, almeno io non lo percepivo, sarà probabilmente che il Governo era in rotta viste le continue prese di posizioni dei suoi luogotenenti. Saranno state decine di situazioni diverse che hanno portato ad un clima di paura e di odio adesso, non prima dell’attentato a Berlusconi.
Un pensiero che mi frulla da stamattina. Da settimane i giornali di destra parlano di antiberlusconismo per via del No-B Day e del Mille piazze del Pd, che, per inciso, sono state tra le manifestazioni più pacifiche mai registrate nel nostro Paese; da mesi i politici di destra dicono di avere un libretto con i nomi dei programmi e dei conduttori anti-Berlusconi; da mesi si va avanti in Parlamento solo con decreti legge e con la fiducia; gli scontri tra Berlusconi e Fini in questo ultimo periodo si sono acuiti ulteriormente; anche i giornali esteri parlano male di Berlusconi e dei suoi problemi con la giustizia; Spatuzza che accusa Berlusconi di essere mafioso; l’altro giorno Berlusconi in un vertice europeo ha attaccato la Magistratura e la Costituzione senza nessun motivo plausibile. E infine ieri, durante il comizio a Milano, Berlusconi ha detto che i consensi al suo Governo sono al 55 per cento, e se non ricordo male – e posso anche sbagliarmi - qualche mese fa erano ben oltre il 60 per cento, quindi nettamente in calo. A questo punto la domanda che mi pongo è la seguente: e se per esempio Berlusconi non fosse la vittima ma il colpevole?
[Update: pare che le parole della Bindi siano state: "Sia ben chiaro, questa intervista deve aprirsi con la solidarietà a Berlusconi e con la condanna del gesto. Resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c’è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima. Questi gesti vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta però sono spiegabili". Quindi il significato prende una piega completamente diversa se letta in tutto il contesto, e non è la sola non faccia la vittima che prende ma la frase nella sua interezza che è a mio parere condivisibile.]
Il presidente del Consiglio, durante una manifestazione a Milano, è stato colpito da un oggetto lanciato da un manifestante in pieno volto. Il contestatore è stato prontamente arrestato e Berlusconi, prima di scappar via a sirene spiegate, si è fatto riprendere dalle telecamere mostrando la ferita molto visibile sul lato sinistro del volto.
Sono immagini e situazioni che non vorremmo mai vedere e esprimiamo piena solidarietà al presidente del Consiglio.
Szì bwana!
giu 5
“Non posso accettare che quando circoliamo nelle nostre città ci sembra di essere, e mi è capitato nel centro di Milano, in una città africana e non in una città europea per il numero di stranieri che ci sono“.
Appunti sparsi #2
mag 8
Rieccomi con la seconda puntata dei miei appunti presi dalla rete.
Salvini: carrozze della metropolitana “per soli milanesi”. Piccinni: meglio sarebbe riservare “vagoni solo per extracomunitari”. Bergamo: sì all’elemosina in strada ma solo per un’ora. Oggi a Pordenone c’erano 27 gradi, ma nella zona di Milano e Bergamo probabilmente ce ne saranno stati molti di più. Qualcuno in zona che mi sa dire le temperature?
Paolo Romani alle Comunicazioni, Giuseppe Vegas all’Economia, Adolfo Urso al Commercio estero, Ferruccio Fazio alla Salute e Roberto Castelli alle Infrastrutture. Questa la lista dei cinque nuovi viceministri. Inoltre la Michela Brambilla avrà il suo bel ministero del turismo, e Fazio verrà a breve promosso ministro della salute togliendo il lavoro a Sacconi. Non male per un governo che si vantava di non pesare sulla spesa pubblica.
È morto stamattina a 84 anni Gianni Baget Bozzo: politico, politologo, giornalista, consigliere di Berlusconi, ma soprattutto prete. Non sono mai stato un estimatore di don Bozzo giornalista, soprattutto quando scriveva per Panorama un paio d’anni fa, ma è stato indiscutibilmente uno di quei personaggi che se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Chi ha ricordi?
Papa Ratzinger è in visita nella terra islamica. Il primo scalo è stato in Giordania dove ha incontrato re Abdullah II e la folgorante regina Ranya, ma prima di atterrare ha parlato di pace in Medioriente e di cosa potrà fare la chiesa per risolverne in parte i problemi: “la Chiesa può contribuire a tre livelli: con la preghiera che «apre a Dio e può agire nella storia e può portare alla pace»; con la «formazione delle coscienze» per evitare che siano «ostacolate da interessi particolari»; con la «ragione: non essendo parte politica più facilmente possiamo aiutare a vedere i criteri veri e ciò che serve realmente alla pace».” Potrei condividere gli sforzi del Papa per cercare di portare la pace in una zona martoriata da guerre eterne, ma quando papa ratzi dice che la chiesa non è “parte politica” a me vengono i brividi.
L’amministratore delegato di Fiat Marchionne, ha deciso di fare tabula rasa delle aziende automobilistiche europee: dopo aver praticamente acquisito Chrysler – di cui oggi il governo americano ha dato il via libera al “Chapter 11“ e alla fusione con la casa torinese -, Marchionne vola da una sponda all’altra della Germania cercando di convincere i governatori di Assia e Renania a vendergli la tedesca Opel. Non sarà sicuramente semplice come lo è stato, in un certo qual modo, l’acquisto di Chrysler, ma credo che anche Opel soccomberà allo strapotere Fiat. Chi diceva che la crisi fa male dovrà cambiare idea. O no?
Fino a settimana scorsa tutti che dicevano come in Italia eravamo l’unico paese a non essere colpito dalla febbre suina. Adesso siamo già a otto casi accertati e oggi c’è stato il primo contagio avvenuto tra un nonno contagiato dal nipotino undicenne.
Qualche giorno fa ho letto che dietro tutte le pandemie mondiali ci sono le case farmaceutiche, per ovvi motivi naturalmente. Ci credi?
Finisco. Assegnati i David di Donatello: Gomorra batte Il Divo 7 a 7, perché il film di Garrone vince come miglior film e miglior regia. Dopo essersi battuti per buona parte dell’anno scorso e tutto quest’anno, i film più discussi e visti di questa stagione cinematografica arrivano alla manifestazione clou doppiamente combattivi: Gomorra – tratto da libro di Saviano – ha vinto oltre che come miglior film e miglior regia, anche come migliore produzione, migliore sceneggiatura, migliore canzone, miglior fonico di presa diretta e il miglior montaggio. Il Divo di Sorrentino si è dovuto accontentare del migliore attore (l’ottimo Toni Servillo), la migliore attrice (Alba Rohrwacher) e poi la fotografia, la colonna sonora, il trucco, l’acconciatura e gli effetti visivi.Io li ho visti entrambi e condivido in pieno il premio come miglior film per Gomorra, anche perché il Divo non è che mi sia piaciuto granchè: l’ho trovato irreale e molto approssimativo, e anche forzato in certe scene della vita di Andreotti. Invece Gomorra mi è piaciuto di più perché è molto racconto e poco film, anche se a qualcun altro può dare l’impressione opposta naturalmente. A te quale è piaciuto di più?
Lorenzo Masili è di Milano ed è gay. Lorenzo Masili ha 38 anni ed ha una storia con la stessa persona da otto anni. Lorenzo Masili è un soggetto a rischio per il Policlinico di Milano.
Lorenzo Masili alla fine del mese scorso va al Policlinico milanese per donare il sangue; dopo un primo colloquio di routine basato sulle informazioni regolamentari (stato di salute, malattie contratte etc.), la dottoressa gli chiede con chi vive. La risposta di Lorenzo è sincera e senza sotterfugi: vivo col mio compagno con cui ho una storia monogamica da otto anni. Il medico a questo punto gli dice che non potrà donare il sangue perché è un «soggetto a rischio» perché i suoi «rapporti intimi» sono «tipicamente rischiosi». Lorenzo, dopo aver spiegato alla dottoressa le sue ragioni e la faziosità dell’ente ospedaliero, va via e scrive una lettera al Corriere della Sera edizione di Milano.
L’indomani il Corriere ospita la risposta dell’ospedale: “Ma i dati epidemiologici, ad oggi, mostrano che il rapporto omosessuale maschile è un comportamento a rischio. (…) Perciò la nostra struttura esclude dalla donazione i maschi omosessuali che dichiarano di essere sessualmente attivi“. Quindi, secondo il nosocomio milanese, “il rapporto omosessuale” è paragonabile a quello delle categorie a rischio solo perché praticato da persone dello stesso sesso? Un rapporto etero con continui tradimenti è rischioso oppure è normale perché anche lo stato sessuale della coppia è, secondo i loro parametri, considerato normale? A questo punto è lecito pensare che il centro trasfusionale di Milano non crede sia rischioso il comportamento, ma bensì “la categoria”. E del resto si sa che il comportamento è universale – etero e omosessuale -, mentre la categoria è molto più semplice da colpire a prescindere da quale sia
“Pertanto prima e dopo di me, molte persone omosessuali, ma anche molte persone eterosessuali dalla vita intima «movimentata», non devono far altro che mentire sulla propria realtà, avendo quindi diretto e sereno accesso alle donazioni del sangue; soggetti quindi forse molto più «rischiosi» di me.”
Esatto!
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