Articoli con tag Morte

Stefano Cucchi

Di Stefano Cucchi ne ho già parlato e mi ero ripromesso di dire di più solo a vicenda conclusa. Ieri si è conclusa, però non ho voglia di parlarne perché è stato detto tanto, e spesso meglio di come avrei potuto fare io. Tipo le parole di Erri De Luca sul blog di Cristiana

Il potere dichiara che il giovane arrestato di nome Gesù figlio di Giuseppe è morto perché aveva le mani bucate e i piedi pure, considerato che faceva il falegname e maneggiando chiodi si procurava spesso degli incidenti sul lavoro. Perché parlava in pubblico e per vizio si dissetava con l´aceto, perché perdeva al gioco e i suoi vestiti finivano divisi tra i vincenti a fine di partita.“

“I colpi riportati sopra il corpo non dipendono da flagellazioni, ma da caduta riportata mentre saliva il monte Golgota appesantito da attrezzatura non idonea e la ferita al petto non proviene da lancia in dotazione alla gendarmeria, ma da tentativo di suicidio, che infine il detenuto è deceduto perché ostinatamente aveva smesso di respirare malgrado l’ambiente ben ventilato. Più morte naturale di così toccherà solo a tal Stefano Cucchi quasi coetaneo del su menzionato.

Tags: , ,

Le industrie del tabacco aggiungano un'altra tacca

Il fumo ha fatto fuori una persona che conoscevo. Che i signori del tabacco si sparino in bocca dopo essersi tagliati le vene!

FAN****!

Tags: ,

L'eterna celebrazione della morte

Giovedì 25 giugno 2009 ore 14 e 26: muore un uomo e nasce un mito. Sul web prima di tutto.

Giovedì scorso è morto Michael Jackson, il Re del Pop, star osannata e bistrattata da fan e scettici, un uomo che con la sua dissoluta vita ha fatto di tutto per essere – volente o nolente – agli albori della cronaca e del pettegolezzo per quasi 40 anni: star bambino con i Jackson 5, star planetaria con Thriller (oltre 109 milioni di copie vendute è tuttora l’album più venduto della storia), razzista al contrario per via del colore della pelle, pedofilo condannato dai media salvo poi essere assolto in tribunale, sembra abbia accumulato – e sperperato – un patrimonio di oltre un miliardo di dollari. È morto esattamente come ha vissuto. Aveva 50 anni: 8 anni in più di Elvis nel ‘77 e 10 in più di John Lennon del 1980, ma verrà ricordato probabilmente di più – e meglio – dei due miti del rock del secolo scorso. Si era parlato di infarto quel giovedì sera, si parlava qualche giorno fa di overdose da cardiotonici, infine nuovamente di infarto.. ma dovuto ad una eccessiva dose di farmaci.

Ai tempi di Elvis e Lennon – come di LadyD d’altra parte – erano le candele e i lumini a far da testimone tra il presente e il trapassato. C’erano le foto autografate, i mille gadget del merchandising fatto da t-shirt e posacenere, da vinili tenuti amabilmente con il cellophane nella confezione rigorosamente originale. C’era tutto il delirio tenuto in oggetti materiali che si sentivano, si toccavano, si odoravano… ah quei vinili…
MJ è stato forse l’ultimo dei grandi che sia riuscito a prendere il materiale e l’immateriale dal nostro egocentrismo fanatico: quello sano e naturale, però. Ma è andato oltre.

Il feticismo per il Re del Pop è andato oltre le frontiere reali spostandosi verso quella virtuale, ma non irreale, della rete. Immediatamente si è sparsa la notizia della sua dipartita. I primi tweet, le prime bloggate, le prime note su Facebook. E tanto, tanto cordoglio e amarezza sprofondata verso l’oblio del web. Oblio solo per dire.

Tra i tanti giornali online che hanno chiarito le posizioni degli uomini del web, Mashable ha un posto di rilievo proponendo una mappa dei social network, disponendo le sue firme migliori (?) ed elaborando una curva di commenti e discussioni nate e prodotte da e sul web, creando l’ennesima sfida tra il reale e il virtuale dove quest ultimo – come capita ormai sempre più spesso – ha stravinto la sua sfida.

Le tv ne parlano ancora oggi: beghe finanziarie del re bambino, debiti, ricchezze, dati di vendita e moltissimo altro. Di tutto di più, diceva un noto spot. Si dice che avesse 500 milioni di dollari di debiti, ma il suo patrimonio varrebbe circa il doppio. E dai con i possibili scenari che si verrebbero a creare per la spartizione della torta: da una parte i fratelli e la famiglia Jackson, dall’altra la famiglia “acquisita” con i tre figli e l’ex moglie australiana. Notizie, battaglie legali e guerra a non finire.

E internet sta in mezzo.

Lo stesso giorno della sua morte, i twitter del mondo che ne parlavano erano oltre il 35 per cento. Su Facebook si sono create migliaia – ormai naturale – pagine dei fan (diventa fan o non sei un vero fan!). I post sui blog non si riescono nemmeno a contare di quanti sono, le mail di sostegno – o di commiato? – mandate al sito ufficiale di MJ sono una mirabilia da intenditori. E i pianti! Quanti…

In rete avete solo l’imbarazzo della scelta se cercate sue notizie. Lo trovate nelle varie possibili soluzioni: si parte dal normalissimo Michael Jackson al solo Michael, dalle iniziali MJ al transumato “Re del Pop”. E poi via verso i tanti appellativi: black music, bimbo prodigio, neverland, black & white, A1AD (la malattia che lo avrebbe reso cieco dall’occhio sinistro), vitiligine (la presunta malattia della pelle che lo avrebbe sbiancato)… Avete un altro nomignolo per caso? Tranquillizzatevi: non siete soli. Se ad esempio cercate il suo nome su Wikipedia, lasciate stare, la sua pagine non si apre tanto è sovraccarico il server. In tutte le lingue presenti.

E questa storia potete scommettere che si ripeterà ancora per molto tempo. Il testamento non è stato ancora aperto!

MJ era un fenomeno da palcoscenico, nella sua vita privata e in tutto ciò che ha fatto nella sua vita. Ma lo è ancor di più da morto. E il web non fa eccezione.

Per Citynews

Tags: , , , , , , , , ,

La morte di Jacko

È morto Michael Jackson. Tutti ne parlano, ma io l’ho saputo stamattina alle 5 da Steve Rubel su FriendFeed: letto per caso e capito talmente male che mi sembrava l’ennesima stroncatura al nuovo disco che sta per uscire… e che sarà – per forza di cose – l’album più venduto del decennio :(

Michael Jackson's death

Tags: , ,

Rispetto per Eluana

«Omicidio». «L’Italia pratica la pena di morte». Una parola, una frase, due pesi e due misure. La Cassazione ha dato ragione a Eluana e i fautori del “Movimento per la vita” si ribellano. Per carità, giustissimo in democrazia, ma non credete che diciassette anni siano troppi? Diciassette anni passati in uno stato-non-stato umano e sconosciuto per noi tutti, chi crede sia giusto dare una pace più serena ad Eluana non immagina come si possa stare in quelle condizioni. Però vorrei capire se i movimentisti per la vita lo sanno. Mi chiedo: se dare la morte ad una persona in stato vegetativo da 17 anni è omicidio, come si definisce dare la vita ad una persona che da 17 anni non è viva realmente? Eluana è solo carne in questo momento: il cervello non esiste più e il suo corpo è li – nel letto di un ospedale di Lecco – da tantissimi anni chiedendo quella pace che a noi tutti spetta di diritto. Perché se la vita è un diritto, lo è anche la morte. Decente. Umana. Rispettabile.

La Chiesa ha messo in campo tutti i suoi condottieri migliori per dare battaglia alla sentenza della corte suprema di giudizio: i Cardinali Ruini («la riedizione italiana del caso Terry Schiavo») e Antonelli («È una persona che dorme…»), i politici di destra («Si eviti un omicidio mediante sentenza») e di sinistra («è eutanasia, va fatta una legge»), i giornali («preghiere straordinarie in tutta Italia» L’Avvenire), le tv («tragicamente sbagliata la decisione della Cassazione» il Card. Ruini su RaiUno) e adesso anche internet.
Internet è diventata terra di conquista per i movimenti anti Cassazione: su Facebook ci sono vari gruppi contro la sentenza, quello più capiente – «No alla prima esecuzione capitale della Repubblica italiana» – ha circa 1500 iscritti ed è stato creato dall’Associazione Scienza e Vita, mentre il Movimento per la vita si è rivolto direttamente al Presidente Napolitano mandando una mail dal sito del Quirinale chiedendo addirittura la “grazia” per Eluana.
La grazia è principalmente donare la pace.

Eluana ha 38 anni, la mia stessa età, ne aveva poco più di ventuno quando ebbe l’incidente che la costrinse a stare in una specie di limbo tra la vita e la morte. Tra una non-vita e una non-morte. Io mi sono goduto i miei vent’anni, i miei trent’anni, e cercherò di godermi al meglio anche i prossimi decenni. Eluana si è persa e si perderà tutto. E non potrà mai recuperare.
Ha ragione Beppino Englaro: «Rispetto tutti. E vorrei che io e mia figlia avessimo lo stesso rispetto».
Quello che chiede è solo rispetto, solo quello. Stiamo un po zitti e lasciamo una famiglia al suo dolore, ne hanno diritto.


Bookmark and Share

Tags: , , , , , , , , , ,

Giudizio Universale

Tanto tempo fa esisteva un settimanale che si chiamava “Cuore” (molti ancora lo ricordano e lo rimpiangono, io tra quelli), all’interno c’era una rubrichetta strategica chiamata “Giudizio universale“, ovvero una chicca dove il sottotitolo – che non c’era ma s’intuiva – era la “classifica delle 5 cose per le cui vale la pena vivere”. Tra le tantissime indicazioni arrivavate al giornale ve ne era una che prendeva sempre il sopravvento su tutte: la morte di Andreotti. Ieri il sogno di molti lettori di Cuore si stava avverando

Immagine anteprima YouTube

Come sempre grazie al mitico Neri (ex redattore di Cuore tra l’altro ;) )


Bookmark and Share

Tags: , , , ,

La morte non guarda nessuno

La vita umana va oltre ogni pregiudizio, per questo, anche se di idee assolutamente opposte e totalmente odiato dalla mia coscienza, mi rincresce veramente tanto dare la notizia della morte di Joerg Haider, leader della Bzoe, l’ultra-nazionalistica Alleanza per il Futuro dell’Austria.

Tags: , , , ,

Morì e dopo risorse

E’ morto, ma come nelle migliori parabole Lazzaro risorge.

Richard Wright su Wikipedia

Richard Wright su Wikipedia

Photo by Virgin radio
Queen and  Paul Rodgers by Virgin radio

Bookmark and Share

Tags: , , , , ,

E' morto Wallace

Dapprima non ci avevo creduto. Purtroppo è tutto vero: è morto Foster Wallace. Suicidio a quanto pare.

Tags: , , ,

A ciascuno il suo

“Date a cesare quel che è di cesare. A Dio quel che è di Dio.” Parole dette tanto tempo fa da uno che la vita l’ha donata, ma che qualcun’altro proprio non vuol imparare.

I criteri di morte sono stati stabiliti più di 40 anni fa, perché del personale non scientifico dovrebbe dire che sono da cambiare? Questi argomenti necessitano di competenze elevatissime non certo di un salmo. scusate l’ironia ai limiti della blasfemia, ma non sopporto che per 10 minuti in più di “vita” si facciano uccidere più persone che una vita, grazie al trapianto, ce l’avrebbero davanti!

Tags: , ,