Articoli con tag Napoli

Lodo Elvis

Ricevo e prontamente pubblico la mail di un amico su un grave fatto accaduto qualche mese fa a Napoli.

Elvis è morto a 6 anni, a Napoli, ucciso dal monossido di carbonio sprigionato da un braciere alla carbonella, estremo ed unico rimedio contro il gelo, dopo che l’Enel aveva staccato l’erogazione di energia alla sua povera abitazione, per morosità. Era un bambino educato, ordinato e da grande sognava di fare l’ingegnere, secondo la sua maestra. La madre, Manuela, capoverdiana, è in coma. Per i politicanti di governo Elvis a Manuela costituivano una minaccia per la sicurezza del paese.

Discutendo di questo immane dramma con mia figlia, mi sono sentito dire: “Papà, se la politica non riesce a salvare la vita ai tanti, ai troppi Elvis, allora la politica non serve a nulla”. In modo semplice ed immediato ha colto l’essenza ultima e vera della Politica con la P maiuscola. Una Politica che, adesso, deve prendere fra le braccia il corpicino di Elvis e portarlo, con delicatezza, al cospetto di Cristo e gridare tutta l’indignazione possibile, tutto il dolore possibile, versare tutte le lacrime senza risparmiarne alcuna. Poi, con risolutezza, la Politica dovrebbe prendere con mano le migliaia di Elvis costretti a vivere nei tuguri dell’ipocrisia e della menzogna e accompagnarli a scuola, in scuole allegre, colorate, sicure e poi accompagnarli a casa, in case vere, modeste anche, ma dove non vengano mai a mancare l’aria, la luce, l’acqua, il caldo, cibo sano, beni inalienabili della persona.

Mi risulta che in Francia esista una legge di Stato che impedisce al proprio Ente di staccare del tutto l’erogazione di energia e l’obbliga a lasciare un tot di watt. Chiedo ai nostri deputati e senatori di proporre con urgenza una legge simile anche in Italia e di battersi per l’immediata applicazione, con la stessa rapida efficienza con cui fu approvato il Lodo Alfano. Ovviamente, se approvata, una legge simile non potrà che chiamarsi “Legge Elvis”.

Nel frattempo propongo all’Enel di predisporre la stipula di “Contratti di solidarietà”, con cui l’utente, volontariamente, potrebbe pagare una percentuale in più di energia (1, 5, 10%) da destinare agli indigenti. Che la Politica con la P maiuscola si manifesti in tutto il suo splendore, prima che sia troppo tardi per altri Elvis, perché un bambino non è mai responsabile della sua condizione.

Natale Sorrentino, Consigliere comunale indipendente di sinistra di Cordenons (PN)

Napoli, staccano corrente: bimbo muore per esalazioni da un braciere. Il Mattino

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Ci vuole coraggio

Dato che i rom sono dei criminali per natura, mi chiedo cosa avrà patito quel brav’uomo nel violentare quella criminale

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Il video choc

L’11 maggio scorso Mariano Bacio Terracino viene ucciso di fronte al bar “Vergini”. L’omicidio avvenuto in pieno giorno, nel rione Sanità è stato ripreso dal sistema di sorveglianza. Nel filmato la vittima, un pregiudicato di 53 anni, sembra aspettare qualcuno fuori del negozio, quando un uomo con cappello e giubbotto, dopo essere entrato nel bar, esce per sparargli a poca distanza. Il primo colpo lo raggiunge al braccio, il secondo non fallisce. Il killer spara alla nuca, mentre la vittima è già accasciata a terra.

[Via Repubblica]

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Marino e Civati a Napoli

Un po di sana pubblicità progresso… chiamato volgarmente “spam democratico” ;)

Roma per Ignazio MARINO
Venerdì 24 luglio 2009 – Ore 18.00
Centro Convegni Carte Geografiche
Via Napoli, 36 (mappa)
facebook

Intervengono
Giuseppe Civati
Paola Concia
Sandro Gozi
Ivan Scalfarotto

Volantino_Roma_2.jpg

Il volantino è scaricabile da qui, fatelo girare se potete

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Gli aiuti del calcio vengono dalle piccole

Le società di calcio di Catania e Napoli, hanno deciso che l’intero incasso delle partite giocate in casa, Catania-Samp e Napoli-Atalanta, sarà devoluto interamente alle famiglie abruzzesi colpite dal terremoto di questa settimana. Le due squadre non navigano nell’alta classifica e non hanno dei redditi miliardari come quelle al vertice, ma sono state le prime ad esprimersi a tal favore per aiutare le famiglie colpite dal sisma in Abruzzo.
Anche la Fiorentina per la partita interna col Cagliari, e il Siena per quella col Chievo devolveranno l’intero incasso alle famiglie abruzzesi.

Cosa fanno le altre squadre, l’associazione calciatore e la Lega calcio? Nulla!

Catania e Napoli non si possono certo chiamare squadre al top, ma le varie Milan, Inter, Juve o Roma certamente sì. Mentre le due squadre meridionali hanno fatto solidarietà concreta, l’Inter e il Milan hanno fatto sapere rispettivamente che metteranno a disposizione le sedi locali  dei suoi club per eventuali organizzazioni di aiuti umanitari, e il ricavato del torneo “Milan Golf Tour” verrà devoluto alle famiglie delle vittime. Quindi le sedi locali dei club probabilmente distrutte in loco, e il ricavato di un torneo di golf. Ma quanto incassa il Milan Golf Tour per farmi un idea?
La Roma invece, oltre al classico messaggio di cordoglio e solidarietà, metterà all’asta le maglie di Francesco Totti, Daniele De Rossi, Alberto Aquilani, Mirko Vucinic, Baptista, Philippe Mexes, Jeremy Menez, David Pizarro, Marco Motta, Doni, Juan, John Arne Riise, Max Tonetto, Christian Panucci, Matteo Brighi e Rodrigo Taddei per acquistare due camper da riempire di aiuti umanitari da spedire a L’Aquila. Una domanda: ma senza i camper non si raccoglierebbe di più?
La società calcio Juventus è vicina ai suoi tifosi de L’Aquila, Teramo, Rieti e Chieti. Più vicini di così!

La Lega calcio di quell’uomo immenso che si chiama Antonio Matarrese ha dichiarato che “valuteremo concrete iniziative da intraprendere per aiutare chi si trova in difficoltà“: il solito minuto di silenzio per le oltre 250 vittime del terremoto.
L’AIC ha fatto qualcosina in più: “L’Associazione Italiana Calciatori, su sollecitazione di numerosi associati particolarmente colpiti dalla tragedia del terremoto che ha seminato gravissimi lutti tra le popolazioni dell’Abruzzo, ha deciso di aprire una sottoscrizione tra tutti i calciatori delle squadre professionistiche di serie A, B e Lega Pro.” Meno male che c’erano “numerosi associati particolarmente colpiti dalla tragedia” perché sennò si riservavano anche loro il diritto di proposte concrete come la Lega…

Le grandi del calcio italiano sono quattro piccole realtà ai confini del core-business. Che tristess… :(

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Lasciarsi con un manuale

Chi di voi ha visto “Manuale d’amore”? Io no, e spero che non sia come il filmato che vi faccio vedere oggi

Immagine anteprima YouTube

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Quando si dice rispetto della legge

Quando – il 5 marzo scorso – K. arriva all’ospedale Fatebenefratelli per partorire il suo bimbo, dal presidio sanitario scatta un fax verso il commissariato di polizia di Posillipo che chiede “un urgente interessamento per l’identificazione di una signora di Costa d’Avorio”. Ovvero: la denuncia. Esattamente ciò che la contestatissima norma – voluta dalla Lega nell’ambito del pacchetto sicurezza, e già approvata al Senato – chiede.

Il nuovo pacchetto sicurezza fa la sua prima vittima: l’ospedale Fatebenefratelli denuncia una clandestina abusando di una legge non ancora approvata.

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Disagi e marketing

Mi rendo sempre più conto come il solo nominare “Chiesa” e “Terrorismo” facciano vacillare anche chi, di mestiere, dovrebbe fare dell’imparzialità – oltre che dell’intelligenza “creativa” – il proprio credo professionale. L’Atac, l’azienda dei trasporti romana, nega a Current l’esposizione pubblicitaria di due puntate di Vanguard, il programma d’investigazione giornalistica asso nella manica della prossima stagione, che parlano di come la camorra uccida anche i preti che la combattono e della guerra segreta degli Stati Uniti contro l’Iran. Nei due manifesti vengono raffigurati una bibbia spallottolata e un fucile col calcio a stelle e strisce. Niente di scandaloso o provocatorio a prima vista

Il fatto grave che fa pensare alla censura, è non soltanto perché sono stati valutati in base alle immagini e ai titoli della campagna pubblicitaria – “I martiri della camorra” e “La guerra segreta all’Iran” -, ma perché “Con riferimento alla richiesta relativa alla campagna in oggetto, pianificata a Roma dal 20 Febbraio, ATAC, dopo aver attentamente valutato i probabili impatti sulla sensibilità dei cittadini e della città tutta, ritiene di non poterne dare autorizzazione all’esposizione sui propri mezzi. Tale decisione trova fondamento nel difficile momento che la cittadinanza di Roma sta vivendo riguardo alla percezione della sicurezza personale e sociale, in considerazione del quale ATAC non può che coadiuvare l’Amministrazione comunale nell’evitare qualunque elemento che possa ulteriormente aumentare tale disagio“. Quale sarebbe il disagio? Allora come mai l’amministrazione milanese non ha avuto nessuna remore – di destra anche loro e con gli stessi problemi di sicurezza – nel confermare la campagna pubblicitaria a partire dal 26 febbraio nelle stazioni della metro, mentre a Roma si parla di “disagi” perché la “gente non capirebbe” un messaggio letto di fretta affisso sugli autobus? Ma a quali autobus fanno riferimento: le affissioni riguardano solamente le stazioni della metropolitana capitoline, non andranno sui mezzi pubblici come riferisce la stessa società che si è occupata della campagna.

Un’altra versione, non di censura ma di disagio publicitario, viene da Napoli dove un manifesto della Relish viene prima affisso e successivamente rimoso perché ritenuto offensiva per le donne. Qui evidentemente non si sono accorti che lo slogan poteva creare problemi. Due decisioni, due misteri: chi ha sbagliato, chi ha ragione? Nel primo caso Roma sicuramente fa un po di confusione e Current ci gioca su parecchio, mentre a Napoli non si è dato peso ai possibili messaggi della pubblicità.

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Ci sono cose che voi umani non vi sognate nemmeno

Difatti diventano incubi, non sogni. Ad inizio settimana Veltroni è andato a rinfrancare Bassolino che il suo posto è salvo… ma si è preso i calci in culo dalla gente. Non tutta direte vero? Quelli che lo hanno applaudito erano del PdL, fidatevi.

Il 20 gennaio alle 18 – minuto più minuto meno – c’è stato il giuramento di Obama come 44esimo Presidente degli Stati Uniti. Il primo presidente nero, il primo che parla al cuore della gente, ma anche il primo presidente che ha vinto anche grazie alla rete… e che ha promesso grande innovazione. Ha già iniziato.

Quando negli anni ‘80 la Fiat, anzi “Il Gruppo Fiat”, era perennemente in rosso e invece di migliorare la qualità delle auto chiedeva soldi allo Stato, qualunque Governo fosse in carica gli dava la mazzetta senza fiatare. Fino a quando però, con l’avvento della seconda Repubblica, soldi all’industria dell’auto non ne sono stati più concessi: la Fiat ha chiamato dei top manager in gamba che hanno riportato l’azienda torinese ai vertici in quasi tutti i campi… e senza soldi statali. Adesso siamo tornati indietro di vent’anni.

Lasciate ogni speranza voi ch’entrate, leggeva il sommo poeta all’ingresso dell’Inferno. Oggi quella scritta è sulla porta della Commissione di Vigilanza Rai. Dopo mesi di trattative il centro-destra vota Villari come Presidenze dell’organo di vigilanza Rai, ben presto però – compiaciuti dalla componente del Pd, partito del Presidente appena votato – gli voltano le spalle, e lo stesso Partito Democratico lo espelle addirittura dal partito. Ieri anche i Presidenti di Camera e Senato, Schifani e Fini, sciolgono la Commissione dando mandato per una nuova elezione del Presidente. Stavolta sono tutti d’accordo nel nome da fare: Sergio Zavoli, il nuovo che avanza. Villari, da meridionale tutto d’un pezzo, non ci sta e si ribella alla grande: «Farò ricorso al Tar o alla Corte Costituzionale. Sto valutando con i miei legali dal punto di vista tecnico se posso rivalermi». L’ho sempre pensato che è un uomo attaccato alla poltrona al suo lavoro.

«Internet, dono per l’umanità». A dirlo non è il solito smanettone del web, ma Benedetto XVI in un suo discorso alla 43esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. «Sarebbe un grave danno se le tecnologie digitali e del loro (corretto) utilizzo non fossero accessibili a tutti, specialmente ai più poveri e agli emarginati ed è gratificante vedere l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Queste reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali. Coloro che operano nel settore della produzione e della diffusione di contenuti dei nuovi media non possono non sentirsi impegnati al rispetto della dignità e del valore della persona umana. Se le nuove tecnologie devono servire al bene dei singoli e della società, quanti ne usano devono evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l’essere umano, ed escludere quindi ciò che alimenta l’odio e l’intolleranza, svilisce la bellezza e l’intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi».
Anche se poi se la prende con Facebook e MySpace per le “facili amicizie”, il Papa non disdegna di dire che la rete è un bene e non – come dicono in troppi – il male assoluto del XXI secolo. Non lo dice solo per promuovere il nuovissimo canale su YouTube del Vaticano, ma perché ci crede!
Quanto vorrei credere al dono del Papa, ma fintanto che l’ultimo della sua specie non si convertirà all’internettismo, avrò sempre dei dubbi. Sbaglierò, ma son fatto così, che volete farci.

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Il garantismo degli amici

Rosa Russo Iervolino, padre-padrone più che sindaco di Napoli, ha fatto il suo rimpasto come richiesto dai vertici e come – in effetti – ha spudoratamente dichiarato lei stessa ai giornali nei giorni scorsi: «Questo è il rinnovamento. Più in là di così non si poteva andare. Non è un rimpasto ma una giunta in cui c’è tutto il rinnovamento possibile. Ho scelto i nomi della nuova giunta liberamente. In questi giorni hanno strumentalizzato la mia visita a Bassolino come se andassi a prendere ordini, ma lui non ha assolutamente influito sui nomi scelti. È un governo di piena innovazione, ci sono sei nuovi assessori, che poi hanno gli incarichi più importanti della giunta, e quattro sono cambiati pochi mesi fa».

L’eco della nuova giunta ha fatto però una vittima, e che vittima! Il segretario provinciale del Pd nella provincia partenopea era Luigi Nicolais, ex Ministro dell’Innovazione nel Governo Prodi, incaricato da Veltroni di controllare l’andamento nella città della Iervolino, ieri – poco dopo l’annuncio del rimpasto – Nicolais ha dato le dimissioni perché «è mancata una svolta coraggiosa che consentisse di recuperare la fiducia dei cittadini. La città di Napoli in questi giorni ha attraversato una tra le più gravi crisi istituzionale degli ultimi anni. Il Partito Democratico napoletano, interpretando la crisi di fiducia manifestata dai cittadini verso il governo locale, ha adottato una linea politica tesa a sostenere un profondo rinnovamento dell’azione amministrativa della città e degli uomini che sono chiamati a rappresentarla. Purtroppo, non essendo riuscito a concretizzare il mandato ricevuto dal Partito napoletano e a trasferire ai vertici del Pd nazionale la drammaticità del momento e la necessità di una svolta coraggiosa che consentisse di recuperare la fiducia dei cittadini, ritengo che non ci siano più le condizioni per il prosieguo del mio mandato». Amen.

Oggi però ci sono novità molto succulente dalla stessa Iervolino: «mi auguro proprio che non si dimetta; non come sindaco, ma come iscritta al Partito democratico io collaboro per radicare il partito nella città», qualcuno però le fa presente che Nicolais si è dimesso proprio perché ritenuta sconfessata la linea del Pd: «non è stata affatto sconfessata la linea del Pd. Volete sentire la registrazione? Prima non l’ho detto per non essere scortese…». Quindi esisterebbe una registrazione che sconfessa a sua volta Nicolais. Ma che registrazione? Strano a dirsi, ma il sindaco di Napoli ha registrato il colloquio avuto nei giorni scorsi con l’ex segretario provinciale. Saputo delle registrazioni, Nicolais ha subito dichiarato: «non ne sapevo nulla, e non mi è sembrata una cosa bella. Si tratta di una vicenda eticamente originale, ed è anche una delle ragioni per cui ho lasciato». Vorrei capire una cosa: Nicolais ha affermato di non saper nulla della registrazione essendosi dimesso prima dell’intervista della Iervolino, ma allora come mai dice che è anche una delle ragioni per cui ho lasciato? Se non sapeva nulla, non può essere una delle ragioni per cui ha lasciato! Sbaglio qualcosa?

Cosa ci sia in queste registrazioni ancora non ci è dato saperlo. Dalle domande fatte dai medie, il sindaco Iervolino spiega che la cassetta è stata data ad un collaboratore che doveva sbobbinarla, e a sua volta – appena tornato in ufficio – ha immediatamente spento il cellulare quindi risulta irrintracciabile. Probabilmente gli si è rotto pure, visto che è da ieri pomeriggio alle quattro che è spento. Ah la politica!

E i vertici del Pd cosa dicono?

D’Alema a Matrix ha dichiarato: «La composizione di una giunta compete al sindaco e il dovere dei partiti è di rispettare le prerogative istituzionali dei sindaci perché altrimenti diventa un pasticcio che ci riporta al passato» e sulla giunta regionale e comunale «a Napoli e in Campania serve un profondo rinnovamento: c’è una classe dirigente che ha esaurito la sua carica propulsiva. Voglio bene a Bassolino che ha avuto un ruolo importante per 15 anni, ma nella città e alla Regione serve un rinnovamento e lui stesso ne è consapevole. In 15 anni sono state fatte in quella terra cose importanti e non tutto è riducibile alla crisi attuale e quindi è un giudizio molto sommario dire che abbiamo fallito.
È probabile che bisogna fare un appello alla migliore società napoletana che è una risorsa molto importante che può aiutare la politica a rinnovarsi
».

Mentre il Pd ha diramato un comunicato ufficiale: «Il Partito democratico non interferisce con le scelte compiute da sindaci e amministratori eletti. Per di più, nel caso di Napoli, è stata condivisa la strategia di puntare al massimo rinnovamento possibile dell’esecutivo guidato da Rosa Russo Iervolino. Ora, dopo l’annuncio della nuova formazione, si tratta di ricostruire un rapporto di fiducia tra l’amministrazione comunale e i cittadini napoletani».

Quindi non più garantisti, ma amiconi in baffo alla questione morale. E bravi!


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