Ci mancava solo il nobel…
[Via Antonio]
Il sommo Dante non sarebbe mai arrivato alla sua poetica; il maestro Leonardo non sarebbe mai riuscito in cotanto genio; il soave Raffaello non avrebbe potuto mai portar su tela l’immensa dote; il magnifico Michelangelo non avrebbe mai saputo scolpire il suo dono divino… nessuno è mai arrivato – e mai potrà arrivare – a tanto gusto, prosaicità, soavità e delizia.
Il sommo poeta Sandro Bondi con la sua verga poetica ci illumina la via verso il dove. Ci fa strada verso il quando. Ci inoltra verso i perché dell’universo. Noi, immensamente grati del suo splendore artistico, lo veneriamo dalle pagine di Vanity Fair con i suoi lucenti “Versi diversi“. Leggete tutti, o plebei senza barlume di intelligenza, ammirate i versi poetici del più grande dotto dei nostri tempi, gioite delle sue immense terzine e quartine, plumbei dei suoi ermetici canti, prostratevi alla sua sapiente prosa. Cantiamo tutti in coro la sua grandezza, la sua infinita beltà, la sua giovialità indomita.
Io, stregato da una sconosciuta
Seduti uno di fronte all’altra
Orbitali incontri celesti
Stupore dell’eclisse*
Silenziose esplosioni sentimentali
Occhi che si baciano
A Giuliano Ferrara
Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezza
Il sommo Sandro Bondi
Se avete ancora voglia di leggere le magnifiche cagate verghe poetiche del sommo Bondi, dovreste fare un immenso atto di coraggio comprando Vanity Fair ogni settimana. Altrimenti, se siete gente semplice senza bondi grilli per la testa, cliccate sotto
*Notate l’ardimentosa dialettica
Tags: Ministro Beni culturali, Pipponi, Poesia, Sandro Bondi, Vanity Fair
Vedo che la presunta censura di Google a Grillo ha creato un po di panico in queste pagine tra ieri e oggi. Non sono un tecnico e lo dico subito, però un piccolo dubbio sul perché Google avesse dovuto censurare BG francamente mi è venuto. Ieri sera, facendo una piccola ricerca sulla chiave “beppe” su google.it, effettivamente tra i suggerimenti non compariva come primo riferimento il comico genovese. Stessa identica cosa se digitavo “www.beppe”. Nemmeno esisteva: c’erano al suo posto Quintale, Severgnini e Bigazzi, come riferisce lo stesso Grillo. Oggi pomeriggio invece avveniva l’opposto: sia con la stringa “beppe” che quella con “www.beppe” al primo posto – sempre tra i suggerimenti – compariva Beppe Grillo. Cosa è successo allora? ha ragione Grillo? Credo proprio di no. E vi spiego anche il motivo.
Mi sono rilassato un paio di minuti a leggermi i commenti al post di Paul, e partendo da li’ mi sono fatto un giro tra i siti che parlano della presunta censura nei confronti del blogger ligure. Matteo chiarisce che è solo nei “suggerimenti” che dava questo problema (lo riferiva anche Paul a onor del vero). Infatti, Google ha un servizio che si chiama Google Suggest, e come dice il nome stesso serve a dare”suggerimenti”. Ovvero, quando si inizia a digitare una qualsiasi chiave di ricerca, Google ci fa la cortesia di elencarci i termini più popolari dell’ultimo periodo. Ed è totalmente diverso dai siti più popolari. Faccio un esempio: il blog di Grillo è molto conosciuto – in tanti sanno esattamente l’URL – quindi probabilmente poche persone digitano “beppe” o “grillo” come keyword, dunque, tra i suggerimenti, “beppe” e “grillo” non sono abbastanza ricercati da portarlo al vertice. Ma se si digita “beppe grillo” nella casella di ricerca, nella pagina che Google ci offre al primo posto compare il blog del comico. Ciò significa che Grillo non è un termine molto ricercato su Google, ma è molto alto come visite al blog, tanto da essere in prima posizione nella pagina di ricerca. Dunque, a mio modo di vedere, Grillo ha fatto l’ennesimo buco nell’acqua.
Oggi su Suggest Grillo compariva nuovamente alto. Credo sia troppo poco per parlare di censura oltretutto con un post scriptum dell’ultimora: Google ha semplicemente aiutato Grillo a non cadere nell’oblio aggiungendo “a mano” il suo nome.
Alcune delle mie letture pomeridiane.
Gli amici che hanno titolato il loro amore incondizionato per Grillo.
Mentre altri – tanti quanto – lo odiano.
E tutti quelli del motore censorio.
Quello che seriamente penso: di tutta questa farsa l’unica cosa vera è l’ennesima trovata del Grillo nazionale per farsi pubblicità: cos’è, non riesce a vendere bene il suo spettacolo? Ha mai pensato di venderlo su internet?
Tags: Cazzone, Censura, Grillo, Pipponi, Pubblicità, Spettacolo
Una ventina d’anni fa – anno più anno meno – dalle mie parti si sentiva spesso una filastrocca in dialetto che – tradotta – faceva all’incirca così:
mamma Cicco mi tocca, toccami Cicco che la mamma non c’è
Il primo è stato MySpace, poi Second Life e adesso Facebook. Basta che ci sia un fenomeno che appassioni le masse, qualcuno – soprattutto i media mainstream e i saputoni della rete – dice, scrive, invoca nuove e urgenti “cure” al fenomeno. Alla fine dicono che è solo “un grosso problema di solitudine“ e che un aumento del 961% dei visitatori – con un più 135% degli iscritti – è dato da una profonda crisi esistenziale degli ultra-trentenni nostalgici, “troppo soli e insoddisfatti”, quelli con “l’alter ego”, quelli che lo fanno per “farsi pubblicità”, quelli con i “cuori infranti” e, naturalmente, i “latin lover virtuali”. “Si è disperatamente in cerca di una realtà diversa, anche sentimentalmente, così si altera la verità”. Queste le parole di Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell’Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma.
“Facebook è una colossale illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti, perché hanno decine e decine di ‘amici virtuali’, ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di ‘sfigati’” sostiene Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell’Università Gregoriana di Roma. “Occhio però, perché dimenticano che resterà per sempre traccia sul web del cumulo di menzogne o banalità narcisistiche che si immette nella rete”.
Vorrei tanto sapere se anche loro hanno un profilo su Facebook, così, tanto per sapere se queste cose le dicono con cognizione di causa o, come capita spesso e volentieri, per dire cazzate e buttare merda addosso a chi se ne sbatte del loro sapere universale, pensando che Facebook, come MySpace e tutti i social network, siano un modo come un altro per interagire con altre persone, senza, di fatto, avere uno scopo oltre a quello della libera socialità. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano questi sapienti luminari del NOSTRO modo di pensare, senza avere lo scopo finale di rimorchiare o di fare solamente conoscenze “virtuali”. Vorrei vedere le loro facce quando scoprono che queste “strane” amicizie virtuali si trasformano – quando NOI vogliamo – in amicizie reali e senza secondi fini. Già, vorrei proprio vederle le loro facce. Anche se immagino abbiano un problema recondito con la rete: quella che loro criticano tanto non è che il modo di sfogare la loro frustrazione con parole tanto boriose, tanto pesanti – ma inutili in fin dei conti – quanto false e fuori dalla realtà. Appena questo succede fatemelo sapere: vorrei esserci anch’io quel momento.
Tags: Facebook, Luminari, MySpace, Pipponi, Social network, Solitudine, Studi scientifici
“Il vostro compito è riprendere lo spirito del Lingotto, quando mi sono candidato alla guida del Pd, lo spirito del pullman e delle primarie di un anno fa. Altrimenti, vi spengo la luce”.
Mi sembra quasi di sentire il cavaliere! E invece è il nostro eroe senza macchia e senza paura parlando ai giovani del Pd. La bella notizia è che presto – dopo aver salvato l’Alitalia – tenterà di ricongelare l’artico.
Tags: Discorsi, Giovani democratici, iMille, Pipponi, Veltroni, Young democrats
Meglio la carta che il web, come fa La Stampa.
[Via Cattivamaestra]
La candidata vice presidente di McCain appare su Vogue. Oggi su La Stampa e sul Corriere: il falso d’autore si propaga come un virus che trasforma e distrugge l’organismo. Da molte fonti la smentita (1 e 2 principalmente) e dopo “appena” un pomeriggio La Stampa ritratta. Cercasi buone nuove.
Tags: Corriere, Falsi d'autore, La Stampa, Pipponi, Sarah Palin, Vogue
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