Articoli con tag Presidente della Repubblica
Bieca solidarietà
In Italia non si è più liberi di criticare una carica pubblica soprattutto se la critica è rivolta al Presidente della Repubblica. Stavolta Tonino però ha ragione e i soliti noti – di destra come a sinistra – sono solidali con Napolitano. Ma solidali per cosa? Ma in che razza di paese viviamo se non si può nemmeno criticare più nessuno!
Offendetemi!
Dal TG com, o altro giornale: “Lei dovrebbe essere l’arbitro, a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzi”, ha detto l’ex magistrato. “Noi la rispettiamo – ha assicurato il leader Idv – ma lo possiamo dire o no, rispettosamente, che non siamo d’accordo che si lasci passare il Lodo Alfano, che non siamo d’accordo nel vedere i terroristi che fanno i sapientoni mentre le vittime vengono dimenticate?”. “Il silenzio e’ mafioso e per questo non voglio rimanere in silenzio”, ha insistito Di Pietro. E di nuovo rivolto al Presidente della Repubblica, ha aggiunto: “Dica che i mercanti devono andare fuori dal tempio, dal Parlamento e noi lo approveremo”.
Se questo è offendere, voglio essere offeso così tutti i giorni.
New Deal?
31 dicembre 2008. Italia, ore 20:30: il messaggio del presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Dopo 2 minuti, mentre sta parlando della crisi finanziaria, Napolitano dice: “Dobbiamo guardare in faccia ai pericoli cui è esposta la società italiana, senza sottovalutarne la gravità ma senza lasciarcene impaurire. L’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa.” L’ultima frase è una citazione di Franklin Delano Roosevelt, citato senza essere nominato: il 4 Marzo 1933 FDR, in occasione del discorso di insediamento disse “So, first of all, let me assert my firm belief that the only thing we have to fear is fear itself–nameless, unreasoning, unjustified terror which paralyzes needed efforts to convert retreat into advance.” Che Napolitano intenda citare FDR per indicare che anche qui serva un New Deal¹?
Fabrizio Magnanini su Spindoc
Dimettiti e vattene
Meglio la dittatura attuale o il prossimo presidenzialismo?
Come ben si sa, in Italia esiste una forma sottile, ma attuata, di dittatura legalizzata. Quindi il benemerito PresdelCons Silvietto Berluscaunes propone – anzi pretende – che l’Italia sia già pronta al presidenzialismo, ovvero quella capacità di ogni nazione democratica nel dare al Presidente della Repubblica pieni poteri esecutivi e – quasi – legislativi. Questi poteri li hanno nazioni molto più avanti di noi sotto ogni aspetto (Usa e Francia per far due nomi), non l’Italia. Il nostro paese non è ancora preparato a sorbirsi per ulteriori sette anni (se non cambierà la durata della massima carica dello Stato) di governo ad personam del Berlusconi (inter)nazionale. Ma – se il premier lo chiede – vorrà dire che lui è pronto per continuare a fare il bello e il cattivo tempo nel nostro Paese. Io non voglio questo!
“Dimettetevi!” è un modo eufemistico per dire che nel nostro Paese vige una dittatura, in quanto una città governata da un sindaco legittimamente eletto dal popolo – anche se questo personaggio eletto democraticamente abbia dato prova di scarso senso del dovere – non può essere dimesso dal capo del Governo. Io non voglio sia questo il modo di governare l’Italia. Non è questa l’Italia in cui credo a cui sono disposto di dare tutto me stesso per sostenerla. Io non voglio questo!
Io non accetto ulteriori governi con a capo il signor Silvio Berlusconi, persona indagata, inquisita e incriminata con decine di cause in corso, persona che si trova ancora al governo solamente per aver legiferato a proprio favore col lodo Alfano: in questo momento dovrebbe trovarsi in tribunale a scagionarsi su moltissimi casi di corruzione, l’ultima in ordine di tempo il caso Mills.
Berlusconi si dimetta e vada via dalla politica per sempre.
Opportunisti politici

È molto triste vedere che la liberazione di Ingrid Betancourt sia usata come spot da Sarkozy e Uribe, entrambi in forte calo di popolarità.
L'uomo della provvidenza
Bene. Però. “Di fronte al successo di Gomorra e Il divo, il presidente della Repubblica parla di “grande ritorno del cinema italiano ai momenti gloriosi della sua storia””.
Il vecchio che avanza
Nasce il quarto governo Berlusconi. Dodici ministri con portafoglio e nove senza. Quasi tutte facce note. Ci sono Bossi, Tremonti, Frattini, La Russa, Scajola, Calderoli e Maroni. La giustizia va ad Alfano, il walfare a Sacconi. Quattro le donne: Gelmini, Prestigiacomo, Carfagna e Meloni. Il Pd annuncia dialogo sulle riforme e un “governo ombra”, per un opposizione costruttiva.
È tutto il contrario dell’antico e sperimentato proverbio: gallina vecchia fa buon brodo. Questa volta, stando alle notizie diffuse già dalla serata di ieri, viene da dire che gallina vecchia non fa più buon brodo.



È stato detto