Articoli con tag Repubblica
Solo due piccole aggiunte
Scritto da lufo88 in Tecnologia il 31 gennaio 2010
Un articolo breve, ma interessante su Repubblica su come potenziare il segnale wi-fi del router. Ottimo il consiglio della parabola in carta stagnola e sul discorso che diminuisce il raggio di ampiezza del segnale.
Ottimo anche il sito consigliato per i prezzi: Kelko, un po’ il vangelo dei prezzi.
Nell’articolo mancano tre cosette che mi permetto di aggiungere, due più per ottimizzare il segnale che per potenziarlo, la terza come soluzione “pasticciata” ma che può servire:
1) Per “potenziarlo” è bene rimuovere ogni oggetto possibile tra il router e il pc. Attraversa i muri è vero, ma comunque subisce una certa attenuazione.
2) Tenere lontano il router da forni a microonde e cordless che lavorano sulle stesse frequenze*
3) Anziché acquistare un ripetitore wireless, si può acquistare un semplice access point (che costa un po’ di meno) con cui collegarsi tramite cavo LAN. Soluzione un po’ farlocca, ma tre metri guadagnati a volte fanno la differenza. L’unico impedimento è il filo.
*Prima che qualcuno commenti che il wireless fa male perché lavora sulle stesse frequenze del microonde invito a dare un’occhiata alla potenza: 2000W per il forno, meno di 0,1 per il wireless.
Titolista cercasi

Uno pensa al figlio… prima di leggere l’articolo
Frase della settimana
Scritto da Jack in Belle storie il 11 gennaio 2010
Cioè, fatemi capire, Repubblica oggi intervista con nonchalance Silvio Berlusconi, come se niente fosse, e non gli fa nessuna, nemmeno una, delle dieci domande con cui ci ha fracassato gli zebedei per mesi? Se ne sono dimenticati pure loro o è tutto un magna magna?
Clima d'odio
Scritto da Jack in Personaggi inutili il 15 dicembre 2009

“La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità. A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio”.
Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del PdL
L'altro giornale
«10 domande? Avrei risposto se le avesse fatte un altro giornale»
Ok, dunque:
1. Quando e come Berlusconi ha conosciuto il padre di Noemi Letizia, Elio?
2. Nel corso di questa amicizia, che il premier dice «lunga», quante volte si sono incontrati e dove e in quale occasioni?
3. Ogni amicizia ha una sua ragione, che matura soprattutto nel tempo e in questo caso – come ammette anche Berlusconi – il tempo non è mancato. Come il capo del governo descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?
4. Naturalmente il presidente del Consiglio discute le candidature del suo partito con chi vuole e quando vuole. Ma è stato lo stesso Berlusconi a dire che non si è occupato direttamente della selezione dei candidati, perché farlo allora con Letizia, peraltro non iscritto né militante né dirigente del suo partito né cittadino particolarmente influente nella società meridionale?
5. Quando Berlusconi ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
6. Quante volte Berlusconi ha avuto modo di incontrare Noemi e dove?
7. Berlusconi si occupa dell’istruzione, della vita e del futuro di Noemi. Sostiene finanziariamente la sua famiglia?
8. E’ vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l’accesso alla scena politica e questo «uso strumentale del corpo femminile», per il premier, non «impoverisce la qualità democratica di un paese» come gli rimproverano personalità e istituzioni culturali vicine al suo partito?
9. Veronica Lario ha detto che il marito «frequenta minorenni». Al di là di Noemi, ci sono altre minorenni che il premier incontra o «alleva», per usare senza ironia un’espressione della ragazza di Napoli?
10. Veronica Lario ha detto: «Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile». Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell’Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l’esito di «una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità». Quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?
Noi siamo, in questo e solo in questo caso, l’altro giornale. Presidente che fa, concilia risponde?
La democrazia secondo Berlusconi
La democrazia secondo il nostro premier e’ fare quello che vuole. Al massimo, se proprio qualcuno non capisce, attaccarlo in tutti i modi per rimetterlo in riga. E’ così anche con l’informazione: se un giornale si permette di chiedere delle risposte sul suo operato, la prima cosa naturale e’ sciogliere Feltri ponendo le stesse domande al leader dell’opposizione. Se quest’ultimo nella malaugurata ipotesi dovesse rispondere, allora si parte con l’attacco diretto per vie legali.
Su queste basi Repubblica e il gruppo L’Espresso si sono visti recapitare, presso i loro uffici, una richiesta di risarcimento danni per un milione di euro oltre a una somma “riparatrice” ancora da quantificare.
La situazione appena descritta pero’ può accadere solo in Italia con le leggi create ad hoc dal cavaliere, quando invece succedono per i giornali stranieri, dove Berlisconi non ha leggi ad personam, il nostro premier non si scoraggia e attua la strategia del “se non puoi batterlo, fattelo amico”. E’ noto pero’ che chi ti e’ ostile non potrà facilmente esserti amico! Nessun problema, il cavaliere e’ un uomo dalle mille risorse: se non puoi batterlo, compratelo!”.
E fu così che Berlusconi si compra El Pais per tacciare ogni accusa nei suoi confronti.
Questa e’ la democrazia secondo il modello berlusconiano: compra! compra! compra! Perché secondo lui i soldi sono in grado di comprare tutto. Anche la libera informazione.
Un altro attacco alla libertà di stampa
Berlusconi denuncia Repubblica, gettando la maschera del libertino, di colui che tiene alla democrazia. Si è dimostrato per quello che è,: un dittatore (da quattro soldi). D’altro canto non ci si può aspettare altro da parte di chi è un iscritto alla P2, amico di Putin, di Bush (noto per la sua umanità) e non ultimo Gheddafi (a cui fece i complimenti perché “intelligentissimo” dato che era a capo di una nazione da “quarant’anni)*.
Ora, denuncia Repubblica perché fa delle domande. Ripetitive, ma d’altro canto lui non risponde e a chi si domanda “sempre a parlare di lui?” dico “se è sempre in mezzo a degli scandali si può fare poco”.
In ogni caso non sono in pochi a pensare che sia un attacco alla stampa, sia qui che all’estero, rischiando, o meglio avendo la certezza, che in un mondo come il nostro una denuncia per diffamazione si dimostri un boomerang sollevando ancora di più il problema.
C’è solo da aspettarsi che i magistrati respingano la richiesta al mittente, stabilendo CHI è veramente il nostro premier
*in merito al complimento è straordinario notare come su Google i primi due risultati siano il forum di sky (cui sono iscritto) e poi il mio intervento su OWB. Al terzo posto c’è l’articolo de “Il Giornale” che ho preso come fonte. Che la notizia sia circolata poco è quasi penoso…
La terza forza fa paura
Nella cruciale fase politica odierna, che ci permetterà di capire se la prossima opposizione sarà come finora è stata (fatiscente, o quasi) oppure sarà più combattiva e spregiudicata, alcuni esponenti del Governo si chiedono – e ci chiedono – se sia giusto o meno fare dei test di dialetto per i professori del sud che vanno a lavorare al nord. La Lega, come al solito, non prova nemmeno a controllare se questa proposta è costituzionale, loro – forti del 10 per cento alle recenti amministrative – vogliono terroni nordisti. Se non si possono avere perché naturalmente impossibile, allora che sia fatto un test per verificare se sono abbastanza “gnöc*” da continuare imperterriti per la loro strada, oppure, se sono i soliti “béc”, che se ne tornino a fare i “magücc” con i loro “quadrei”. Fine della storia.
Tornando ad argomenti più interessanti (almeno per me), abbiamo visto come la candidatura di Marino alla segreteria del Partito Democratico inizia a far paura anche a chi sta dalla parte opposta. Settimana scorsa due quotidiani importanti come Il Foglio e Repubblica hanno dato – nei due sensi opposti – ampio spazio alle manovre politiche del Senatore chirurgo. Vi ricorderete come il Foglio abbia pubblicato la lettera dell’UPMC che accusava Marino di gonfiare i conti spesa dell’università americana e della sede palermitana dell’ISMET. Qualche giorno dopo lo stesso Marino sul suo sito, e tramite un’intervista a Repubblica, spiegava come sono andate effettivamente le cose: “Le discrepanze fui io stesso a segnalarle ma in ballo a Palermo c’era ben altro. Un accordo molto redditizio con la Regione, al cui vertice era nel frattempo arrivato Cuffaro. Con una gestione dell’Istituto che da un certo punto in poi non potevo più condividere. E lo dissi chiaramente.” Quindi il problema non erano le spese gonfiate, ma che la Regione Sicilia, tramite il suo presidente Cuffaro, stava mettendo le mani sul centro trapianti palermitano con i soliti inciuci politici, mafiosi e clientelari. La storia dei conti spese doppiati tra Pittsburgh e Palermo, è stata solo una delle tante motivazioni forvianti con cui il Senatore si è dovuto scontrare, ma, dato il suo valore morale, non è cascato nel giogo politico-economico dei due enti. Anzi, Marino ha dato l’incarico all’avvocato Vittorio Angiolini di querelare l’università americana per le false accuse messe in giro in questi giorni. Per rispondere alle accuse del Foglio, e dell’impotenza di Ferrara nel condannare alacremente un candidato solo perché incorruttibile, vi lascio alle parole di Luca scritte ieri che spiegano benissimo il concetto.
Da quando il Senatore è candidato alla convenzione del Pd a ottobre, sembra che il “personaggio Marino” non interessi più a Repubblica. La contraddizione è che ne scrivono parecchio per la vicenda ISMET, ma non dicono una parola sulla mozione del candidato alla segreteria del Pd. Non si capisce la scelta fatta da Rep. perché fino a qualche giorno fa (prima della mozione) ne parlavano come l’unico capace di portare al vero rinnovamento del Partito Democratico, l’unico con cui si poteva sperare in un partito migliore, ed enfatizzando al massimo la famosa “terza via” più volte richiesta da Rep e dai sostenitori. E invece in questi giorni Repubblica non ha pubblicato uno straccio di trafiletto – nemmeno in ultima pagina – che parlasse della mozione presentata da Marino il 23 scorso.
Mettiamo per assurdo che la carta ha dei precisi spazi da rispettare – e che questo importante “spazio” sia irrecuperabile ogni giorno – non si può dire la stessa cosa per la versione online del giornale di Ezio Mauro: in nessuna pagina, dal 24 ad oggi, si parla della mozione presentata da Marino alla Camera del lavoro di Milano settimana scorsa. Dimenticanza oppure è vero che Franceschni si è messo d’accordo con i vertici di Via Solferino per appoggiare la sua candidatura?
A tal proposito, gli amici di scelgomarino.info hanno aperto un gruppo su Facebook (il testo lo trovate anche qui) e hanno fatto cinque domande a Ezio Mauro e Vittorio Zucconi sul perché Rep. si ostina a non pubblicare la mozione Marino. Fateci un salto se potete.
* Dal bergamasco:
gnöc=testardo;
béc=caproni;
magücc=muratori;
quadrei=mattoni.
Cinque domande a Repubblica
Avevo già parlato qualche giorno fa della scarsa risonanza che Repubblica e Repubblica.it stavano dando a Ignazio Marino dal giorno della mozione di candidatura a segretario del Partito Democratico. Oggi tra la posta mi arriva una mail del gruppo di scelgomarino.info che mi informano dell’apertura di una pagina su Facebook, dove si chiede a Ezio Mauro, direttore della versione cartacea, e a Vittorio Zucconi, direttore della versione online, di rispondere a cinque semplici domande. In perfetta sintonia con il loro stile, noi facciamo altrettanto:
1. Signor Direttore, il 23 luglio è stata presentata la mozione del Senatore Marino per la candidatura alla segreteria del Partito Democratico e Repubblica ha sostanzialmente ignorato l’evento. Perchè?
2. Dopo aver sostenuto, in passato, la legittimità di molte battaglie del senatore Marino e dei punti programmatici ora presenti nella mozione in questione, ignorate la battaglia di tanti vostri lettori. È questa una posizione politica chiara presa dal vostro giornale?
3. Ritenete utile ai fini del futuro dell’Italia e del Partito Democratico, la polarizzazione dello scontro personalistico tra Franceschini e Bersani ed ignorare una politica programmatica di medio periodo come quella del senatore Marino?
4. Ritenete che un giornale attento e approfondito come Repubblica debba interessarsi e riportare i contenuti della mozione Marino raccontandola, dal suo punto di vista, agli elettori?
5. Repubblica e repubblica.it, ignoreranno anche in futuro i contenuti delle posizioni del senatore Marino e del gruppo che lo appoggia, dando rilievo a ciò che fa gossip (come ha recentemente fatto “Il Foglio”) ?
Fate girare, se possibile.





È stato detto