Cioè, quelle mille pupe e quei duecento ragazzotti non erano per il cavaliere ma per il suo ospite straniero? Non c’è più religione!
[Via Macchianera]
Cioè, quelle mille pupe e quei duecento ragazzotti non erano per il cavaliere ma per il suo ospite straniero? Non c’è più religione!
[Via Macchianera]
Tags: Berlusconi, Gheddafi, Gheddafine, Roma, Trattato di amicizia italo-libico
“Metteremo una sorta di tassa sui cortei: devono pagare qualche cosa, non possiamo pagare solo noi. I romani pagano un prezzo altissimo a essere capitale: a Roma ci sono piu’ di 525 manifestazioni a carattere nazionale in 6 mesi, tanto per fare un esempio. Roma non e’ ladrona. Dalla capitale arrivano nelle casse dello Stato piu’ di 36 miliardi di euro.”
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno dice che nella capitale si fanno tipo 3 cortei nazionali al giorno.
«Figlio di una gran mignotta», urla Storace a De Luca in Campidoglio al minuto 1:05 circa.
Tags: Campidoglio, De Luca, Roma, Storace
In una farmacia romana non vendono preservativi perché cristiani.
Mi chiedo se presto verra’ aperto li’ vicino un distaccamento del Sant’Uffizio per sostenere cotanti portatori di sana fede cristiana.
Tags: Chiesa, Preservativi, Roma
mar 21
Pubblicato da Jack in Politica | 6 commenti
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Alla cortese attenzione delle testate giornalistiche e degli organi di stampa
COMUNICATO STAMPA DEL 21 MARZO 2010

Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di Polizia
Il Pdl attacca la Questura di Roma sui numeri della manifestazione di ieri. Maccari (COISP): “Questo Governo è una farsa senza precedenti… non perde tempo per pugnalare la Polizia alle spalle, si vergogni!”
Un Governo che sfila contro un altro potere dello Stato (visto che ieri a Roma abbiamo sentito solo slogan contro la Magistratura che è un potere dello Stato) e che smentisce i propri organismi (visto che stamattina gli organizzatori della manifestazione di Roma contestano i dati della Questura che, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è composta da uomini della Polizia che si chiama di Stato…). Questo è il paradosso kafkiano, il festival dell’assurdo che sta vivendo in questo momento l’Italia, probabilmente senza neanche accorgersi della gravità di quanto accade. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – attacca duramente le osservazioni dei rappresentanti del Governo e lo stesso Premier che “nel tentativo di accreditare un altro suo fallimento – dice Franco Maccari – fa pronunciare ai suoi uomini parole dai contenuti pericolosissimi. Cosa spera di ottenere se Gasparri parla di un Questore in coma etilico e Cicchitto definisce la Polizia deviata? Glielo diciamo noi cosa otterrà – dice ancora Maccari – un violento scontro sociale senza precedenti in cui i mandanti, questa volta in maniera palese, (in altri tempi lo furono in maniera oscura), saranno proprio i rappresentanti del Governo che dovrebbero tutelare la società e non darla in pasto ai beceri istinti di chi, nel nome di un’impunità che sente arrivare dall’alto, si sentirà autorizzato a sbeffeggiare il lavoro di tutti quei Poliziotti impegnati nella tutela della sicurezza e della legalità”.
“Caro Presidente Berlusconi – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – ci giunge voce, e non è solo una voce, che il suo coordinatore nazionale abbia inviato una lettera ai delegati abruzzesi per “intimargli” di raggiungere il numero di cinquanta pullman per Roma. Sa cosa significa questo politicamente? Significa che quella piazza la volevano in pochi, significa caro Presidente, che i primi a mettere in pericolo la gestione dell’ordine pubblico sono stati i suoi uomini intimando alla gente di partecipare. Questo Governo è la farsa di se stesso – conclude il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – non una parola da quel palco è stata pronunciata in favore delle Forze dell’Ordine, non un provvedimento è stato annunciato sulla sicurezza nelle città. Eppure c’erano candidati alle presidenze di regioni “ad alto rischio” come la Calabria, che hanno fatto la parte dei servi sciocchi, cantando la canzone che il padrone aveva ordinato loro di cantare. Presidente il vero coma etilico è quello in cui Lei tenta di mandare questo Paese ubriacandolo di un vino di ultima scelta”.
Con gentile richiesta di pubblicazione e consueta attenzione giornalistica.
Tags: Governo, Manifestazione, PdL, Roma, San Giovanni
Il Ministro della difesa Ignazio La Russa è uno che prende molto seriamente il lavoro che svolge. Infatti, durante la conferenza stampa del premier Berlusconi sul respingimento del ricorso al Tar per le liste in Lazio, un giornalista freelance – Rocco Carlomagno – ha cercato ripetutamente di chiedere al Presidente del Consiglio notizie sul caso Bertolaso e sul caos liste. Il premier a quel punto, dopo avergli risposto un paio di volte di attenersi all’ordine, ha chiesto alla security di scortarlo fuori dalla sala, ma La Russa, con impeto marziale, ha prima preso da parte il freelance chiedendo di star zitto, dopo, vedendo il continuare del disturbo, ha messo le mani addosso all’uomo e l’ha scortato di forza fuori dalla sala.
«Leì è un picchiatore fascista», gli ha urlato Carlomagno. «Lei non è iscritto a nessun albo» ribatte La Russa. Lo stesso Denis Verdini, uno dei tanti coordinatori del Pdl, si è avvicinato alla security e pare abbia chiesto agli uomini della scorta di far allontanare La Russa.
Nel frattempo Berlusconi continuava con le sue lamentele sul ricorso non accettato dal Tar del Lazio: “E’ stata violata la legge: i nostri funzionari erano all’interno dell’ufficio circoscrizionale entro i termini. E’ stato infranto anche il buon senso. Non c’è stato nessun errore. A Roma ci hanno impedito di presentare la lista del Pdl. La discesa in piazza del Pdl e’ per rivendicare il diritto del primo partito ad essere presente alle elezioni. Che senso ha essere fiscali su qualche decina di firme? Formigoni ha milioni di voti in Lombardia”.
Il Pd, a ricorso avvenuto, fa sapere per voce del segretario Piggi Bersani che sabato sarà una manifestazione di proposta e non di protesta e in un’altra nota lo stesso Bersani ha dichiarato “Basta ricorsi da Pd e Pdl” probabilmente riferendosi al ricorso Pdl in Emilia per il candidato di centrosinistra Vasco Errani anch’esso al quarto mandato come Formigoni. Ma il commento più divertente è dell’ex segretario Dario Franceschini su Twitter: “Silvio! Se fate casino anche sulla data della manifestazione, finisce come per le liste e un po’ di gente va in piazza il 20, un po’ il 21…”
Il gioco del centrodestra è imperniato sulla mancanza di diritto al voto per gli elettori, però è un gioco sporco perché il Tar ha deciso di non ammettere la lista del Pdl a Roma e provincia e non in tutta la regione. Inoltre la candidata Polverini rimane comunque in gara a prescindere delle liste, per cui non è in pericolo il diritto al voto ma la mancanza del Pdl in Lazio. C’è un enorme differenza tra la violazione del diritto al voto e la mancanza di una lista candidata. E lo sanno, ma fanno gioco sporco per alzare i toni della polemica. Con la possibilità che gli si ritorca contro, dato che anche i sondaggi li vedono in picchiata con una perdita di oltre 11 punti rispetto ai mesi scorsi.
Tags: Berlusconi, Bersani, Caos liste, Carlomagno, Ddl salva-liste, Franceschini, La Russa, Litigio, PD, PdL, Piazza, Roma, Tar Lazio
dic 5
Pubblicato da Jack in Solidarietà | Disattiva commenti

Per il No Berlusconi Day ci sono nelle strade romane centinaia di migliaia di persone: oltre un milione per gli organizzatori e per Repubblica, la metà per l’Ansa e sui centomila per la questura. Qui e qui tutti i commenti.
Striscioni più belli: siamo il miglior corteo degli ultimi 150 anni, Re Ato fatti processare e fuori la mafia dallo stato. Riuscito a prescindere
Tags: Corteo, Manifestazione, No-B Day, Roma
ott 4
Pubblicato da Jack in Media | 1 commento
Il direttore del TG1 Augusto Minzolini, in un editoriale nel Tg delle 20,00 del 3 ottobre, critica e ritiene incomprensibile la manifestazione a favore della libertà di stampa e d’informazione tenutasi a Roma e in tutta Italia. Vediamone i punti salienti.
“Lo dico senza spirito polemico: la manifestazione di oggi per la libertà di stampa per me è incomprensibile. Manifestare è sempre legittimo e salutare per la democrazia, ma in un Paese dove negli ultimi tre mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, l’avvocato Agnelli, l’ingegner De Benedetti, l’ex direttore di Avvenire, il direttore di Repubblica e tanti altri, denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo. È in atto uno scontro di poteri nell’informazione e la manifestazione di oggi fotografa una realtà: una manifestazione convocata contro la decisione del premier di presentare due querele, a Repubblica e all’Unità. In realtà negli ultimi 10 anni sono 430 le querele dei politici, per il 68% di esponenti di sinistra. E’ possibile che la libertà di stampa venga messa in pericolo solo da due querele di Berlusconi?
La manifestazione di oggi è un episodio di questo scontro perché fotografa una disparità. E’ stata convocata contro la decisione del premier di querelare due giornali, Repubblica e Unità. Si confessano due sole querele ma non quelle che colpiscono gli altri giornali, magari di diverso orientamento.
Vediamo poi quello che succede all’estero. Nel 2004, Tony Blair dopo un lungo braccio di ferro che arrivò quasi in tribunale e costrinse alle dimissioni i vertici della Bbc, che lo accusavano di aver falsificato i dossier sulla guerra in Iraq. Non si può pensare che i giornali abbiano sempre ragione. La difesa corporativa non fa bene all’autorevolezza dei media; specie in Italia, dove si ha una strana concezione del pluralismo dell’informazione. Ci sono giornali che si considerano depositari della verità e che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi: chi ha questa concezione, manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico.“
Il direttore Minzolini sbaglia pur sapendo di sbagliare. La vicenda del 2004 in realtà non arrivò mai in tribunale e Tony Blair non querelò mai la Bbc. La commissione d’inchiesta indipendente di Lord Hutton fu creata per investigare sulla morte di un consulente del governo, David Kelly, che nel 2002 aveva scritto un rapporto sulle armi di distruzione di massa in Iraq. Dopo il servizio della Bbc in cui Kelly veniva individuato come la fonte in grado di sostenere che il rapporto era stato manipolato per agevolare l’intervento britannico in Iraq, Kelly si suicidò. In seguito all’inchiesta, che individuò l’errore della Bbc sulle accuse di manipolazione e scagionò il premier, il presidente e il direttore generale della rete pubblica si dimisero, ammettendo l’errore. Ma non c’era stata alcuna querela da parte del premier o di membri del governo.
I media non possono avere sempre ragione, ma è assolutamente indispensabile dare l’opportunità alla stampa di informare il cittadino sui fatti che accadono nel Paese. Come è indispensabile capire che non è giusto dire cose poco documentate o piene di mezze verità. Perché se la stampa è libera, lo è anche la verità. E Minzolini non è, e non lo è stato nemmeno ieri, un maestro di obiettività.
Tags: Editoriale, Informazione, Libertà di stampa e d'informazione, Manifestazione, Minzolini, Roma, Stampa, Tg1
La manifestazione a favore della libertà di stampa e d’informazion che doveva tenersi oggi 19 settembre, è stata rinviata al 3 ottobre. Chi partecipa e chi non potrà esserci a Roma, può esporre la locandina sopra per annunciare la propria solidarietà alla protesta. Perché in fin dei conti, con questo governo e con questo Presidente del Consiglio, SIAMO TUTTI FARABUTTI!
Tags: Farabutti, Informazione, libertà di stampa, Manifestazione, Roma, Stampa
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo.
“Con profondo rispetto verso i caduti, nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile. In un momento tragico come questo – scrive la Fnsi in una nota – ci stringiamo attoniti accanto ai nostri morti in Afghanistan. Sono morti dell’Italia che paga oggi un pesante tributo nella frontiera della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo. Il nostro rispettoso pensiero va subito ai soldati caduti, alle loro famiglie, alle forze armate che, in un Paese martoriato, rappresentano la nostra comunita’ in ossequio a risoluzioni dell’Onu, in una complicata ricerca di una via di uscita dell’Afghanistan dal terrore verso la democrazia. I giornalisti, che hanno pagato alti prezzi di sangue per il diritto- dovere di informare compiutamentei cittadini su dolorose vicende belliche e del terrorismo in ogni parte del mondo, rinnovando la solidarieta’ e il cordoglio nei confronti di tutti i caduti e delle loro famiglie, riconfermano l’impegno permanente per un’ informazione che dia sempre voce alle ansie, alle speranze, alle idee di tutti“.
Ma sono soltanto io a pensare che la manifestazione andava fatta lo stesso? Che attinenza hanno le due cose?
Tags: Informazione, libertà di stampa, Manifestazione, Roma
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