
“L’irresponsabilità dei comportamenti del governo, che finalmente sta corrispondendo a un’erosione dei suoi consensi nell’opinione pubblica, si è purtroppo confrontata con un’incredibile debolezza intellettuale non solo della FIOM, tipica interprete di una politica nostalgica, ma di una nutrita schiera di commentatori e politici – da Scalfari a Vendola – intrappolati nella vulgata della globalizzazione cattiva. Questa vulgata, speculare a quella di Sacconi, vede nell’accordo di Pomigliano caratteristiche esemplari che non può avere. Le condizioni patetiche della produttività di quell’impianto, il suo legame con la pessima politica industriale degli anni ’80, la condizione di marginalità di un territorio in gran parte perso all’economia legale e senza una presenza sufficiente dello Stato sono dati che rendono il caso di Pomigliano un caso eccezionale. Senza tener conto di queste condizioni, ogni ragionamento sugli effetti della globalizzazione o sui diritti del lavoro è monco e fuorviante.”
Marco Simoni rende benissimo il concetto di Fiat e Pomigliano


