Articoli con tag Sacconi

Aldilà di ogni ragionevole dubbio

“L’irresponsabilità dei comportamenti del governo, che finalmente sta corrispondendo a un’erosione dei suoi consensi nell’opinione pubblica, si è purtroppo confrontata con un’incredibile debolezza intellettuale non solo della FIOM, tipica interprete di una politica nostalgica, ma di una nutrita schiera di commentatori e politici – da Scalfari a Vendola – intrappolati nella vulgata della globalizzazione cattiva. Questa vulgata, speculare a quella di Sacconi, vede nell’accordo di Pomigliano caratteristiche esemplari che non può avere. Le condizioni patetiche della produttività di quell’impianto, il suo legame con la pessima politica industriale degli anni ’80, la condizione di marginalità di un territorio in gran parte perso all’economia legale e senza una presenza sufficiente dello Stato sono dati che rendono il caso di Pomigliano un caso eccezionale. Senza tener conto di queste condizioni, ogni ragionamento sugli effetti della globalizzazione o sui diritti del lavoro è monco e fuorviante.”

Marco Simoni rende benissimo il concetto di Fiat e Pomigliano

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Per coloro che svolgono un lavoro

Vorrei dire qualcosa, qualcosa di bello. Potrei dire che potrebbe andare peggio, ma non è vero. Peggio di così non si può. La crisi ha lasciato molte persone a casa, alcuni con qualche ammortizzatore sociale altri con il nulla.

In una situazione del genere non si può fare molto, ma qualcosa sì. Una di queste è fare pulizia di tutti quegli imprenditori che sfruttano questa situazione di merda per fare soldi. Non serve buttarli in carcere, punirli con una multa salata e impedirgli di fare altri danni basta e avanza. Obama ha deciso di mettere dei paletti ai compensi delle imprese che hanno ricevuto degli aiuti di stato, come a dire: “questi soldi li rivogliamo indietro, con gli interessi, perché sono soldi di tutti. O fai il tuo dovere o vai a spazzare le strade”. Da noi è il contrario, non vogliamo sapere dove finiscono questi soldi e incitiamo le imprese che hanno ricevuto aiuti a delinquere e, ormai che ci siamo, facciamo pure i razzisti.

L’Inps ha stabilito che “i controlli degli ispettori non devono ulteriormente danneggiare le imprese”. Come fa un controllo a danneggiare qualcuno? Il tempo impiegato per i controlli? Quindi tutelare il lavoro delle persone e le persone è tempo perso? L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, non sui morti ammazzati. La Thyssen non ha insegnato nulla? Ogni giorno ci sono notizie sui morti sul lavoro. OGNI giorno. Una cosa del genere dovrebbe far aumentare i controlli e le sanzioni. Sacconi invece “si prepara a portare al Consiglio dei ministri un decreto correttivo al Testo unico sulla sicurezza approvato dal governo Prodi. Un pacchetto di norme che attenua l’impianto sanzionatorio precedente”.

L’Italia va alla rovescia, ma non ci trovo nulla da ridere. Qui si parla di persone. Dove sono i sindacati? Dove ***** sono? QUESTO è un buon motivo per scioperare, altro che i 1500 scioperi all’anno per futili motivi.

Queste cose le dovrebbero pensare loro. Pensare, forse pretendo troppo!

P.S. Per il razzismo la direttiva dell’INPS specifica che i controlli (quelli che rimangono) vanno indirizzati su aziende “gestite da minoranza etniche”! In sostanza solo gli italiani possono delinquere.

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Sacconi e i trasporti

Il Governo oggi ha approvato il ddl che regola gli scioperi nel settore trasporti. Tra le varie voci della riforma, ve ne sono alcune che hanno fatto infuriare il segretario della Cgil Epifani. Sono quelle sullo sciopero virtuale, sul limite minimo del 50% della presenza sindacale per proclamare uno sciopero e sulla presunta esclusione del diritto di sciopero. Ieri, appena erano state rese note le prime indiscrezioni di questa nuova legge delega, Epifani ha fatto fuoco e fiamme chiarendo il punto di vista della Cgil: «Il Governo deve stare molto attento in materia di libertà di diritto di sciopero, che è una libertà delle persone costituzionalmente garantita, bisogna procedere con grande attenzione. Se c’è da aggiustare qualcosa di una normativa pure rigida che abbiamo, eventualmente questo lo si può vedere. Ma se si vogliono introdurre forzature che limitino poteri e prerogative allora è un’altra questione».

Dal mio punto di vista, il Governo non ha assolutamente leso il diritto di sciopero ma, al contrario, ha finalmente regolato la questione degli scioperi selvaggi nei trasporti. Le parole di Epifani secondo me sono assolutamente infondate per alcuni semplici motivi: 1) il Governo non toglie il diritto di sciopero, ma eventualmente lo vincola a certe norme in cui i sindacati con rappresentanze al di sotto del 20% dovranno, per legge, notificare i partecipanti alle astensioni sottostando ad un 30% di consensi per poter essere approvato, però nel caso ci sia oltre il 50% di rappresentanze sindacali la notifica non è obbligatoria. Quindi le grosse organizzazioni sindacali – come ad esempio la Cgil – non vengono minimamente intaccate dal rischio, oltre al fatto che la legge delega non vieta accordi tra le organizzazioni per raggiungere le percentuali eventualmente mancanti. La quota del 20% infatti, non è riferita a ogni singola organizzazione sindacale, quindi, nel caso esistessero più sindacati all’interno della stessa azienda, questi potranno mettersi d’accordo per raggiungere il quorum.
Questa è una buona norma perché anzitutto non crea un danno ai viaggiatori che sapendo dello sciopero potranno crearsi delle valide alternative – a differenza di adesso che se una categoria sindacale proclama uno sciopero una settimana prima, il solo a rimetterci è il viaggiatore perché, nella maggior parte dei casi, lo sciopero viene revocato 12/24 ore prima quando ormai non ha più nessuna possibilità di rimediare – ma lo creerà, come dovrebbe essere uno sciopero, all’azienda che si vede mancare il personale – e quindi avrà un danno materiale ed economico – con la possibilità di rimediare per tempo con i passeggeri.
2) il ddl riguarda solamente il settore dei trasporti dove l’anno scorso sono stati proclamati oltre duemila astensioni dal lavoro, tramutati in scioperi veri e propri solo nella metà dei casi o poco più: questo ha causato un danno ESCLUSIVAMENTE al viaggiatore che si è dovuto adeguare passivamente spesso spostando o addirittura eliminando appuntamenti di lavoro, senza peraltro arrecare alcunché agli aderenti perché, con la revoca dello sciopero, non hanno subìto nessun danno, e nemmeno per le aziende perché non c’è stata nessuna astensione dal lavoro. Quindi, già solo per questo, Epifani secondo me si sbaglia.

L’unico dubbio che ho è per lo sciopero virtuale. Il Ministro Sacconi dice che la regolamentazione dello sciopero virtuale sarà demandata “alla contrattazione tra le parti e potrà essere effettuato secondo varie modalità che dovranno essere decise dalle parti sociali in accordo con la commissione di garanzia“. Questo non mi suona affatto bene: se ho capito bene il dipendente lavora pur scioperando, non becca una lira perché tutto sommato sta scioperando, però l’azienda lo usa in quando è presente sul posto di lavoro. La norma in linea di massima dice che se il lavoratore non viene retribuito, dovrà esserci un danno per la controparte più che proporzionato della rinuncia del lavoratore. Pongo un esempio: i lavoratori di un’azienda dei trasporti pubblici vanno in agitazione e scioperano. Il danno per l’azienda secondo me non esiste: non pagano i lavoratori, non hanno costi di gestione dei mezzi (benzina, manutenzione giornaliera etc.) mentre al massimo ci rimettono un paio di centinaia di euro per i biglietti non emessi. Nel caso i lavoratori facessero lo sciopero virtuale, l’azienda si vedrà costretta alla manutenzione e al pagamento del “danno” come dice Sacconi, e visto che le modalità andranno chiarite tra le parti, credo che anche l’azienda proporrà un classicissimo sciopero senza vistose conseguenze per le loro casse. Se invece anche lo sciopero virtuale venisse regolamentato maggiormente per le esigenze del lavoratore, e non solo tra le parti, allora questo porterebbe l’azienda a pensarci molte volte prima di rimandare al mittente le proposte dei sindacati. Se il danno per l’azienda fosse davvero molto proporzionale al danno subito dalla giornata di lavoro mancato, state pure certi che alle prime avvisaglie di scioperi le aziende correranno al tavole delle trattative come una formula uno in un rettifilo. Ma questo, visto il cosidetto “rifiuto ideologico” della Cgil e della sinistra radicale ad ogni proposta, potrebbe creare il rovescio della medaglia: le aziende potrebbero passare in mano ai sindacati che faranno il bello e il cattivo tempo in base a come si svegliano la mattina.

Stranamente il Governo ha proposto una legge delega, non un decreto legge immediatamente attuato, quindi, se la volontà rimane tale, potrà esserci un’ampia discussione in Parlamento per cambiare, modificare e migliorare una legge che già da adesso a me sembra buona. Certe volte il Governo lavora anche bene… se si impegna. Ma questo è il mio pensiero. Voi come la pensate? e perché? Forza con i commenti.

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Una palla chiamata Eluana

Ancora voci, urla e prediche sul caso Eluana, tanto che sembra la classica “palla che passa di mano in mano”. L’altro giorno il Cardinal Poletto si è detto convinto che «un cattolico rispetta le leggi e rispetta la sua coscienza. Per questo esiste la possibilità di fare obiezione quando l’applicazione di una legge contrasta con i propri convincimenti profondi».
A sua volta arriva la pronta replica del Governatore del Piemonte Mercedes Bresso: «non viviamo in una repubblica di ayatollah, nella quale il diritto religioso fa premio sul diritto civile. Non entro in merito alle dichiarazioni del cardinal Poletto che invita i medici cattolici all’obiezione di coscienza perchè sono valutazioni religiose. Ma dico che l’obiezione di coscienza che nel nostro Paese è consentita solo per l’interruzione di gravidanza, evidentemente sarebbe rispettata anche in un caso del genere. Nessuno può essere obbligato a fare qualcosa se ritiene di non poterlo fare. Se fossi un medico e mi fosse chiesto di applicare il decreto lo farei, ma con la morte nel cuore».
Su un possibile trasferimento della Englaro in una struttura piemontese, la Bresso ribadisce: «se la famiglia Englaro lo riterrà, si rivolgerà direttamente a una struttura, che probabilmente dovrebbe essere un hospice. Noi, da parte nostra non renderemo pubblico nessun contatto nè nessun luogo a cui Englaro si rivolgerà. Su materie così delicate sarebbe bene che la Chiesa fosse non tanto maestra quanto madre, attenta ai problemi delle persone. Credo che sia un errore per la Chiesa entrare in questo modo, a gambe tese su una materia delicata. Si possono richiamare i credenti, ma farlo con i diktat è proprio quello che fanno gli Stati a guida religiosa».
E veniamo al Ministro del Welfare Sacconi che ha minacciato la casa di cura friulana “Città di Udine” di non rinnovare i permessi dal servizio sanitario nazionale nel caso avesse ospitato Eluana Englaro nelle proprie strutture, ecco le sue parole di discolpa: «Non metto sotto scacco nessuno, ho fatto solo una ricognizione delle leggi da applicare. È un dovere per il servizio sanitario nazionale idratare e alimentare qualunque persona, e con questo chiarisco le molte inesattezze formali e sostanziali, accompagnate talora da una campagna ideologica che di un caso specifico vuol fare una regola generale».

Una risposta adesso vorrei darla anch’io: la prima al Cardinal Poletto¹

Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti Lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano².

A cui aggiungiamo, dalla Costituzione dello Stato Italiano, modificata di conseguenza, che …

Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Al Ministro Sacconi voglio dire di ricordarsi che è già stato indagato per la stessa vicenda, quindi mi auguro che non dica ulteriori cazzate.

E al Governatore Bresso un ringraziamento particolare con la richiesta di continuare per questa strada, la legge è dalla sua, non si faccia intimidire da nessuno.

¹grazie Axell
²Si vedano le pronunzie della Corte costituzionale n. 363 del 1985, n. 147 del 1987, n. 925 del 1988 e nn. 52, 54, 479 del 1989 (infra, p. 694, p. 696, p. 702 s. e p. 706).

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Ci è o ci fa?

Prima Berlusconi dice: “Non sono stato messo al corrente di questa iniziativa del ministro”. Berlusconi, durante la conferenza stampa di fine anno, risponde così a chi gli chiede del caso di Eluana Englaro e della direttiva del titolare del Welfare Maurizio Sacconi.”

Non sapeva, la solita posizione del cavaliere, se non fosse che il giorno stesso dice: “Quella del ministro Sacconi è la posizione del governo. Ho fiducia piena in Sacconi che aveva discusso della vicenda con Letta. Io non me ne sono occupato ma Sacconi è bravissimo, ha parlato a nome del governo ed apprezzo ciò che ha fatto. Io ho espresso una mia posizione personale ma non ho assolutamente sconfessato Sacconi che aveva discusso di questo argomento con altri, a cominciare da Gianni Letta”.

MAH!

Quello che mi fa piacere, anche tanto, è la posizione di alcuni parroci, quelli che stanno a contatto con la gente, che non condividono “la posizione di chi definisce omicidio una scelta drammatica vissuta nell’ambito di una relazione di amore”. Ovviamente arriva il contrattacco del vescovo di Trieste che liquida la faccenda come “opinioni personali”.
Caro vescovo di Trieste, le opinioni personali sono le opinioni delle persone, in una democrazia contano, non si liquidano così.


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Cristiani sotto tiro

L’Arcivescovo Amato, che si dice molto vicino al Papa, dice che: “i cristiani sono sotto tiro in Italia“. In effetti, pensando alle parole di Mons. Fisichella e la pronta risposta del Presidente della Camera Fini, alla presa di posizione del Ministro Sacconi sul caso Englaro mentre la giunta regionale del Friuli Venezia Giulia se ne lava le mani, credo davvero che i cristiani in Italia siano sotto tiro. A un tiro di schioppo dalla santità… scelti uno ad uno dal Papa.


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La legge esiste ancora, per il momento

Ecco, questa gente alla legge ci tiene. Una sentenza va applicata, nonostante le incursioni, per altro poco chiare dal punto di vista normativo, del (purtroppo nostro) ministro Sacconi.

C’è poco da aggiungere, c’è una sentenza, va applicata.

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Domani incontro il direttore Giordano

Nell’ambito della rassegna “PordenonePensa“, domani sera sarò in Sala Consiliare della Provincia per seguire “L’Italia secondo me – Incontro con il Direttore del “Giornale”  Mario Giordano.

Questo è già il terzo incontro con esponenti del giornalismo, della politica e della cultura italiana per la prima rassegna complementare a PordenoneLegge. Il primo incontro della rassegna, lunedì primo dicembre, ha visto come ospite il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi dove, argomentando la discussione “L’Italia al lavoro“, ha spiegato ad una vasta platea di gente comune che per superare la crisi bisogna ripartire dalla persona e dalla piccola impresa.
Nel secondo incontro avvenuto sabato scorso sei dicembre, l’ospite è stato il reporter di guerra Fausto Biloslavo con l’evento titolato Guerre di pace?.
Domani, 12 dicembre, come detto ci sarà l’incontro con Mario Giordano e sabato, sempre in Sala Consiliare a Pordenone alle 18.00, ci sarà l’incontro col conosciutissimo giornalista, nonché tifoso juventino, Giampiero Mughini e il titolo sarà: “1968-2008 La fantasia è andata al potere?

Il moderatore dell’incontro di domani sarà il direttore di TelePordenone (TPN) Gigi Di Meo: giornalista molto conosciuto in provincia per i suoi modi non proprio ortodossi, quasi surreali. Detto questo, cercherò di fare qualche domanda al direttore Giordano, mi porterò dietro anche la mia inseparabile fotocamera e proverò nel frattempo – se non mi bloccano all’ingresso – a registrare l’incontro anche con la videocamera. Di tutto questo ne parlerò meglio e in modo più approfondito in un post dopo l’evento, anzi, mi chiedevo: se avete qualche domanda da porre al direttore Giordano, scrivetela nei commenti che se posso (se me lo permettono più che altro) la girerò io stesso a Giordano.
Quindi fatemi sapere ;)


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Ci siamo fraintesi

Tremonti fa marcia indietro per quanto riguarda la detrazione del 55% sul risparmio energetico: sicuramente è stato indotto da qualcuno al frainteso. Sacconi dice che siamo la nuova Argentina, Tremonti risponde che l’Argentina saranno gli altri. Nessun dubbio: si sono fraintesi a vicenda.

“Ho deciso di aprire un canale su YouTube perchè intendo confrontarmi con voi sulla Scuola e sull’Università.
Voglio accogliere idee, progetti, proposte, anche critiche.
Una cosa però non farò mai: quella di difendere lo status quo o di arrendermi ai privilegi o agli sprechi.
Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e lo dobbiamo fare insieme.”

Si spera in un frainteso


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Signori si nasce, e io modestamente ci nacqui…

Sacconi manda affanculo la platea della Cisl che lo fischia. Sacconi smentisce categoricamente di aver detto vaffanculo alla platea, anche se ripreso da giornalisti e operatori tv. Sacconi sostiene che al massimo quella frase l’avrà pensata, ma mai e poi mai può averla detta.

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