Articoli con tag Televisione
Le pippe fanno diventare ciechi!
Scritto da Jack in Personaggi inutili il 8 febbraio 2010
Se si dicono certe deviazioni dalla realtà, poi è normale che nelle classifiche mondiali l’Italia è agli ultimi posti per le libertà personali.
Il vice Ministro Paolo Romani ha dichiarato settimana scorsa che “Sono allo studio altri strumenti per la tutela dei giovani su Internet ad esempio il click sicuro, che si potrà scaricare a breve dal sito del ministero“. Per chi ancora non sapesse cosa sia questo tutelante click sicuro, si tratta di un controllo sui minori nei computer degli utenti – esattamente allo stesso modo dei vari parental control in tutti i sistemi operativi – che invierà ai genitori un sms avvisandoli che il proprio figlio sta navigando su siti non sicuri. E quali sarebbero questi siti non sicuri? Beh, i soliti: YouPorn, Mininova, Isohunt, The Pirate Bay ecc. Insomma, i nostri figli non potranno più farsi le pippe davanti al pc perché noi, da bravi cittadini ligi alle regole, verremmo avvisati da un divieto testuale il quale conterrà ora data e pc con il quale il nostro pargolo si stava ingarbugliando gli ormoni con la Jenna Jameson del momento.
Naturalmente il dl Romani non se la prende solo con internet. Infatti dopo, quando il decreto diverrà legge, questo software verrà anche inserito in tutti i decoder cosicché tutti i genitori possono gestire autonomamente i divieti per legge.
Facciamo i positivi: questa legge potrebbe essere stata scritta anche per ovviare alle migliaia di pensioni per ciechi invalidi che abbiamo nel nostro paese, non credete?
Guarda come ti censuro
Parliamo di censura. Lo stato, i TG in primis, fanno censura e/o informazione distorta. Ormai lo sa anche l’ultimo dei fessi. Tuttavia, di prove effettive ce n’erano poche, ora ne abbiamo una interessante.
Ovvero che la RAI ha deciso di non pubblicizzare il film “videocracy” che racconta la storia della televisione in Italia. Non so se sia un’inchiesta o un semplice insieme di statistiche (comunque significative), quel che è scandaloso è che un film che non fa che raccontare la verità (la RAI non ha criticato il fatto che ci sono delle cose inventate come in “shooting Silvio”) sia censurato.
Le motivazioni, poi, fanno anche ridere i polli: “si tratta di un messaggio politico, non di un film”. Parla di politica? Può essere visto le “fantastiche” leggi che permettono a Mediaset di trasmettere sono state fatte in parlamento, ma allora il 90% dei film storico/attuali sono da eliminare! Inoltre a questo si aggiunge che si vuole un immediato contraddittorio visto la natura del messaggio politico. Con una motivazione del genere TUTTI i messaggi video del presidente dovrebbero essere vietati. La perla, tuttavia, sono le motivazioni secondo cui ci sono riferimenti alla situazione attuale di Berlusconi (scandali inerenti il sesso), peccato che il film è stato girato PRIMA di questi scandali.
Sinceramente parlando, secondo voi (lettori) si può ancora dire che la RAI non sia controllata dal cavaliere?
P.S. Consiglio di vederlo. Io purtroppo sono impossibilitato perché in tutta la città non c’è più un solo cinema aperto.
Non si capisce
Non ho visto la trasmissione, però dal video di Repubblica non si capisce la didascalia. La didascalia dice “Lo showman a ”Exit”: parla quasi 20 minuti ma rifiuta il contraddittorio e lascia lo studio”, il video mostra ben altro. Un Grillo che fa un suo proclama e lo finisce nonostante i tentativi di interruzione.
Ripeto, non ho visto il programma, però eventualmente era da mettere la parte finale.
Update (Jack): il video di Grillo e le scuse della D’Amico
Prima parte
Seconda parte
La generazione dei dementi
Scritto da Stefano in Articoli, Tecnologia il 30 settembre 2008
Stamattina, per l’ora di pranzo, esco dal liceo, zaino in spalla, dopo una (più o meno) impegnativa mattinata scolastica, con la testa ancora mezza immersa nei pensieri della Grecia arcaica. Non vedo l’ora di arrivare a casa per prepararmi qualcosa da mettermi sotto i denti; mi dirigo, con l’auricolare nelle orecchie, verso la fermata della metropolitana. Prosegui la lettura »
Crescita zero, vecchie glorie e nostalgia a go go
Questa volta mi trovo perfettamente in sintonia con Aldo Grasso.
I tempi di Max e quelli di Greggio
Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera, ha scritto un articolo “accusando” Max Giusti (attuale conduttore di Affari Tuoi) di eccedere nei tempi della trasmissione allontanando l’inizio della prima serata. Ora, io guardo Affari tuoi da qualche puntata in quanto Max Giusti è un interessante conduttore e la prima serata non è mai iniziata, se non erro, dopo le 21:20. Su Canale 5, invece, durante l’ultima puntata di “Veline”, Ezio Greggio è riuscito nell’impresa di far iniziare la prima serata alle 21:55, obbligando “Distretto di polizia 8″ a terminare alle ore 0:00 (mezzanotte). L’unica differenza (oltre all’orario) è la natura dell’emittente (pubblico contro privato e questo gioca a sfavore di Giusti) ma di certo non credo che Max sia “colpevole” più di Greggio nell’arte del disturbo ai danni della prima serata.
Lo specchio della realtà
La televisione (con i suoi programmi) ed Internet (con i suoi siti) rappresentano uno specchio molto fedele della società e ne seguono i mutamenti. I media in generale si limitano a proporre ciò che la gente vuole in quanto (la televisione soprattutto) vivono grazie alla pubblicità. Più spettatori ha una trasmissione, maggior valore acquista la pubblicità visualizzata durante tale programma e di conseguenza più soldi prende l’emittente di turno. L’attuale pontefice accusa (nuovamente) i media di minare le fondamenta cristiane; l’unica cosa realistica è che tali fondamenta sono già minate da tempo, la società è cambiata e i media si limitano esclusivamente a rappresentare tale cambiamento. Sembra proprio che la chiesa non si renda conto che i cambiamenti della società sono “causati” semplicemente dalla libertà dei cittadini di cambiare e di rendere la loro vita piacevole o meno a seconda dei loro desideri e, soprattutto, la gente non è cosi scema da farsi “minare” gli ideali e le proprie idee dalla televisione.
Quarto potere
E’ vero: l’abito non fa il monaco. Come chiamarsi Berlinguer non significa automaticamente tu sia il segretario del Pci.
Nichi Vendola: “Io sono sconfitto ma sono sereno perché da comunista ho imparato ad essere sconfitto e a stare con gli sconfitti. Compagni della mozione 2 ci vediamo nell’area politico-culturale Rifondazione per la sinistra”.
Bianca Berlinguer (quella del Tg3, su Nichi Vendola): “Sono sconfitto ma da comunista ho imparato ad essere sereno”.
Il quarto potere nel suo massimo splendore. Sto accecando di quanto splende oh!



È stato detto