Articoli con tag Testamento biologico
Frase della settimana
Scritto da Jack in Belle storie il 13 febbraio 2010
“Sembrava che quella legge fosse indispensabile per gli italiani. Che fosse fondamentale per la salvaguardia ideologica di alcuni partiti. Adesso io vorrei dire: è passato un anno, e la legge non c’è. Come mai? A che punto è? Tutta quella forza d’urto lanciata mentre una ragazza moriva dov’è finita?”
Beppino Englaro (già: dov’è quella legge?)
Il Tar del Lazio sconfessa la legge sul testamento biologico
A nessuno possono essere imposte alimentazione e idratazione forzata, nè cosciente nè incosciente, e anche in caso di stato vegetativo un cittadino può esprimere ex post la propria volontà di interrompere terapie giudicate inutili, comprese proprio alimentazione e idratazione.
Ma son cose che si dicono!
Tutta la bagarre di Annozero con i successivi riequilibri informativi ha dato il frutto sperato, e la trasmissione di ieri sera è stata – come volevasi dimostrare – molto più pacata e rilassata del solito. Di ciò che dicono i benpensanti di destra e di sinistra sui giornali, io preferisco sempre farmi una mia idea personale e del “giorno dopo”, ovvero prendo atto di cosa dicono a mente calda, aspetto che ci sia il contraddittorio (spesso, appunto, l’indomani) e dopo decido secondo me chi sbaglia di meno o di più. Perché una cosa è certa: tutti sbagliano, nessuno, in questi casi, dice o fa la cosa più giusta o quantomeno sensata.
Prendendo spunto esattamente da questa certezza, mi sono andato a cercare i fatti analoghi accaduti in questi anni attraverso i media e li ho messi a confronto. Il risultato è stato sconfortante: in nessun caso lo stesso soggetto ha ribadito per due volte, in occasioni diverse, lo stesso concetto.
Mettiamo il caso di Calderoli: nel 2006 chiamò “porcata” la legge elettorale scritta da lui, qualche giorno fa la Lega stava per far cadere il governo per colpa dell’accorpamento del referendum alle elezioni europee, anzi, lo stesso Calderoli difende la scelta del carroccio paventando “l’incostituzionalità del procedimento“. Ma il referendum vuole abrogare la legge elettorale, e allora?
E che dire della presunta libertà d’espressione del premier quando, con i ricordi ancora freschi dell’editto bulgaro, denunciò quello che, a suo dire, era stato un uso criminoso della tv pubblica e che sarebbe stato un preciso dovere della nuova dirigenza Rai non permettere più il ripetersi di tali eventi: «L’uso che Biagi, come si chiama quell’altro…? Santoro, ma l’altro… Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.» Difatti l’affermazione venne interpretata da una buona parte dell’opinione pubblica, come un primo approccio all’allontanamento dei “colpevoli” dalla RAI: i tre dopo poco vennero praticamente licenziati, e solo dopo parecchi anni Santoro e Biagi sono tornati in Rai e dopo sentenze giudiziarie a loro favore (Luttazzi è riapparso nella tv pubblica solo per una intervista invitato da Enzo Biagi in uno dei suoi ultimi programmi). E oggi Berlusconi dice come al solito che è stato frainteso. Meno male che non c’entrano gli “sporchi comunisti”!
E che dire del Presidente della Camera Fini? In questi mesi l’ex capo di AN sembrava il vero oppositore al governo Berlusconi: sulla bocciatura delle legge 40 «La sentenza della Consulta che dichiara illegittime alcune norme della legge 40 sulla fecondazione assistita rende giustizia alle donne italiane, specie in relazione alla legislazione di tanti paesi europei»; sul testamento biologico e sulla laicità dello Stato «Siamo sicuri che il testamento biologico approvato al Senato sia per davveo la laicità? Perchè quando si impone per legge un precetto si è più vicini a una concezione da Stato etico che non da Stato laico.»; sulla legge Bossi-Fini «In particolar modo penso al fatto che in molte circostanze sia assurdo chiedere all’immigrato che per rinnovare il permesso di soggiorno ha già la garanzia del posto di lavoro di tonare nel suo Paese di origine e poi rientrare in Italia»; e per concludere il suo pensiero sull’election day «Sarebbe un peccato se per la paura di pochi il Governo rinunciasse a tenere il referendum il 7 giugno, spendendo centinaia di milioni che potrebbero essere risparmiati». Ma Fini è un politico, e Presidente della Camera eletto da questo governo, quindi: “La trasmissione tv Anno Zero sul terremoto e’ stata ’semplicemente indecente’.” Non che non sia d’accordo – almeno in parte – col Presidente della Camera, ma ci aveva abituati a pensarla diversamente dal suo capo…
Ma la censura ad Annozero ha colpito soprattutto Vauro. Ed ecco che trovo qualcosa anche su di lui: «Anzi, io ogni giorno che passa penso che quelle vignette siano una tragica rappresentazione del cattivo gusto: quel Maometto brutto, barbuto, con la satira non c’entra niente. La satira è gioco, allegria…». Provocazione… «Sì, certo. Ma bisogna saperla fare. Quelle vignette mi ricordano invece solo certe altre caricature, di tanti anni fa, quando qualcuno disegnava gli ebrei con il naso adunco…». Quindi lei non le avrebbe pubblicate. «Esatto, non le avrei mai messe in pagina». Ma sta parlandi di censurare delle vignette?
Alla fine – ma proprio per finire – quello che penso di Annozero di Santoro e di Vauro e le sue vignette, ritornando al discorso iniziale del giorno dopo e delle idee personali e bla bla bla…, l’ha scritto ieri sera Massimo Gramellini sulla Stampa: “Santoro e i suoi inviati non hanno criticato l’azione dei soccorritori, come sostengono alcuni critici. Hanno denunciato l’assenza di un piano preventivo di soccorsi. Ma il farlo mentre i soccorsi erano in atto e centinaia di persone rischiavano la pelle per salvarne delle altre è parso a molti, compreso a chi scrive, l’ennesima prova del distacco abissale fra certi intellettuali di sinistra e la percezione della realtà. Una mandria di rinoceronti sarebbe stata più sensibile. Eppure, delle due sanzioni assunte dalla Rai, una lascia esterrefatti e l’altra suscita perplessità. [...] Ma in cosa si tradurrà questo riequilibrio in concreto? Il monologo iniziale di Travaglio sarà sostituito da uno di Sgarbi? Santoro girerà per lo studio senz’audio, doppiato da Emilio Fede? [...] L’obiettività è una chimera: la stessa intervista, trasmessa ad AnnoZero e, poniamo, a Porta a Porta, cambia completamente significato con una musica, un montaggio e un «cappello» introduttivo differenti. I fatti non sono mai separabili dalle opinioni, per la semplice ragione che i fatti sono opinioni, a seconda dell’ordine e del modo in cui vengono apparecchiati. Perciò l’unica garanzia di obiettività non è una trasmissione plurale, ma una pluralità di trasmissioni. Poiché siamo in Italia, finirà all’italiana. Santoro ribadirà di non aver voluto offendere, ma solo indagare le cause delle disfunzioni organizzative. I suoi amici diranno che AnnoZero dà voce ai mal di pancia di una minoranza che non si riconosce nel cloroformio dei grandi partiti e non ha altre piazze televisive a disposizione. I suoi avversari ribadiranno che Santoro è fazioso e in malafede. E si andrà avanti così, ciascuno convinto di avere ragione e di essere una vittima. [...] Ecco, in un momento così tragico bisogna difendersi dalla prosopopea e dalla retorica. E quindi difendere anche il diritto alle battute di dubbio gusto, chiunque sia a pronunciarle: un presidente del Consiglio come un vignettista del manifesto.”
E sono esattamente le stesse cose che ho scritto l’altra sera in questo blog.
Continuare a vivere per legge
Ieri il Governo ha varato la legge sul testamento biologico e il Senato l’ha immediatamente approvata. Vediamone assieme alcuni punti salienti.
Art. 1
(Tutela della vita e della salute)
1. La presente legge, tenendo conto dei princìpi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione:
a) riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile ed indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di legge;
b) riconosce e garantisce la dignità di ogni persona in via prioritaria rispetto all’interesse della società e alle applicazioni della tecnologia e della scienza;
Sin dal primo articolo questa non è più una legge sul testamento biologico, ma come viene accertata la morte “nei modi di legge”.
Art. 4
(Forma e durata della dichiarazione anticipata di trattamento)
1. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non sono obbligatorie, sono redatte in forma scritta con atto avente data certa e firma del soggetto interessato maggiorenne, in piena capacità di intendere e di volere dopo una compiuta e puntuale informazione medico-clinica, e sono raccolte esclusivamente dal medico di medicina generale che contestualmente le sottoscrive.
5. La dichiarazione anticipata di trattamento deve essere inserita nella cartella clinica dal momento in cui assume rilievo dal punto di vista clinico.
6. In condizioni di urgenza o quando il soggetto versa in pericolo di vita immediato, la dichiarazione anticipata di trattamento non si applica.
Una montagna di burocrazia per cosa? Tanto appena si è in fin di vita la dichiarazione nemmeno è applicabile!
Art. 7
(Ruolo del medico)
1. Le volontà espresse dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono prese in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno.
2. Il medico non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente o comunque in contrasto con le norme giuridiche o la deontologia medica. Le indicazioni sono valutate dal medico, sentito il fiduciario, in scienza e coscienza, in applicazione del principio dell’inviolabilità della vita umana e della tutela della salute, secondo i princìpi di precauzione, proporzionalità e prudenza.
Praticamente se il paziente esprime le sue volontà per iscritto, il medico decide dopo se accettarle o meno. E nel caso accettasse le volontà del paziente non può, mai e in ogni caso, aiutare il paziente ad andarsene come la sua volontà vorrebbe? Sto leggendo male, spero…
Art. 8
(Autorizzazione giudiziaria)
1. In assenza del fiduciario, in caso di contrasto tra soggetti parimenti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario, la decisione è autorizzata dal giudice tutelare, su parere del collegio medico, di cui all’articolo 7, o, in caso di urgenza, sentito il medico curante.
2. L’autorizzazione giudiziaria è necessaria anche in caso di inadempimento o di inerzia da parte dei soggetti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario.
3. Nei casi di cui ai commi precedenti, il medico è tenuto a dare immediata segnalazione al pubblico ministero.
E quindi se non esiste un fiduciario è il giudice a doversene occupare. Ma siccome la legge impone una non-vita, il giudice è costretto a far continuare a vivere una persona, supponiamo, in stato vegetativo da 17 anni. Non contenti, i medici prima sono riusciti a farsi togliere il fardello di denunciare gli immigrati clandestini, adesso però devono denunciare chiunque non rispetti questa legge, anche nel caso non venisse attuata come da copione.
E questa sarebbe una legge sul testamento biologico?
Abbiamo chiesto una legge sul testamento biologico, e il governo – nella sua immensa bontà e tenendo conto della voce popolare – ha scritto ed emanato una legge dove si dice che “tu, piccolo moribondo sofferente, devi continuare a soffrire finchè campi perché io, legislatore che ha sempre ragione, ti ordine di fare così”.
Siamo abituati a vedere il governo che legifera su leggi ad personam scritte, votate e pubblicate dalla maggioranza, ma questa doveva essere una legge che andava discussa in Parlamento da TUTTI i parlamentari, non solo dai cattolici e dalla maggioranza di centro-destra. I parlamentari laici (Radicali e Pd soprattutto) hanno scritto centinaia di emendamenti su questo annoso argomento, ma il governo cosa fa? stralcia tutto e approva – in Senato certo – un ddl scritto dall’Udc Calabrò che tutto sembra, tranne una legge sul testamento biologico.
Io capisco che decidere sul testamento biologico è rognoso e Berlusconi non potendo avere il consenso popolare su questo argomento, tenti di corrompere Casini approvando una legge scritta da un suo Senatore – anche se di fatto voluta dal Vaticano -, ma non si può decidere PER LEGGE che una persona ormai incapace di vivere una vita decente debba continuare a soffrire: non è umano e non è Costituzionale. Dal mio punto di vista.
Sono il primo a dire che una persona sofferente e che non riuscirà mai ad avere nuovamente una vita decente debba continuare a vivere, ma non spetta a me – e nemmeno alla Legge – decidere cosa sia giusto o sbagliato in questi casi: è solamente il paziente a poter decidere cosa fare della propria vita.
“Lo Stato afferma che il cittadino, soltanto in gravi casi di malattia irreversibile, è il solo responsabile delle proprie azioni in caso di cessazione volontaria della propria vita“: una buona legge sul testamento biologico doveva includere solamente queste parole. E non è stato fatto.
Signori e signori, ecco la ricetta
Ricetta su come fare una legge che non risolve nulla.
Prendete uno stato qualsiasi, ma che dev’essere laico secondo la costituzione, ma è controllato da uno stato straniero che invece laico non è. Ora, prendete una situazione complessa, che finisce come NON voleva lo stato estero. Situazione, quindi, che necessità di una legge, perché mancava. Avete tutto? Bene!
Ora prendete 3 partiti: Uno governato da una persona che vuole seguire le direttive della potenza straniera, un secondo partito che è indivisibile, nel senso che è talmente diviso che ulteriori divisioni non sono possibili e un terzo ed ultimo partito, guidato da un divorziato (o uno che convive oppure ha abortito o ha la moglie che ha abortito). Avete anche questi 3 ingredienti? Bene!
Ora fate tre cose:
1. Il primo partito, quello governato da una persona succube della potenza straniera, deve, innanzitutto, stabilire che la situazione che è causa della discussione della legge non possa più finire come è finita (vietato sospendere idratazione e alimentazione
2. Il secondo partito non deve avere un pensiero comune, ognuno deve dire la propria. Poco conta che uno dica l’opposto dell’altro. L’importante è che non faccia nulla.
3. Il terzo partito deve infine proporre un emendamento che annulli la legge (testamento biologico non vincolante per il medico).
Ecco a voi “legge sul testamento biologico in Italia” prossimamente sulla gazzetta ufficiale.
Appello al testamento biologico
Non so quanto sia utile un appello via post, ma rigiro comunque la mail di Ignazio Marino che mi è appena arrivata come richiesto. Per chi vuole sottoscriverla può andare sul sito www.appellotestamentobiologico.it
Carissimo,
Ti scrivo per chiederti un ulteriore sforzo per questa importantissima causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l’ultima parola. Qual è allora l’utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad un notaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario della nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure palliative, all’assistenza ai disabili, alla terapia del dolore.
Ti chiedo dunque di diffondere il più possibile l’appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo: dobbiamo mobilitarci immediatamente per raccogliere centinaia di migliaia di adesioni e difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura. Se saremo tanti, il Parlamento non ci potrà ignorare. Nel prossimo dibattito in Senato il mio impegno personale è quello di dar voce alla vostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita, i cittadini vogliono essere liberi di scegliere.
Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l’appello,
Ignazio Marino
Per la tua adesione all’appello per il diritto alla libertà di cura, vai sul sito www.appellotestamentobiologico.it
Decisioni
Lui: “chi siamo noi per decidere chi far vivere e chi far morire?” Giro la domanda: chi siamo noi per NON poter decidere se vivere una vita da cetriolo o morire perché tanto è la stessa cosa? Non siamo nessuno, ma in fondo siamo tutto… noi.
L’importante che le tv del capo trasmettono un gruppo di dementi dentro una casa.
Ps: a scanso di equivoci, io sono per non vivere da cetriolo e andarmene da uomo, che si sappia perché non si sa mai cosa mi riservi la vita…




È stato detto