Articoli con tag Vita

Nel nome della libertà

La Rete è una forma d’arte: a volte inadatta, a volte inespressa, a volte capace di generare contenuti tutt’altro che logici. Ma è sempre una forma eterogenea di trasformazioni usuali e capaci, di condivisione di dati e contenuti di varie fonti sociali e intellettuali. Quando qualcuno, nel nome della Legge e della regolamentazione governativa, si fa avanti per intraprendere azioni da portare l’Internet moderna al passo del medioevo, si presta ad un giogo non suo, ma di altri fattori che ne vogliono imbrigliare le redini verso un contesto censorio, territoriale e dittatoriale.

È notizia ormai datata il decreto legge del Senatore D’Alia sul modo, più o meno lecito, di offuscare i siti web che istigano alla criminalità: nata per far fronte ad alcune sciocchezze apparse su Facebook (gruppi su Riina e Provenzano), spesso per creare rumore che per effettive proposte legittime e mafiose, la proposta del Senatore dell’Udc è stata approvata in un pacchetto di leggi sulla sicurezza e non, come si potrebbe immaginare e come in realtà dovrebbe essere, in una serie di leggi sulla regolarità dei contenuti su Internet.
La seconda proposta per imbavagliare la Rete è il ddl dell’Onorevole Carlucci sulla pedofilia online: un emendamento, detto dalla sua emendante, nato per combattere la pedo-pornografia in Rete, ma che – in pratica – contiene delle proposte di tutt’altro genere. Scritta da Davide Rossi presidente di Univideo, la proposta dell’Onorevole Carlucci è un vero e proprio disegno di legge contro la pirateria online e contro l’anonimato in rete.
La terza proposta, anche questa assegnata ad una delle tante Commissioni senatoriali, è quella del deputato Barbareschi sul diritto d’autore e sempre contro la pirateria online. Il deputato del PdL nella sua proposta chiede ai provider di vigilare sui contenuti che girano in Rete, facendoli diventare, a tutti gli effetti, degli sceriffi del Web in pieno stile Sarkozy.

Nei giorni scorsi è stata assegnata l’ultima proposta in ordine di tempo, redatta dai deputati Lorenzin, Contento, Costa, e De Nichilo Rizzoli, che chiede l’introduzione del reato di “istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia”. Letta così non sembra esserci nulla di sbagliato, ma la proposta continua con le parole del relatore, il deputato Lorenzin: “L’istituzione del reato d’istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia o la bulimia, contrasta la diffusione esponenziale dei siti «pro Ana» (personificazione dell’anoressia) e «pro Mia» (analogo appellativo utilizzato per la bulimia) sulla rete internet. Pro Ana e Pro Mia sono, infatti, l’ultima tragica «moda» nata negli Stati Uniti d’America, con i quali milioni di giovanissimi in tutto il mondo attraverso siti, blog e chat, incitano e diffondono comportamenti anoressici e bulimici di origine nervosa. [...] Sotto accusa sono gli oltre 300.000 siti che in Italia danno consigli pratici per il perseguimento ossessivo e compulsivo della perdita di peso, ricorrendo a pratiche di restrizione alimentare prolungata, tali da provocare l’anoressia o la bulimia nervosa.
Sotto accusa sono i 300mila siti web che parlano di anoressia e bulimia, mentre se la “moda” prosegue verbalmente il reato non sarebbe attuabile.

Parliamo dunque di questi 300mila siti che “istigano all’anoressia”. Lo studio dei deputati che hanno presentato la proposta, sembra fatto tramite una ricerca su Google: difatti se cercate la keyword “anoressia” sul primo motore al mondo, i risultati derivanti sono 817mila oggi, ma circa 300mila al momento della presentazione della proposta come sostiene Quintarelli. Inoltre la proposta tende a perseguire solo la Rete e non come potrebbe far pensare, le Tv o i giornali che ne parlano allo stesso modo, o spesso ancor più forzatamente che sul web: “Una pubblicità o forme di comunicazione che strizzano l’occhio all’anoressia proponendo modelli di magrezza esagerata, sono sicuramente sbagliate, ma non possono essere reato”. Quindi il pensiero è colpire deliberatamente la Rete e le libertà che essa impone ai suoi utenti. Direi di chiamarla tranquillamente censura alla rete…

Quello del cosidetto “regolamento per Internet”, è uno sport ultimamente molto diffuso nella politica italiana. Quando i nostri governanti non riescono a sfuggire alle trame critiche della Rete, è allora che spuntano nuove proposte, nuovi decreti d’urgenza atti a rendere meno libera e critica l’Internet italiana. Ogni tanto però qualcuno si fa avanti con proposte serie e affini alle tematiche digitali del XXI secolo: “In un momento di così grave crisi per l’economia nazionale solo il governo italiano non investe sull’innovazione del paese. Mentre gli USA di Obama e gli altri grandi paesi europei e asiatici puntano allo sviluppo della banda larga per connettere cittadini e imprese quale misura fondamentale per uscire dalla crisi più forti e più moderni, il nostro governo blocca i fondi per lo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione e sembra impegnato solo nel tentativo di mettere le mani sulla rete di Telecom Italia ed in iniziative legislative di tipo censorio.” Sono state piantate le basi per un progetto che vorrebbe difendere la neutralità della rete nel nostro Paese, diffondere l’uso del software libero nelle PA e accorciare il divario digitale in tutto il territorio.
La nuova proposta depositata in Senato dai senatori Vita e Vimercati del Pd, vuole accorciare il divario tecnologico del nostro Paese col resto del mondo digitalizzato e lanciato verso un futuro auspicato dal creatore del World Wide Web Tim Berners-Lee (“tramite un’architettura semplice, un computer può mandare pacchetti dati ad un altro computer in qualsiasi parte del mondo senza che nessuno guardi il suo contenuto“)  e dal fondatore della FSF (Free Software Foundation) Richard Stallman sull’uso del software non proprietario: “il software vuole essere libero”.

La nuova proposta dei due senatori del Pd è lodevole, ma come tutti gli emendamenti scritti dall’opposizione, questo Governo la stralcerà rendendo, di fatto, la libertà in rete un utopia per molti e un privilegio per pochi.

[Per Citynews]

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Rispetto per Eluana

«Omicidio». «L’Italia pratica la pena di morte». Una parola, una frase, due pesi e due misure. La Cassazione ha dato ragione a Eluana e i fautori del “Movimento per la vita” si ribellano. Per carità, giustissimo in democrazia, ma non credete che diciassette anni siano troppi? Diciassette anni passati in uno stato-non-stato umano e sconosciuto per noi tutti, chi crede sia giusto dare una pace più serena ad Eluana non immagina come si possa stare in quelle condizioni. Però vorrei capire se i movimentisti per la vita lo sanno. Mi chiedo: se dare la morte ad una persona in stato vegetativo da 17 anni è omicidio, come si definisce dare la vita ad una persona che da 17 anni non è viva realmente? Eluana è solo carne in questo momento: il cervello non esiste più e il suo corpo è li – nel letto di un ospedale di Lecco – da tantissimi anni chiedendo quella pace che a noi tutti spetta di diritto. Perché se la vita è un diritto, lo è anche la morte. Decente. Umana. Rispettabile.

La Chiesa ha messo in campo tutti i suoi condottieri migliori per dare battaglia alla sentenza della corte suprema di giudizio: i Cardinali Ruini («la riedizione italiana del caso Terry Schiavo») e Antonelli («È una persona che dorme…»), i politici di destra («Si eviti un omicidio mediante sentenza») e di sinistra («è eutanasia, va fatta una legge»), i giornali («preghiere straordinarie in tutta Italia» L’Avvenire), le tv («tragicamente sbagliata la decisione della Cassazione» il Card. Ruini su RaiUno) e adesso anche internet.
Internet è diventata terra di conquista per i movimenti anti Cassazione: su Facebook ci sono vari gruppi contro la sentenza, quello più capiente – «No alla prima esecuzione capitale della Repubblica italiana» – ha circa 1500 iscritti ed è stato creato dall’Associazione Scienza e Vita, mentre il Movimento per la vita si è rivolto direttamente al Presidente Napolitano mandando una mail dal sito del Quirinale chiedendo addirittura la “grazia” per Eluana.
La grazia è principalmente donare la pace.

Eluana ha 38 anni, la mia stessa età, ne aveva poco più di ventuno quando ebbe l’incidente che la costrinse a stare in una specie di limbo tra la vita e la morte. Tra una non-vita e una non-morte. Io mi sono goduto i miei vent’anni, i miei trent’anni, e cercherò di godermi al meglio anche i prossimi decenni. Eluana si è persa e si perderà tutto. E non potrà mai recuperare.
Ha ragione Beppino Englaro: «Rispetto tutti. E vorrei che io e mia figlia avessimo lo stesso rispetto».
Quello che chiede è solo rispetto, solo quello. Stiamo un po zitti e lasciamo una famiglia al suo dolore, ne hanno diritto.


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I capponi di Renzo e Lucia

La vicenda è nota: i due giovani promessi sposi per l’odioso interessamento di un signorotto di paese e per l’ignavia del povero don Abbondio vedono sconvolto il loro legittimo progetto di matrimonio. La scoperta di questo ingiusto complotto li raggiunge indifesi e li avvicina ancor di più alla madre di Lucia, Agnese, che, da buona popolana, pensa di poter risolvere la situazione consultando quella cima d’uomo che è il dottor Azzecca-garbugli (badate bene di non chiamarlo così!). Prosegui la lettura »

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Scontri in Piazza Navona, altra conferma!

Adoro internet. Ora è chiara la sua vera funzione, ossia quello di garantire un’informazione REALE mostrando i fatti, poche ore dopo essere avvenuti.

Guardatevi il video della “Battaglia di Piazza Navona” … sul finale una frase a dir poco rivelatrice (detta da un poliziotto, sottotitolata) vi farà sobbalzare sulle sedie. Ed ecco i dubbi divenir certezza. Prosegui la lettura »

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Vicenza, Italia: prove finali di DITTATURA.

Il referendum del 5 ottobre a vicenza riguardante la nuova base americana Dal Molin è stato annullato dal consiglio di stato. Una possibilità per i cittadini vicentini di esprimere la loro libera opinione riguardande la loro città, è stata gettata nel cesso.

Io sono Vicentino e vi giuro che in questo momento sto provando una sensazione che non è più rabbia, è disgusto ! Entrambi gli schieramenti (quelli a favore o meno della base americana Dal Molin) a questo punto dovrebbero unirsi ed esprimere tutto il loro dissenso nella scelta del consiglio di stato. Se DEMOCRAZIA significa ancora quello che tutti credono [deriva dal greco δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo]  allora credo che oggi si possa dichiararne definitivamente la morte. La Democrazia in italia non esite più. Prosegui la lettura »

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Dove sarà la zona più inquinata d'europa?

Prima di leggere questo post vi consiglio di prendere un bel respiro e di trattenere il fiato.

Sii lodato, mio Signore, per il fratello vento, per il cielo nuvoloso e sereno e per ogni variazione atmosferica per mezzo del quale alle tue creature dai nutrimento.

Così recita un passo de “Il Cantico delle Creature” scritto da quell’Illuminato di San Francesco che come i nativi americani aveva capito dove viveva e da cosa dipendeva la sua sopravvivenza.

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Zeitgeist

Articolo tratto dal blog Natural(R)Evolution:

ZEITGEIST è il nome di un documentario che da un po’ di tempo è disponibile in internet e che ritengo davvero interessante. E’ stato fatto raccogliendo vario materiale (prove, documenti, interviste, spezzoni di spettacoli vecchi ecc…) e GRATUITAMENTE è stato messo in internet affinchè chiunque potesse vederlo.

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A ciascuno il suo

“Date a cesare quel che è di cesare. A Dio quel che è di Dio.” Parole dette tanto tempo fa da uno che la vita l’ha donata, ma che qualcun’altro proprio non vuol imparare.

I criteri di morte sono stati stabiliti più di 40 anni fa, perché del personale non scientifico dovrebbe dire che sono da cambiare? Questi argomenti necessitano di competenze elevatissime non certo di un salmo. scusate l’ironia ai limiti della blasfemia, ma non sopporto che per 10 minuti in più di “vita” si facciano uccidere più persone che una vita, grazie al trapianto, ce l’avrebbero davanti!

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