Il libro che svela la faida tra gli Obama e lo staff

Il libro che svela la faida tra gli Obama e lo staff

L’ex capo di gabinetto di Obama, Rahm Emanuel, prima di lasciare l'incarico per diventare sindaco di Chicago, è entrato più volte in rotta di collisione con la First Lady soprattutto durante l'approvazione della riforma sanitaria. Lo svela "The Obamas", il libro della reporter del New York Times Judi Kantor in uscita settimana prossima.

 

«Una forza non riconosciuta» all’interno della Casa Bianca, così la giornalista del New York Times Judi Kantor spiega nel suo libro "The Obamas" la collisione tra l’ex capo di gabinetto di Obama, Rahm Emanuel, e Michelle Obama quando il marito arrivò alla Casa Bianca nel gennaio del 2008. Il libro, in uscita martedì prossimo negli Stati Uniti, racconta in 329 pagine la "First Family". La Kantor riferisce di aver intervistato oltre 200 persone tra funzionari ed ex funzionari della Casa Bianca, parlamentari, amici, parenti, ed ex vicini della First Family. Dalle anticipazioni dell'Huffington Post si legge come Michelle Obama sia entrata in collisione con alcuni stretti collaboratori del Presidente Barak Obama. Come Rahm Emanuel abbia presentato le dimissioni per manifesta incompatibilità e che il presidente allora respinse non perché ingiustificate, ma perché serviva alla causa.

Tra gli aneddoti descritti si nota come la Michelle Obama di oggi sia un'esperta promotrice di cause nobili e campagne filantropiche come l’aiuto alle famiglie dei militari, la lotta contro l’obesità infantile e sia a favore del cibo sano. La First Lady è sempre in prima linea per la rielezione del marito, ma è soprattutto una moglie affettuosa e solidale. A volte però, afferma la Kantor, è molto ansiosa, diffidente del pensiero politico persistente, ma allo stesso tempo è «una figura innovativa, che ha effettivamente sentito il peso e le opportunità di essere la prima afro-americana nella sua posizione e una First Lady che ha lavorato per rendere il suo ruolo più effettivo». Caratteristiche che l’hanno portata a confronti anche aspri all’interno della Casa Bianca.

Confronti tanto aspri che proprio l'ex capo dello staff ne subì principalmente le conseguenze: in particolare, quando il Partito Democratico perse il seggio cruciale al Senato lasciato vacante dalla morte di Ted Kennedy durante l'approvazione della riforma sanitaria fortemente voluta da Obama. La sconfitta in Massachusetts fu presa malamente da Michelle, molto più che dal marito, criticando apertamente e molto aspramente i collaboratori più stretti del Presidente, ovvero Emanuel, che si vide respinte le dimissioni solo perché politicamente il momento non era quello giusto: "La tua punizione è che devi stare qui e far passare questa legge. Non ti sto lasciando fuori dai guai". Insomma, Obama dava ragione a Michelle.

Scrive la Kantor: «Fondamentalmente, il capo dello staff stava cercando di convincere il presidente a ridimensionare gli sforzi sulla riforma sanitaria, ma la First Lady voleva portarlo avanti così com'era. Emanuel invece voleva modificarlo in modo che la riforma passasse senza complicazioni».

Alla fine Michelle Obama ha vinto la sua battaglia. Dopo diversi giorni di riflessione, il presidente ha spinto ancora di più il Congresso per approvare il disegno di legge com'era stato presentato. E se il passaggio ebbe successo, la battaglia interna ha chiesto il suo pedaggio: «Barack Obama ha fatto una scelta nel contesto delle visioni che lo circondavano, tra il punto di vista del suo capo del personale e quello di sua moglie», scrive Kantor. «La decisione di portare avanti la riforma sanitaria originale ha segnato l'inizio della fine del mandato di Emanuel alla Casa Bianca».

Quando la riforma è passata alla Camera, il presidente e i membri della sua squadra hanno festeggiato nella sua residenza. Era la prima volta per molti di loro. La First Lady, tuttavia, non era lì ad allietare i presenti. Era a New York a guardare la copertura televisiva della riforma «da sola nella sua suite al Waldorf Astoria, mentre le figlie dormivano in camera da letto».

Un altro episodio riguarda la presentazione di un libro in cui si riportava la confidenza tra la Premiere Dame di Francia Carla Bruni e la First Lady, in cui quest'ultima considerava "un inferno" la sua vita alla Casa Bianca. A farne le spese stavolta fu l’ex portavoce e consigliere di Obama Robert Gibbs, il quale si sarebbe infuriato dopo aver saputo delle lamentele di Michelle su come aveva gestito la situazione. A sua volta Gibbs, sostenuto da Emanuel, eliminò il nome della First Lady dalle riunioni mattutine in cui si faceva il punto della situazione per sbrigare gli affari presidenziali più urgenti.

Il primo commento al libro è del portavoce della Casa Bianca Eric Shultz, secondo cui si tratta di racconti «di seconda mano», comuni ad ogni amministrazione nella storia politica moderna e «spesso esagerati». Lo sapremo meglio martedì prossimo o quando uscirà in Italia.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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