Tra forma e sostanza

Tra forma e sostanza

Nella notte tra martedì e mercoledì, nella scuola elementare Duca d'Aosta di Cordenons, Pordenone, una trave in legno sul tetto dell'edificio ha ceduto per via dell'usura e delle intemperie, ed è collassata sul soppalco in cartongesso finendo la sua corsa sul corridoio del secondo piano assieme ai detriti del sottotetto.

Le assistenti scolastiche, prima di suonare la campanella delle 8, dovrebbero tutte le mattine fare il giro dell'edificio e controllare che tutto sia in ordine. Ieri mattina il giro non è stato fatto: sono state le maestre, al momento di entrare in classe con i bambini, ad accorgersi del crollo ed avvertire la dirigente scolastica dott.ssa Carmen Laterza.

La dirigente, invece di avvisare i genitori dei 350 bambini che si trovavano a scuola in quel momento e chiudere il plesso, ha pensato bene di spostare bambini e insegnanti in sala mensa, e solo dopo chiamare i vigili del fuoco e il comune per avvisare del crollo. Spostare i bambini in un'ala della scuola più sicura è stata decisamente un'ottima idea; non avvisare i genitori della disgrazia in modo che ognuno potesse valutare singolarmente la situazione, lo è stata molto meno. Ma va bene lo stesso, diciamo.

L'errore che secondo me - e secondo molti a cui ho posto la domanda - ha fatto la dott.ssa Laterza, è stato quello di autorizzare le maestre e i bambini a tornare in classe per prendere gli zaini (gli zaini vengono lasciati in classe il lunedì e riportati a casa il venerdì) e portarli prima in mensa e poi, alle 13, a casa. La dirigente scolastica non ha avuto il permesso dai tecnici dei Vigili del Fuoco - che tra l'altro non erano ancora arrivati - ma ha deciso autonomamente di far salire bambini e docenti nelle classi passando vicino ai calcinacci del soffitto. Difatti la zona esposta al crollo si trova in mezzo a quattro classi: la 3^C proprio sotto il crollo, l'aula di inglese, l'aula di informatica e la 4^C, la classe di mia figlia.

Quando succedono queste cose, è scontato che si cerchino sempre i colpevoli. L'attuale amministrazione ha di recente tinteggiato l'interno della scuola; la precedente invece ha risolto un'infiltrazione d’acqua che interessava il giunto del nuovo stabile costruito accanto al vecchio. Il cedimento di un tetto non dipende da errori fatti negli ultimi 2-3 anni, bensì da priorità sottovalutate nel corso del decennio precedente. Tutto si basa sul principio delle priorità: le priorità degli interventi le definiscono in Regione e i sindaci si battono tra loro per accaparrarsi ciò che viene finanziato. Significa che ci ritroveremo dei bellissimi  marciapiedi in porfido, nuovissimi  e luccicanti, e le scuole che cadono a pezzi. Morale della favola: la destinazione delle risorse da parte di Regione e Provincia, più spesso di quanto vorremmo non è coerente rispetto agli effettivi bisogni della città.

Ora, a prescindere da chi definisce gli interventi e come vanno utilizzati, secondo me qui c'è un problema di forma più che di sostanza. Un pezzo di soffitto che cade, specialmente se centenario, può succedere anche se la manutenzione è stata fatta regolarmente: sono mille i motivi che causano un crollo, anche se manutentato alla perfezione. Quello che non può e non deve mai succedere è un certo tipo di dirigenza scolastica che pur di far passare la cosa sotto silenzio decide, insindacabilmente, di non avvisare i genitori resasi conto della disgrazia; di far salire maestre e bambini al piano superiore a prendere gli zaini prima che i vigili del fuoco arrivassero - anche se alcune voci dicono siano state le bidelle -, quindi senza aver fatto la benché minima perizia tecnica per verificare la solidità della struttura; di parlare con alcuni rappresentanti/genitori e confermare la riapertura della scuola per lunedì mattina senza aver ricevuto l'agibilità dai tecnici.

La signora in questione si è molto arrabbiata quando i media hanno fatto circolare la notizia, come se un crollo in una scuola fosse una cosa talmente normale da succedere tutti i giorni. Inoltre si è resa irreperibile con chiunque volesse chiederle informazioni sulla vicenda, tanto che sarà domattina il sindaco ad informare i rappresentanti di classe e i genitori sulla data della riapertura e sui danni strutturali dell'edificio.

Io mi chiedo: perché voler tenere nascosto un fatto grave ed evidente come il cedimento di un soffitto? Viene l'atroce dubbio che voglia nascondere qualcosa che non si deve sapere. Ma sicuramente sono io in malafede o talmente arrabbiato che distorco la corretta versione dei fatti.

Qui sotto alcune foto

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

3 Comments
  1. Hirondo
    14 settembre 2012 at 10:21
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    decisamente sei arrabbiato ma considera anche quanto dopo l'hai saputo e come, nonché quanto tempo sarebbe occorso per avvisare "subito" i genitori di 350 bimbi. e qui non mi fraintendere, sarebbe stata cosa immediatamente ineludibile se un bambino si fosse fatto male. in un caso simile invece la prima cosa è provvedere alla loro sicurezza. mandarli a prendere gli zaini scavalcando calcinacci - se così è stato - invece sì, appare una leggerezza. ma sono andati i bimbi o le bidelle?

    • Giacomo Lagona
      14 settembre 2012 at 13:14
      Reply

      Sono andati bimbi e maestre

    • Giacomo
      14 settembre 2012 at 15:02
      Reply

      Bastava un sms generico ai 15 rappresentanti di classe; bimbi e maestre

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