Il trailer di Girlfriend in a Coma, il documentario di Bill Emmott rifiutato dal Maxxi

Il trailer di Girlfriend in a Coma, il documentario di Bill Emmott rifiutato dal Maxxi

Il documentario di Bill Emmot sul declino dell'Italia, “Girlfriend in a Coma”, non verrà proiettato al Maxxi di Roma il prossimo 13 febbraio. Lo ha deciso Giovanna Melandri, che del Maxxi è il presidente, per motivi di par condicio malamente specificati.

Inizialmente il Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha citato ferree disposizioni del Ministero delle Attività Culturali da cui dipende: «Disposizioni della Presidente della Fondazione, che si fanno interpreti delle indicazioni assai rigorose dateci dal ministero - socio unico della Fondazione ed Autorità Vigilante sul nostro operato - non ci consentono di ospitare nello spazio del museo qualunque iniziativa che possa essere letta secondo connotazioni politiche, nell’imminenza della competizione elettorale». In serata un comunicato smentisce categoricamente il coinvolgimento del Mibac: «Il Maxxi è una fondazione di diritto privato le cui decisioni sono assunte dagli organi competenti».

IL FILM. Il documentario, girato dalla film-maker italiana Annalisa Piras, racconta il declino politico economico e sociale di un paese fiaccato da vent’anni di berlusconismo selvaggio. Dalla corruzione alla compressione della libertà di stampa, dal disastro ambientale dell’Ilva di Taranto alla violenza sulle donne, alla mafia al ricatto politico. Il peggio dell’Italia, insomma, visto sinceramente da un punto di vista piuttosto pessimistico ed ostile nei confronti di Berlusconi, tanto che il film si dovrebbe intendere come «il prodotto di un devastazione morale senza pari in Occidente». Per fortuna esiste anche una ricerca della cosiddetta “Buona Italia”.

L'AUTORE. Bill Emmott, per tredici anni dal 1993 al 2006 direttore dell'Economist, si è detto «attonito davanti a questa terribile e calzante dimostrazione della tesi centrale di Girlfriend cioè, che il declino italiano stia rapidamente giungendo al punto di non ritorno». Per i produttori del film, si tratta di un «abuso, letteralmente la sospensione della cultura e della libertà della parola per semplice convenienza elettorale, senza nemmeno il conforto di una legge».

Nel frattempo, come accade ogni volta, in rete è partita la campagna anti-censura. I produttori del film hanno creato una campagna di email blast con questo testo:

"Gentili Lorenzo Ornaghi, Giovanna Melandri, i sottoscritti condannano fermamente la decisione del Ministero dei Beni Culturali e della direzione del MAXXI di vietare la proiezione, il 13 febbraio a Roma, del film documentario indipendente britannico "Girlfriend in a Coma", e domandano l'immediata programmazione del film in nome della libertà di espressione che ogni stato democratico deve difendere e applicare".

Su Twitter è nato l'hashtag #Girlfriendinacoma e le prime risposte della Melandri - che «del film ho visto solo il trailer» - ad Emmott arrivano proprio sul mini sito:

Possiamo solo dire che la Fondazione Maxxi non ci ha fatto una bella figura aldilà delle motivazioni più o meno condivisibili; dall'altro lato gridare alla censura quando in realtà è un rinvio, beh è un tantino esagerato: Emmott e il suo staff hanno preso alla lettera i metodi del declino italiano raccontati nel film usandoli a proprio vantaggio. Anche questo è declino, no?

Qui sotto il trailer di Girlfriend in a Coma

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About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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