Tutto sul Referendum Costituzionale

Tutto sul Referendum Costituzionale

 

A dicembre, tra poco più di due settimane, gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi sulla riforma costituzionale approvata in aprile dal Governo e sostenuta da una parte del nostro Parlamento, esprimendo un SI o NO sul referendum del 4 dicembre.  Diversamente da quanto di solito accade, il referendum del 4 dicembre non avrà bisogno di un quorum per essere valido, trattandosi in questo caso di un referendum confermativo. Questo significa che il risultato del voto sarà valido, qualsiasi sarà  l’affluenza degli elettori alle urne. Tale dettaglio va tenuto in conto se si pensa che gran parte dei referendum che vengono normalmente promossi si presentano invece come referendum abrogativi i quali, a norma dell’art 75 della costituzione, sono approvati solo se partecipano al voto la maggioranza degli aventi diritto, e solo se è raggiunta la maggioranza dei voti correttamente espressi.

I numerosi dibattiti sul referendum che nell’ultimo mese hanno monopolizzato i programmi televisivi e il palcoscenico della politica, hanno cercato di spingere gli italiani a votare contro o a favore della riforma senza tuttavia spiegare effettivamente cosa prevede il referendum costituzionale. Rimandando per maggiore informazioni (e  sulla riforma e sui quesiti del referendum) al sito referendumcostituzionale.eu, sinteticamente possiamo cercare di esporre cosa si vota al referendum del 4 dicembre.

Nel segreto della cabina elettorale, all’avente diritto al voto verrà chiesto di esprimersi positivamente o negativamente su 3 diverse proposte, le quali pur apparendo a prima vista tra loro disgiunte, rientrano nel piano di modifica strutturale del nostro paese disegnato dalla riforma promossa dal ministro Boschi. In breve questi saranno i quesiti:

  • L’abolizione definitiva delle provincie;

  • L’abolizione dello CNEL ( consiglio nazionale dell’economia e del commercio) il quale oltre ad esprimere pareri su richiesta del Governo, dispone della facoltà di promuovere iniziative legislative nel campo che egli promuove, ossia nel campo dell’economia e del sociale, con eccezione della legge di bilancio;

  • L’abolizione del bicameralismo paritario al quale si accompagna necessariamente la modifica strutturale del Senato della Repubblica e di rimando la riforma dell’art 70 della nostra Costituzione.

La riforma dell’art 70 della Costituzione si presenta come necessaria di fronte al superamento del Bicameralismo perfetto. Attualmente infatti tale articolo della nostra Carta Fondamentale riconosce quali protagonisti della funzione legislativa sia la Camera dei Deputati sia il Senato della Repubblica, sancendo quindi per esse uguali poteri. L’obiettivo della riforma è invece quello di assicurare alla Camera dei Deputati il dominio, quasi esclusivo, della funzione legislativa, riconoscendo al nuovo Senato una partecipazione marginale a tale potere, solo per casi specificatamente determinati e previsti dal nuovo testo dell’art 70 che si accompagnerà alla riforma. Più che di una funzione legislativa, il nuovo Senato si occuperà di rappresentare le realtà territoriali nel nostro Paese, essendo questo composto dai consiglieri regionali i quali svolgeranno la funzione di anello di congiunzione tra la macchina statale e le effettive esigenze dei cittadini. La riforma Boschi pertanto prevede il pieno superamento del Bicameralismo paritario e l’approdo verso un Bicameralismo Imperfetto dove la Camera dei Deputati si presenta come sovra ordinata al Senato della Repubblica.

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