Twitter batte Facebook

Twitter batte Facebook

Come sempre l'Italia arriva tardi alle innovazioni (anche per colpa della politica, certo), fatto sta' che anche nel paese di Marconi e Fermi Twitter ha preso il volo con una crescita del 40 per cento solo negli ultimi due mesi.
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Twitter è da molto tempo un fenomeno all'estero - soprattutto Stati Uniti e UK - mentre in Italia era in stand-by da almeno due anni: stazionava attorno al milione di utenti unici al mese, circa un ventesimo di Facebook, poi, chissà perché (ma sì che lo sappiamo, facciamo solo finta), negli ultimi due mesi ha rosicchiato quote di mercato al social network per eccellenza, dimezzando - tra agosto e ottobre - il rapporto a solo un undicesimo. I numeri sono ancora piccoli e dovremo aspettare almeno un altro paio di mesi per vedere se la tendenza verrà confermata, oppure se è stato un picco generato dal particolare momento storico italiano.

La sensazione, però, è che la crescente tendenza all'informazione centralizzata ha fatto il doppio salto puntando proprio sul sito di Jack Dorsey. I dati del resto parlano chiari: Twitter si è rivelato uno strumento importante per seguire gli sviluppi della crisi di governo e la nascita del governo Monti, e il primo riscontro si trova nelle cifre di audience fornite da Nielsen Netview.

Mentre Ezio Mauro e Ferruccio De Bortoli si sfidavano a colpi di anticipazioni sull’esito delle trattative per palazzo Chigi, o mentre Concita De Gregorio litigava con Sabina Guzzanti per le accuse mosse dall'ex direttore de l'Unità ai suoi ex datori di lavoro, il numero di utenti che iniziava ad utilizzare Twitter aumentava. La maggior parte usa Twitter per informarsi e conversare con i proprio follower, c'è però una grossa fetta di utenti che ha scelto il microblogging per acquisire nozioni prima che i media mainstream le facciano diventare notizie.
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Nielsen ha solamente confermato una crescita che gli afecionados sapevano già: a ottobre ci sono stati 2 milioni di cinguettii - per la precisione 1 milione 967mila - ratificando inoltre che ad agosto ci potrebbe essere stata la prima vera discontinuità nella diffusione dei social network nel nostro paese.

Se, come sappiamo, gli utenti che usano maggiormente Facebook hanno un'età compresa tra i 19 e i 24 anni, su Twitter le cose cambiano radicalmente portando l'età di affluenza attorno ai 35 anni. Ciò significa una maggiore consapevolezza nel mezzo, ed un minor cazzeggio - passatemi il termine - cosa inconfutabilmente diffusa su Facebook. In termini assoluti poi, è ampiamente dimostrato che gli utenti del secondo sono presenti sul primo, e spesso lo sono fin dagli albori (il sottoscritto è uno di quelli). Facebook resta comunque il dominatore incontrastato del social networking con i suoi 21 milioni di utenti italiani su 29: significa che oltre i due terzi di quanti si collegano a internet nel nostro paese ha un profilo su Fb.

I tassi di crescita sono differenti. Negli ultimi tredici mesi Facebook mette a segno un +12% calcolato da ottobre 2010 e ottobre 2011; Twitter, nello stesso periodo, stacca un carnet del +70,5%. Se i parametri rimangono invariati come negli anni scorsi, a breve vedremo una disputa tra i due network sociali a suon di colpi bassi e colpi di genio, aspettando sempre il nuovo giocattolino che ci farà disamorare dell'uno e dell'altro. Nel frattempo però la rincorsa è iniziata.
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About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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