Rilasciata Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot

Rilasciata Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot

Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot, la nuova release della distribuzione Gnu/Linux di Canonical, completa la rivoluzione avviata con la versione precedente Natty Narwhal, rilasciata sei mesi fa e ora rifinita con stile. Diversi problemi che dava Unity, la nuova interfaccia grafica voluta da Mark Shuttleworth, sono stati più o meno risolti.

La principale innovazione resta comunque legata a questa ed è rappresentata dall’inserimento delle Lenti  per filtrare tutti i file del nostro computer, divisi fra applicazioni, documenti e musica. La dashboard diventa così un potente strumento di ricerca. Le Lenti consento infatti di filtrare i file fra quelli modificati di recente, per tipo e peso. Quando cerchiamo fra le applicazioni, possiamo filtrarle per ranking: da zero a cinque stelle, a seconda del giudizio che hanno ottenuto nel nuovissimo Ubuntu Software Center, che ha introdotto anche le recensioni. Quando cerchiamo un programma che non abbiamo, se è disponibile nel market di Ubuntu ci appare l’icona per scaricarlo in due click. Lo stesso discorso vale per la musica: se cerchiamo una canzone che non abbiamo possiamo comprarla da Amazon, o scaricarla gratis da altre fonti in caso sia stata rilasciata per esempio con licenza creative commons. Le Lenti ci aiutano a filtrare la musica per epoca e genere.

Dal punto di vista dell’usability, Ubuntu è ora davvero simile a Mac Os X, e non certo perché i bottoni delle finestre sono stati spostati a sinistra o perché l’animale simbolo questa volta è un gattopardo onirico. Se Shuttleworth fosse Jobs, potrebbe tranquillamente evitare di menzionare il motore Linux: il kernel è il 3.0.4. Se Apple ha iCloud, Ubuntu ha da anni ormai Ubuntu One5 gigabyte di spazio gratuito per sincronizzare via cloud foto, video, musica, con tanto di app per Android, iPhone e iPad per lo streaming in remoto delle nostre canzoni. E se il Mac ha la Time Machine, Ubuntu ha per la prima volta un sistema di backup affidato a Déjà Dup (che per fortuna si trova fra le app con il nome Backup), che consente backup locali, in remoto, nel cloud, incrementali, con cifrazione e compressione dei dati.

Qualche difetto c’è ancora, come il menu di LibreOffice, la suite per l’ufficio erede di OpenOffice, che non si integra alla perfezione nella menubar. O la carenza di account su Gwibber, finalmente sì migliorato, ma limitato a Twitter, Identi.ca e Facebook. Non diciamo Google Plus, ma almeno LinkedIn ci doveva essere.

Dal punto di vista del software, Mozilla Thunderbird sostituisce Evolution come client email. Finalmente, aggiungiamo noi, con tutto il rispetto per Evolution. Shotwell e Banshee sono sufficienti per gestire e ritoccare le foto e ascoltare la musica. Pitivi per l’editing video non è più incluso, ma è comunque supportato, così come Gimp per l’elaborazione delle foto, il browser Chromium e Flash. Per navigare di default c’è Firefox. L’ambiente desktop su cui si poggia Unity è il nuovo Gnome 3.
Se non piace Unity, si può ora installare con semplicità Gnome Shell digitando da terminale:

sudo apt-get install gnome-shell

Se poi volete personalizzarne l'aspetto, installate lo Gnome Tweak tool:

sudo apt-get install gnome-tweak-tool

Per completare la propria Ubuntu è difficile prescindere dall’installazione di codec per audio e video. Ecco quindi nell’Ubuntu Software Center il pacchetto Ubuntu Extras per installare in un colpo solo il supporto per mp3 codificati e altri vari formati audio (con il plugin GStreamer), i font Microsoft, Java runtime environment, Flash plugin, LAME (per creare file audio compressi), e DVD playback.

A supporto degli utenti, oltre al portale Ask Ubuntu e al forum di Ubuntu-it, ci sono le guide ufficiali e della comunità e la pagina per il download.

(per Lavika)

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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