Un altro danno all’Italia

Un altro danno all’Italia

Un'altra fiducia, e via. Per rimediare all'"incidente" della bocciatura dell'articolo 1 del Rendiconto generale dello Stato martedì 11 ottobre lo stato maggiore del centrodestra ha pensato e imposto un voto a scrutinio palese e con chiamata nominale (la fiducia, appunto) così da dimostrare di avere la maggioranza numerica in Parlamento. E di considerare chiuso lo sfortunato capitolo dell'altro giorno.

C'è della furbizia spicciola dietro questa scelta. I malpancisti, i frondisti, gli arrabbiati, i nemici di Tremonti, quelli che hanno perso fiducia in Berlusconi e tutte le altre variegate categorie di parlamentari pidiellini e leghisti che sentono la sopravvivenza di questo governo come una condanna a morte (politica) non potranno certo né votare contro né assentarsi al momento della chiama perché sarebbe come mettere la firma al certificato di non ricandidatura. Così questa platea, vasta e in buona parte silente, concederà ancora la fiducia all'esecutivo Berlusconi/Bossi. Subito dopo giungeranno a cascata le dichiarazioni dei dirigenti del centrodestra sulla evidente sussistenza della maggioranza, sulla dimostrata capacità dell'esecutivo di andare avanti, sull'ennesimo fallimento dell'opposizione di scalzare un governo solido e via su questa strada. Ma quanto durerà la boccata d'ossigeno? Giorni? Ore? Certamente non settimane.

Il prossimo "incidente" è dietro l'angolo. E non per una malefica congiunzione astrale. E' sotto gli occhi di tutti lo scontro al calor bianco che si è aperto, contemporaneamente, nel Pdl e nella Lega. E tra i due partiti. I due vecchi leaders, Berlusconi e Bossi, non vengono criticati apertamente dai propri fedeli per timore di essere cacciati in malo modo ma, al riparo da orecchie indiscrete, sempre meno sono quelli che evitano parole dure e giudizi definitivi. Incendi scoppiano dovunque ed in ogni momento. Tenerli sotto controllo sarebbe arduo in un periodo di normalità. Figurarsi ora che nel centrodestra non si sa chi regga il bastone del comando.

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Qualcuno ha già trovato la causa del crollo, prossimo, del governo: la "legge del caos". Quella situazione incontrollata, ed incontrollabile, che si è presentata martedì scorso e certamente si ripresenterà di nuovo tra un giorno, forse due o poco più. E allora? Berlusconi ricorrerà ad un altro voto di fiducia per mettere - di nuovo - la mordacchia ai suoi che lo vogliono accompagnare all'uscio? Di questo passo, fiducia dopo fiducia, sarà l'Italia a perdere definitivamente la fiducia dei partner internazionali, dei mercati, degli investitori. Di fiducie, dunque, il Paese può perire. E dopo questa, difficilmente il "giochino" dovrebbe essergli permesso ancora.

Anche perché, di là dai capitomboli parlamentari, il governo da mesi non riesce a decidere nulla. Le tre manovre economiche estive, tanto per dire, sono state imposte dalla crisi e scritte sotto dettatura della Bce e della Banca d'Italia e, infine, approvate nei tempi utili grazie al senso di responsabilità delle opposizioni. Altro non s'è visto. E, infatti, non si vede il tanto sbandierato decreto per lo sviluppo: doveva arrivare ai primi di ottobre, è già slittato a fine mese. Perfino i provvedimenti che stanno a cuore al premier, voluti per placare le sue ossessioni giudiziarie, dal processo breve al divieto delle intercettazioni, camminano stancamente in Parlamento. E nel frattempo il mondo non s'è fermato insieme a noi. Gli altri Paesi camminano, fanno scelte, affrontano la crisi, cercano soluzioni. Si siedono in consessi a cui l'Italia, spesso, non viene più nemmeno chiamata.

Con questa nuova fiducia il governo si conquisterà qualche altro giorno di vita. Ma sarà solo un prolungamento dell'agonia. Ed un altro danno all'Italia.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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