Il filmato che inchioda tre poliziotti per il pestaggio di un automobilista

Il filmato che inchioda tre poliziotti per il pestaggio di un automobilista

Il 9 aprile 2010 il trentenne Filippo Narducci venne arrestato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale: fermo nei pressi di un bar vicino Cesena, tre poliziotti - Marco Pieri, Giancarlo Tizi e Cristian Foschi - gli chiedono prima i documenti e dopo lo pestano denunciandolo per oltraggio. La differenza con altre vicende simili, è che stavolta ci sono le riprese delle telecamere di sicurezza del distributore di fronte al luogo in cui è accaduta la vicenda.

I poliziotti, nelle loro dichiarazioni in tribunale, dicono che al momento di chiedere i documenti, Narducci ha risposto con tono “gravemente alterato e tendente all’alto”. Nelle immagini si vede invece che accade esattamente il contrario: l’agente che accusa Narducci di averlo spintonato, è quello che dà un pugno in pieno volto all’uomo; quando si avvicinano gli altri poliziotti, nonostante siano aggressivi nei suoi confronti, Narducci non prova a scappare, prova solo a schermirsi fino a che non viene buttato a terra e ammanettato.

I fatti sono questi. La vettura di Narducci e quella dei poliziotti sono ferme ad un semaforo in direzione opposta; secondo la versione resa dagli agenti, la macchina dell'uomo sarebbe ripartita di “gran fretta” e questo è sembrato un modo per sfuggire al controllo. In realtà le cose sono andate diversamente: la macchina di Narducci è ripartita normalmente per poi svoltare poco dopo verso il bar. I poliziotti, invece, hanno fatto inversione a U per raggiungere l'uomo già fermo e pronto per scendere dalla macchina. La scena da qui in poi è un susseguirsi di fatti assolutamente diversi da come raccontano gli agenti.

I poliziotti affermano che Narducci avrebbe proceduto velocemente per guadagnare l'ingresso del bar e sfuggire al controllo, al ché uno degli agenti lo avrebbe bloccato pochi metri prima dell'ingresso. Ma le immagini mostrano altro: Narducci procede verso i poliziotti con fare pacato e con le mani in tasca, quando poi gli agenti gli chiedono i documenti, l'uomo si dirige verso la macchina per andarli a prendere. Nella ricostruzione dei poliziotti invece Narducci avrebbe risposto con tono “gravemente alterato e tendente all’alto”: «perché vi devo dare la patente se non guidavo io? Mi avete rotto i coglioni!». Narducci, continuano gli agenti, avrebbe detto che quello che guidava ha scavalcato la rete ed è scappato verso il fiume. Dopodiché, Narducci, avrebbe come “un forsennato girato i tacchi” facendo credere all’agente che stesse cercando di “eludere il controllo di polizia”. Da qui in poi si susseguono fasi concitate, sempre secondo i poliziotti, in cui Narducci “urla e ha un fare minaccioso”, finché va incontro a un agente e gli dà uno spintone, costringendo quest’ultimo a “indietreggiare cercando di scansare il giovane”. Guardando i filmati si nota però che niente di tutto questo è mai avvenuto: Filippo Narducci va verso la macchina, dopo che presumibilmente gli è stato chiesto di prendere la patente, e torna verso gli agenti consegnando il documento.

Stando ai filmati la scena si svolge nella calma più totale, tanto che Narducci tiene per tutto il tempo le mani in tasca e i suoi modi sono assolutamente tranquilli. Gli agenti hanno denunciato l'uomo per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ma le due versioni sono divergenti dall'inizio alla fine. Quando l'agente che lo accusa dello spintone gli sferra un pugno in pieno viso, Narducci non tenta nemmeno di scappare ma solo di ripararsi dalle botte, finché non viene buttato a terra ed ammanettato. Le telecamere registrano tutto, ed è questa l'arma a favore di Narducci che lo scagiona in tribunale.

Narducci denuncia i poliziotti per il pestaggio, che a loro volta lo denunciano per calunnie. Inizialmente l'esposto dell'uomo viene archiviato, successivamente il gip invia gli atti al pm con l'accusa di calunnia nei confronti del Narducci. Settimana scorsa il tribunale di Cesena ha dato ragione a Filippo Narducci rinviando gli atti in Procura per procedere contro gli agenti smentiti dal filmato. Ma al danno si è aggiunta anche la beffa: Narducci è accusato, insieme alla redazione cesenate del Resto del Carlino, di concorso in diffamazione. Questo perché il quotidiano, in un trafiletto di circa dieci righe, ha scritto che il trentenne è difeso da Fabio Anselmo, lo stesso legale di Federico Aldrovandi, il diciottenne che la sera del 6 luglio 2009 fu pestato a morte da quattro poliziotti. Evidentemente il solo richiamo del nome "Aldrovandi" a certa polizia fa ancora paura.

Questo invece è il filmato con la ricostruzione dello stesso Narducci per L'Unità.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector