Il ministro Balduzzi vieta la sigaretta elettronica ai minori

Il ministro Balduzzi vieta la sigaretta elettronica ai minori

Il Ministero della Salute ha vietato le sigarette elettroniche ai minori di 18 anni, aumentando l'età del divieto di altri due anni rispetto ai 16 dell'ordinanza del 20 dicembre scorso. Pur non essendoci studi clinici che attestino quanto e come l'e-cig sia dannosa per la salute, il ministro Balduzzi ha voluto giocare d'anticipo vietandone, se non l'uso, la vendita ai minori. Fumando e-cig si corrono gli stessi rischi della bionda? Assolutamente no, ma rimane comunque dannosa per la salute perché contiene nicotina.

La domanda che mi fanno più spesso vedendomi fumare l'e-cig al posto della normale sigaretta è se fa meno male della bionda. La risposta ovviamente è sì, fa meno male: il vapore inalato contiene meno nicotina; inoltre, non generando combustione, diminuisce enormemente il rischio cancerogeno causato dalla sigaretta "vera". Ciò non significa che faccia bene, anzi.

L'ordinanza del Ministero specifica proprio che il livello di nicotina presente nell'e-cig supera comunque il limite accettabile per la salute. E se da un lato diminuisce il pericolo cancerogeno, dall'altro non si elimina affatto il pericolo dell'assunzione di nicotina nell'organismo. Resta però il fatto che il divieto è preventivo dato che non esiste, al momento, uno studio definitivo dell'Istituto Superiore della Sanità che attesti la pericolosità del surrogato elettronico della sigaretta. Nella sua ordinanza Balduzzi ha, giustamente, preso in considerazione la gestualità: la sigaretta elettronica potrebbe essere percepita, dai più giovani, come una sigaretta vera; e il semplice gesto di portarla alla bocca già di per sè è un incentivo abitudinario all'uso della bionda.

Ma c'è anche chi, ad esempio, è passato dalla bionda naturale a quella artificiale finendo poi per smettere definitivamente. È un dato certo contenuto in molte indagini di mercato: fa uso dell'e-cig soprattutto la fascia di persone tra i 30 e i 40 anni (18,4%) e gli over 45 (20%), mentre i ragazzi tra i 16 e i 20 anni coprono solo un 1,8% della torta di utilizzatori. Ma il dato interessante è che il 32,5% dei fumatori passati all'inalazione, ha dimunuito di circa la metà l'assunzione di sigarette vere e il 22,5% ha smesso del tutto. In questo caso la e-cig si è rivelata uno strumento efficace.

Ovviamente il business generato dalla bionda elettronica ormai è a livelli cosmici: 1.500 negozi sparsi in tutto il territorio coprono circa 2 milioni di consumatori per un fatturato annuo - in Europa - che supera i 500 milioni di euro. Parliamo di dati tendenziali al rialzo.

Poi c'è il trend, la moda. Non a caso, visto il business che genera, molti cosiddetti Vip sono passati dalla sigaretta vera alla sigaretta elettronica: Vasco ha promosso su Facebook il lancio di una sua speciale e-cig - Il Blasco - con filmato promozionale (lo trovate facilmente su Youtube) nel quale, molto pacatamente, afferma che «Il sapore non fa schifo, dura un sacco di tempo, la si usa per fumare meno...»; Fabio Troiano e Luca Argentero hanno aperto addirittura diversi negozi di e-cig; e poi Morgan, Katherine Heigl e Lindsay Lohan ne fanno sfoggio ovunque. Insomma, tendenza&business of course.

Come funziona. Esattamente come la sigaretta vera, l'e-cig dà la sensazione, inalandone il vapore, di fumare del tabacco. Il vapore viene generato da una cartuccia - vaporizzatore - che contiene una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, aromi alimentari e, a secondo dei casi, anche nicotina. Di solito si inala tenendo premuto il tastino a led posto all'estremità del finto filtro, si attiva così una resistenza a bassissimo voltaggio che riscalda uno stoppino all'interno della cartuccia contenente il liquido, che a sua volta diventa il vapore inalato.

Non conoscendo ancora appieno i rischi reali della sigaretta elettronica, possiamo solo confermare i numeri del Ministero della Salute riferiti al 2009: il fumo ogni anno miete 80mila morti, se l'e-cig riuscisse a ridurre anche solo del 20% i decessi, credo che valga la pena provare.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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